Cocomero

Il cocomero, o anguria, è il frutto di una pianta appartenente alle Curcubitaceae, proprio come il cetriolo e il melone, quindi tecnicamente è un ortaggio, ma viene generalmente consumato come un frutto.

 

 

Originario dell'Africa tropicale, il cocomero era coltivato già dagli Egiziani. Nel deserto del Kalahari, in Africa, cresce spontaneamente un frutto sferico molto simile a quello del cocomero coltivato.

Il cocomero è un tipico frutto estivo, ha forma sferica o oblunga e può raggiungere i 20 kg di peso.

La parte esterna è liscia, dura, di colore verde e presenta striature e chiazze bianche o giallastre. La polpa a maturazione è rossa, carnosa, generalmente con molti semi neri, bianchi o gialli. Raramente si possono trovare anche cocomeri dalla polpa gialla.

Valori nutrizionali del cocomero

 

 

Questioni etimologiche: differenze tra cocomero e anguria

Cocomero

Cocomero è il termine usato per indicare questo ortaggio in tutta l'Italia centrale e deriva dal suo nome scientifico latino "Cucumis citrillus".

Al Sud si tende, invece, a chiamarlo mellonemelone d'acqua (in inglese è chiamato proprio così, watermelon, e in tedesco analogamente wassermelone), per distinguerlo dal melonemelone di terra che è il melone vero e proprio. Ecco quindi che mellone o anguria sono parole riferite allo stesso frutto.

Mentre al nord e in Sardegna è più diffusa l'espressione anguria, la cui etimologia deriva dal termine greco "angurion", che significa letteralmente "cetriolo selvatico" e indicava tutte le piante curcubitacee. L'uso di questo termine è entrato a fare parte del vocabolario italiano in seguito all'epoca bizantina. Ancora oggi non è raro incontrare dei piemontesi o dei lombardi che chiamano il cetriolo cocomero e il cocomero anguria! 

Vi sono poi delle terminologie regionali e dialettali che si riferiscono sempre al cocomero. Un esempio è il termine sardo "sìndria", che deriva dal catalano e dall'arabo. Nelle Marche, invece, si usa il termine "cucumbra" che deriva direttamente dal latino "cucumis", ossia cetriolo. 

Come e dove si coltiva l'anguria?

La pianta dell'anguria, ossia il Citrullus lanatus, è una pianta annuale rampicante, caratterizzata dalle foglie grandi e con una peluria sottile che si sviluppa soprattutto nella pianta giovane. Ha fiori sia maschili che femminili ed è in grado, come abbiamo visto, di produrre frutti di enormi dimensioni. Il frutto che produce è in realtà una falsa bacca dal punto di vista botanico che cresce solo d'estate e precisamente da maggio a settembre. 

La polpa dei frutti può essere di diverso colore, i più comuni la hanno rossa, ma esistono varietà con la polpa arancione, gialla o bianca. 

Secondo i dati di produzione del 2018, il cocomero viene prodotto in tutto il mondo, Asia compresa. Proprio in questo continente troviamo il primato di produzione che, come per il melone, spetta alla Cina, con 62.803.768 tonnellate annue prodotte. Al secondo posto abbiamo l'Iran, 4.113.711 tonnellate annue, seguito dalla Turchia e dall'India. 

In Italia il cocomero viene coltivato per 18.000 ettari di terreno, con una produzione annua di circa 600.000 tonnellate. Le regioni in cui si coltiva la maggior parte dei cocomeri sono il Lazio e soprattutto l'Emilia-Romagna, che da sola produce circa il 30% del raccolto a livello nazionale. 

La coltivazione del cocomero è ostacolato da alcune malattie parassitarie, come quelle dello oidio, la peronospora e la muffa grigia. Possono essere contaminate anche da micotossine, come la patulina. Tutti questi parassiti possono ostacolare la buona riuscita del raccolto. 

Storia del cocomero

Un esploratore dell'Africa, David Livingstone, ha descritto una varietà di cocomero simile a quello noto oggi, ma che cresce ancora in epoca contemporanea spontaneamente nelle regioni africane del deserto del Kalahari. Questo frutto selvatico è conosciuto con il nome di "tsamma" e appartiene alla specie Citrullus lanatus, var. citroides. Questa pianta selvatica è in grado di produrre fino a 100 frutti per pianta, che vengono usati sia per l'apporto di acqua dagli abitanti della zona, ma anche come cibo per uomini e animali. Questo tipo di anguria, chiamata Citron, è presente ancora oggi nel deserto africano e ha una pasta soda, semi rossi e sapore molto forte. 

Non si sa come poi il cocomero sia stato coltivato per la prima volta, ma le prime prove di questo risalgono all'Antico Egitto, intorno a 5000 anni fa, quando questo frutto veniva deposto nelle tombe dei faraoni. Era tradizione, infatti, fornire cibo per il sostentamento del defunto nell'aldilà. 

Attorno all'anguria, gli Egiziani avevano anche creato una leggenda secondo cui questo frutto era nato dal seme del dio Seth. Ancora oggi alcune popolazioni tribali la coltivano come pianta sacra, con riti da fare prima del raccolto del frutto per poter dare alle loro famiglie il frutto da mangiare. 

Varietà di cocomeri coltivati

 

 

Le varietà di cocomero coltivate sono diverse e si distinguono per le dimensioni, per il numero di semi interni, per il colore della buccia o della polpa, per la forma etc. Vediamone alcune:

  • Cocomeri allungati striati, o Crimson Sweet: data l'elevata produttività, è quello più diffuso e coltivato sul territorio nazionale: il classico cocomero dalla buccia di colore verde e striature giallastre, forma ovale e peso che si aggira intorno ai 10 kg. Sono piante molto vigorose e resistenti e i loro frutti si prestano bene anche ai lunghi trasporti poiché la buccia è molto spessa e attutisce i colpi;
  • Cocomeri tondi: hanno forma sferica, buccia di colore verde scuro senza striature e peso che varia dai 3 agli 8 kg, la loro polpa è molto dolce;
  • Cocomeri baby: detti anche mini-cocomeri, hanno dimensioni molto ridotte (2-3 kg) e una forma sferica, si differenziano per avere un ridotto spessore della buccia e una polpa soda e croccante. Sono molto ricercati sul mercato proprio perchè più piccoli, più facili da trasportare e da consumare entro breve tempo, soprattutto se si vive da soli o in coppia;
  • Cream of Saskatchewan: una varietà di anguria baby dalla polpa bianca molto cremosa e aromatica. Si coltiva soprattutto nel Caucaso ma è originaria dell'Africa. 
  • Sugar baby: è un cocomero molto diffuso in Italia e in America, caratterizzato da una forma piccola e tonda, anziché sferica. Il colore della buccia è verde scuro e uniforme e la polpa è rossa, generalmente con molti semi. A questa varietà appartengono varie tipologie di anguria, alcune di piccole dimensioni e per questo considerate angurie baby, altri di maggior peso. Di medie dimensioni vi è l'anguria Miyako, di forma tonda e buccia più chiara, con striature nere. Sono state create anche varietà di sugar baby senza semi. 
  • Charleston Gray: varietà di anguria precoce, con frutto allungato e buccia verde chiaro e grosse dimensioni. 
  • Cocomeri senza semi: anche questi sono molto richiesti dal mercato più per una questione di pigrizia, che per una questione di gusto, che rimane pressoché identico, dolce e zuccherino. Possono essere mini (2-3 kg) oppure medi (4-8 kg);
  • Cocomeri a polpa gialla: chiamati anche cocomeri-ananas, in Italia non sono molto diffusi, ma in alcune zone del Nord America come l'Arizona sì. Hanno un sapore esotico e si prestano anche alla cottura, per esempio nelle zuppe fredde;
  • Cocomero asinino: appartiene alla stessa famiglia ma non è commestibile, anzi è altamente tossico, tanto da venire detto anche "sputa-veleno". Si riconosce perchè il suo frutto rimane piccolo (circa 4 cm di diametro) e avvolto da una peluria spinosa che, quando raggiunge la maturazione, si apre ed esplode facendo fuoriuscire i semi e il liquido velenoso.
  • Cocomero Densuke: viene dal Giappone ed è la varietà di anguria più costosa al mondo (6,100 dollari l'uno!). Se ne producono circa una sessantina all'anno e hanno un gusto molto dolce e rinfrescante, con piccole dimensioni. La buccia è di colore molto scuro e uniforme, la forma è perfettamente sferica.
  • Moon and star: originaria degli USA, deve il suo nome alla presenza nella buccia di macchie gialle piccole e una molto grande, che ricordano quindi le stelle e la luna. Il colore della buccia è verde scuro e ha dimensioni molto grandi. Riscoperta una trentina di anni fa da alcuni contadini, si trova raramente in Italia. 
  • Orangeglo: varietà americana, precisamente del Texas, è un ibrido nato dall'incrocio di più varietà di anguria. la sua caratteristica è una buccia verde a strisce e la polpa arancione. Il gusto ricorda molto quello del melone.
  • Carolina cross: è l'anguria di maggiori dimensioni fra quelle finora prodotte, si pensi che può arrivare a pesare anche 100 chili!

In Italia abbiamo una sola certificazione riguardante il cocomero, ossia quella dell'Anguria Reggiana IGP, che comprende tutta la provincia di Reggio Emilia. Vi sono, poi, altre varietà coltivate in Italia, come quelle di Faenza e Pistoia, molto conosciuta e venduta, che ha una polpa rosso vivo con semi neri e dei frutti sferici molto grandi. Altre varietà italiane sono l'anguria Romagnola, che ha una buccia sottile, polpa rossa con semi gialli e ha dimensioni medio-grandi. Inoltre, abbiamo poi un'altra varietà del nostro paese, chiamata "il gigante di Fontarronco", che ha delle dimensione davvero grandi, arrivando anche a 15 kg di peso. La forma è tonda con buccia verde scuro e striature verde chiaro. La polpa è rosso intenso, dalla consistenza fibrosa e i semi bianchi o marroni. 

Altra varietà molto nota tra quelle italiane è quella Bagnacavallo, dal nome del paesino romagnolo da cui ha origine. Ha la buccia chiara, con righe più scure. Una varietà sarda è invece quella di Gonnos e Gonnosfanadiga, che sono i paesi in cui viene prodotta, situati vicino a Carbonia, nel sud della Sardegna. Questa varietà è tutelata dal Ministero dell'Agricoltura come patrimonio della Biodiversità italiana. Si tratta di una varietà molto antica, citata anche in documenti del 1900, ma viene fatta risalire anche ad epoche precedenti. Il seme di questa varietà è stato selezionato a livello locale e può essere riprodotto liberamente senza alcun brevetto o divieto, proprio a tutela della biodiversità e delle varietà antiche e locali

Esistono poi anche delle sperimentazioni italiane e giapponesi di varietà di cocomero cubiche o piramidali, perchè fatte crescere dentro recipienti di vetro con quella forma. Queste tipologie di cocomero non sono molto comuni e vendute. 

Proprietà nutrizionali del cocomero

Se le varietà di anguria si differenziano dal punto di vista estetico, lo stesso non si può dire per le caratteristiche nutrizionali, che risultano abbastanza simili per tutte le tipologie.

L'anguria è composta per il 95,3% da acqua e la restante parte sono in prevalenza zuccheri semplici, 3,7 g/100 g di frutto. Le calorie del cocomero o anguria sono molto basse, 16 kcal per 100 g di frutto. L'anguria è quindi fra i frutti con meno zuccheri e risulta quindi indicata nelle diete ipocaloriche e nei soggetti diabetici. In questi casi, però, è necessario prestare attenzione alla quantità consumata. Generalmente si tende ad esagerare e a consumarne in quantità maggiori rispetto agli altri frutti, visto il suo sapore dolce e il potere altamente dissetante.

La grande quantità di acqua presente nell'anguria la rende, infatti, ideale per ripristinare l'idratazione durante il caldo estivo e per dare un effetto dissetante. 

L'anguria ha lipidi e proteine praticamente assenti e presenti in tracce, con un contenuto di fibra molto basso, 0,2 g per 100 di frutto. Apporta, però, un buon quantitativo di vitamine e minerali, come potassio, 280 mg/100 g, fosforo, 2mg/100 g, e sodio, 3 g /100 g. Tra le vitamine quelle più rappresentate sono la vitamina A, 37 ug/100 g, la vitamina C, 8 mg/100 g e un discreto quantitativo di tiamina e riboflavina

Il colore rosso della polpa del cocomero è dovuto alla presenza del licopene, sostanza antiossidante importante per contrastare il danneggiamento delle molecole che compongono il nostro organismo e per prevenire molte patologie, tumori compresi. 

Visto il quantitativo di acqua, l'anguria contribuisce a donare un grande senso di sazietà e viene quindi usata per il controllo della fame nervosa. Inoltre, sempre per il suo potere idratante e di reintegro dei liquidi, può aiutare a contrastare la ritenzione idrica

Cocomero e cattiva digestione

Esiste la credenza che il cocomero sia un alimento poco digeribile: in realtà questo è un errore di valutazione nato dalla pessima abitudine di servirlo insieme alla frutta a fine pasto.

Il cocomero contiene per il 90% acqua e ha circa 30 kcal per 100 g, ha un elevato indice di sazietà che lo rende particolarmente adatto ad un'alimentazione ipocalorica, anche se non bisogna esagerare perché è pur vero che mangiare 1 kg di cocomero (quantità non esagerata per molti) significa assumere circa 400 kcal.

Quindi mangiare una piccola fetta di cocomero da 600 g equivale ad assumere più di mezzo litro di acqua che diluisce i succhi gastrici rallentando la digestione.

Per avere la conferma basta provare a bere mezzo litro di acqua dopo un pasto e verificare che chi rallenta la digestione è l'acqua, non il cocomero!

L'ideale sarebbe consumarlo lontano dai pasti, a metà mattina oppure a metà pomeriggio come merenda.

Cocomero in cucina

Nella maggior parte dei casi, in Italia il cocomero si consuma come frutta, tagliato a fette o all'interno della macedonia. Nei paesi tropicali viene spesso, invece, servito a cubetti insieme ad altri tipi di frutti. 

Nel Mantovano, zona vocata alla produzione della mostarda mantovana, si usa una varietà di cocomero locale, molto rara, a polpa bianca, che viene tagliata a fettine sottili, quindi ammollata per alcuni giorni in uno sciroppo di acqua e zucchero. Successivamente viene aromatizzata con la senape. Questa mostarda di cocomero è particolarmente indicata per accompagnare formaggi stagionati, ma anche alcuni salumi molto grassi come il lardo dato il suo gusto sgrassante e acidulo.

L'anguria è facilmente conservabile anche a temperatura ambiente se non ancora aperta, e anzi in questo modo può giungere a maturazione se raccolta troppo in anticipo. Se si deve conservare una sola fetta, meglio sempre coprirla con pellicola trasparente e consumarla entro breve tempo. Il congelamento può alterare la consistenza dell'anguria per cui non è mai consigliato, a meno che non si debbano realizzare dei ghiaccioli o altre ricette a base di anguria. 

Come si sceglie un cocomero?

L'anguria per essere buona deve essere matura e vi sono alcuni aspetti da controllare per capire se lo è. La buccia, ad esempio, deve essere tesa e non avvizzita, che si stacca facilmente con un graffio di un'unghia. 

Spesso si batte con il pugno nell'anguria, come a voler bussare. Questo è un buon metodo per vedere la maturazione dell'anguria: il suono deve essere nitido, ma è generalmente molto difficile riconoscere quello giusto. 

Il peso dell'anguria è importante, e deve essere proporzionale alle sue dimensioni, tenendo conto della quantità di acqua che un'anguria ben matura deve avere. 

Un altro aspetto da controllare è la presenza di una zona gialla o color crema nella buccia dell'anguria. Questo è il punto in cui il frutto poggia sul terreno. Se questo punto è di colore verde o bianco allora il frutto non è maturo, ma anzi la raccolta è stata effettuata troppo in anticipo. 

 

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