Il corbezzolo (Arbutus unedo) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Ericacee originario dell'Europa Occidentale. In Italia è diffuso in tutte le regioni e cresce anche spontaneamente soprattutto nella zona del Conero, nelle Marche.
Le dimensioni del corbezzolo sono molto variabili, da uno a sei metri di altezza, ha un fusto legnoso relativamente corto e molte ramificazioni. Le sue foglie sono verdi, di media grandezza e ovali ed i fiori bianchi a forma di campanelle riuniti in grappoli di 15-20.
Il frutto del corbezzolo, commestibile, è una bacca di 2 cm di diametro, di colore rosso e ricoperta da granelli porosi. Il sapore del corbezzolo è molto particolare, tanto che difficilmente viene consumato fresco, più spesso viene usato per produrre marmellate, gelatine, sciroppi, canditi ed anche un ottimo miele balsamico.
Il suo stesso nome scientifico Arbutus unedo sarebbe un riferimento al latino "unum tantum edo", la frase detta da Plinio Il Vecchio "ne mangio uno soltanto" proprio riferendosi al sapore acidulo e astringente di questa bacca.
Le proprietà riconosciute al corbezzolo fin dall'antichità sono quelle di essere astringente, antidiarroico, antinfiammatorio, antispasmodico e antisettico. Più che dal frutto, però, i benefici maggiori si ricavano dalle foglie, essiccate per produrre tisane o cucinate in decotti.
Nel periodo del Risorgimento il corbezzolo era considerato "pianta nazionale" perchè in autunno sui suoi rami convivono allo stesso tempo i tre colori della bandiera italiana: il verde delle foglie, il bianco dei fiori e il rosso delle bacche. Il poeta Giovanni Pascoli gli ha persino dedicato un'ode "Al Corbezzolo".
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