Alimenti light: non fanno male, ma sono inutili!

Che cosa sono gli alimenti light?

Gli alimenti light sono quegli alimenti che derivano dagli alimenti tradizionali ma che vengono modificati in modo da ridurre il contenuto di un determinato nutriente o le calorie dell'alimento stesso. A questi vengono associati alimenti fortificati o supplementati con determinati nutrienti o sostanze. 

 

 

La definizione di alimenti dietetici o funzionali è diversa, in quanto questi sono cibi appositamente formulati per specifiche esigenze, ad esempio per particolari patologie. 

 

 

Seconda il Reg. Ce del 2006, un alimento può riportare in etichetta la dicitura "light", oppure "leggero", o "ridotto", seguite dalla caratteristica che rende il prodotto tale, es. a ridotto contenuto di grassi, di zuccheri e così via. Inoltre, queste diciture possono essere riportate in etichetta solo se il prodotto possiede il 30% in meno di un certo nutriente, rispetto ad un prodotto simile. Per il sodio la differenza può essere anche del 25%, mentre per gli altri micronutrienti, come le vitamine, può essere anche solo del 10%. 

Sono davvero utili gli alimenti light? Fanno male?

Spesso la dicitura light ci fa pensare ad un qualcosa di assolutamente sano da poter includere in grandi quantità nella nostra alimentazione. Purtroppo non per tutti gli alimenti light è così, ma è necessario sempre introdurli all'interno di una dieta bilanciata e varia ma, sopratutto, leggere l'etichetta di questi prodotti.

Un esempio sono gli alimenti a ridotto contenuto di grassi, spesso latticini derivanti da latte scremato o parzialmente scremato, che possono subire aggiunta di acqua per sostituire una parte dell'olio o del grasso. Questo rende il prodotto più degradabile e rende quindi necessario l'aggiunta di conservanti in quantità maggiori rispetto al prodotto originario. 

I prodotti a ridotto contenuto di zuccheri prevedono la sostituzione parziale o totale degli zuccheri semplici con edulcoranti. Fra questi abbiamo quelli intensivi, che sono acalorici, e i polioli, che hanno un contenuto calorico inferiore al saccarosio. Tutti gli edulcoranti possono, però, avere effetti collaterali se assunti ad alte dosi, come i classici effetti lassativi indotti da un eccessivo consumo di polioli. Alcuni edulcoranti, inoltre, sono sconsigliati per le donne in gravidanza e allattamento, così come anche per i bambini al di sotto dei 3 anni di età. Un uso smodato di dolcificanti, inoltre, abitua maggiormente il palato di chi assume prodotti che li contengono, ad un gusto sempre più dolce che porta all'assunzione e ricerca di prodotti dolcificati in quantità sempre maggiori, che possono determinare quindi effetti collaterali tipici degli edulcoranti. 

I cibi light, inoltre, hanno spesso un maggior apporto di zuccheri a fronte di un minor apporto lipidico. L'alta concentrazione di zuccheri prensenti in questi alimenti potrebbe favorire lo sviluppo del diabete e della resistenza insulinica. Inoltre, questi prodotti richiamando l'insulina a livello ematico, determinano l'ingresso del glucosio a livello cellulare e di conseguenza l'arrivo più repentino dello stimolo della fame. Questi prodotti, quindi, avrebbero un minor indice di sazietà

 

 

Spesso gli alimenti light hanno un minor apporto di alcuni macronutrienti, come gli acidi grassi essenziali, e micronutrienti come le vitamine. Questo potrebbe quindi agire a discapito di una dieta equilibrata.

Come scegliere gli alimenti light?

Premesso che sconsigliamo l'utilizzo di cibi light, salvo rarissime eccezioni, e rimandiamo al video per i dettagli; leggere con attenzione l'etichetta è il primo passo da fare per realizzare una corretta scelta degli alimenti light. Le informazioni da verificare sono innanzitutto il contenuto calorico e di macronutrienti, per verificare se vi è una reale riduzione dell'apporto energetico, oppure se vi è stato una riduzione di un macronutriente per aumentarne un altro in concomitanza. 

Verificare poi quale sia il tipo di variazione fatta nella lista degli ingredienti del prodotto light rispetto al prodotto originario; andare quindi a vedere se sono stati aggiunti un maggior numero di conservanti ed edulcoranti.

Spesso inoltre è necessario verificare il prezzo di questi prodotti, che può essere sensibilmente più alto rispetto al prodotto con formulazione classica. Si stima che il prezzo dei prodotti light aumenti del 10-30% e questo a volte è giustificato da un procedimento di lavorazione più impegnativo e lungo. 

Normativa e alimenti light

Gli alimenti light, così come tutti gli alimenti che subiscono una modificazione nel contenuto di macro e micronutrienti, hanno una specifica normativa, il Regolamento Ce 1924/2003, emanato dall'Unione Europea il 20 dicembre 2006. Questa normativa risulta importante perchè va ad unificare tra i vari paesi europei le leggi riguardanti le indicazioni nutrizionali in etichetta così come anche quelle inerenti la salute

L'esigenza di questo regolamento nasce dalla necessità di favorire la libera circolazione delle merci tra i paesi dell'Unione Europea, unificando i criteri di indicazione delle informazioni in etichetta. Un'altra motivazione è la tutela del consumatore, che deve essere correttamente informato su ciò che acquista e reso consapevole di ciò che mangia. L'unificazione dei criteri riguardanti pubblicità ed etichettatura è importante al fine di favorire la corretta commercializzazione dei prodotti e la corretta concorrenza tra le varie marche di prodotti light. 

Il Regolamento 1924/2006 stabilisce tre categorie di informazioni da riportare sull'etichetta e nella pubblicità dei prodotti. In particolare, vi sono le indicazioni nutrizionali, quelle sulla salute e quelle relative al rischio di malattia. Per ciascuna categoria fissa i requisiti di utilizzo. La normativa italiana prendeva già in considerazione gli alimenti light, in quanto il D. Lgs. n. 77 del 1993 fissava come obbligatoria la tabella nutrizionale per questa tipologia di prodotti. 

Il Regolamento Ce 1924/2006 fornisce la definizione dei principali termini utili. 

Fra questi abbiamo:

  • indicazioni (o claims): i messaggi o le rappresentazioni, sia scritte che figurate, che suggeriscono che un alimento abbia caratteristiche particolari, e che non sono obbligatorie per la legislazioni nazionali o comunitarie; 
  • indicazione nutrizionale (o claim nutrizionale): qualunque indicazione che suggerisca che l'alimento ha particolari caratteristiche benefiche legate all'apporto calorico o di sostanze nutritive. Può essere accompagnata da diciture come: "apporta", "non apporta", "contiene", "non contiene", "apporta a tasso ridotto" ecc...
  • sostanza nutritiva: sono le proteine, i carboidrati, fibre, grassi, ma anche sodio, vitamine e minerali elencati nella direttiva 90/496/CEE;
  • sostanza di altro tipo: sostanza che non è compresa tra le sostanze nutritive, ma che ha comunque un effetto nutrizionale o fisiologico;
  • indicazione sulla salute: qualsiasi indicazione che suggerisca o affermi che esista una correlazione tra l'alimento o un suo componente e la salute;
  • indicazione relative alla riduzione di un rischio di malattia: tutte le indicazioni che suggeriscono o affermano che il consumo di un alimento o di un suo componente riduca in modo rilevante il rischio di sviluppare una patologia nell'uomo.

I claims nutrizionali

I prodotti light, così come tutti i prodotti che presentano caratteristiche nutritive diverse da quelli comuni, devono riportare in etichetta sia i claims nutrizionali, sia la tabella nutrizionale. 

I claims autorizzati dal Reg. Ce 1924/2006 sono in tutto 24 e sono stati formulati in concerto con l'EFSA (European Food safety Authority). Essi sono riportati in allegato al Regolamento e devono essere riportati in etichetta, ma possono anche essere indicati nell'imballaggio e nella pubblicità relativa. 

Ciascuna di queste indicazioni o claims attesta che le proprietà dell'alimento sono dovute alla presenza, assenza o riduzione di un determinata sostanza nutritiva o di altro genere o dell'apporto energetico. 

I claims nutrizionali devono avere determinate caratteristiche, stabilite dalla normativa stessa. In particolare:

  • non devono incutere timori immotivati nel consumatore;
  • non devono riportare informazioni false, ambigue o fuorvianti;
  • non devono indurre ad un consumo eccessivo di cibo;
  • devono essere facilmente comprensibili per il consumatore medio;
  • devono essere basate su risultati scientifici dimostrabili su richiesta delle Autorità preposte al controllo;
  • devono riferirsi all'alimento pronto per essere consumato.

Quali sono i claims nutrizionali?

Ecco tutti i claims previsti dal Reg. Ce 1924/2006:

  • a tasso ridotto di [nome sostanza nutritiva]: viene usato se la riduzione della quantità di sostanza nutritiva è pari almeno al 30%;
  • light/leggero: stesse condizioni del claim "a tasso ridotto di", ma è necessario riportare le caratteristiche che rendono il prodotto leggero. 
  • fonte di fibre: se il prodotto contiene almeno 3 g di fibre per 100 g di prodotto o 1,5 g di fibre per 100 kcal;
  • fonte di proteine: con almeno il 12 % del valore anergetico dell'alimento dato dalle proteine;
  • ad alto contenuto di proteine: se almeno il 20 % del valore energetico dell'alimento è dato dalle proteine;
  • fonte di [nome vitamine o minerali]: se il prodotto contiene una quantità significativa di vitamine o sali minerali secondo le quantità previste dalle normative comunitarie;
  • a tasso accresciuto di [nome sostanza nutritiva]: nei casi in cui il prodotto rispetti le caratteristiche previste per i claims "fonte di", ma abbia un contenuto di sostanza nutritiva pari al 30 % in più rispetto ad un prodotto simile;
  • tasso ridotto di [nome sostanza nutritiva]: se ha il 30 % in meno di macronutrienti o il 10 % nel caso di micronutrienti rispetto ad un alimento simile;
  • contiene [nome sostanza nutritiva o di altro tipo]: se vengono rispettate determinate norme previste dal Regolamento;
  • ad alto contenuto di [nome sostanza nutritiva o di altro tipo];
  • ad alto contenuto di fibre: se contiene almeno 6 g di fibre per 100 g di prodotto oppure 3 g di fibre per 100 kcal;
  • senza sodio o senza sale: se ha un contenuto di sodio inferiore al 0,005 g oppure di grammi equivalenti di sale per 100 g di prodotto;
  • naturalmente/naturale: se un alimento soddisfa le caratteristiche previste da un altro claim così come si trova in natura;
  • a bassissimo contenuto di sodio: se ha un cotenuto di sodio inferiore a 0,04 g di sodio o valore equivalente di sale ogni 100 g di prodotto;
  • a basso contenuto di sale: se il contenuto di sodio o sale equivalente ogni 100 g di prodotto è inferiore a 0,12 g;
  • senza zuccheri aggiunti: se non sono stati aggiunti zuccheri rispetto alla sua composizione naturale;
  • senza zuccheri: se ha una quantità di zuccheri inferiore a 0,5 g ogni 100 g o 100 ml di prodotto;
  • a basso contenuto di zuccheri: se ha un contenuto di zuccheri inferiore a 5 g ogni 100 g di prodotto solido oppure inferiore a 2,5 g per 100 ml di liquidi;
  • senza grassi: se ha una quantità di grassi inferiore a 0,5 g per 100 g o 100 ml di prodotto;
  • a basso contenuto di grassi: se ha un contenuto di grassi inferiore a 3 g per 100 g di alimenti solidi, oppure 1,5 g per 100 ml di liquidi;
  • a basso contenuto di grassi saturi: se il loro contenuto è inferiore a 1,5 g/100 g di solidi, oppure 0,75 g /100 ml di liquidi;
  • senza grassi saturi: se il loro contenuto non supera i 0,1 g per 100 g o 100 ml di prodotto;
  • senza calorie: se non ha più di 4 kcal( 17 kJ)/100 ml di prodotto;
  • a ridotto contenuto calorico: se ha il 30 % in meno di contenuto energetico. In questo caso devono essere riportate le caratteristiche che rende valido questo claim.
  • A basso contenuto calorico: se il prodotto ha meno di 40 kcal (170 kJ) per 100 g di prodotto solido o meno di 20 kcal (80 kJ) per 100 ml di prodotto liquido.

 

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