Baobab: proprietà e usi del novel food

Il baobab, e precisamente il baobab africano, è stato approvato qualche anno fa come novel food, in particolare per quanto riguarda la polpa dei suoi frutti. In Africa, il frutto del baobab, ma anche diverse altre parti della pianta, sono un importante mezzo di sussistenza per le popolazione locali, cosa che mette in dubbio il reale vantaggio che esse ne traggono dall'esportazione del baobab. 

 

 

Come sottolineato da questo articolo, è importante che nell'approvazione delle certificazioni, si diffonda anche la sensibilizzazione nei confronti di un consumo sostenibile di questo alimento, senza dimenticare le necessità primarie dei popoli africani che ne sono produttori, ma anche forti consumatori. 

Vediamo nel corso di questo articolo di approfondire maggiormente i vantaggi e le caratteristiche di questo novel food. 

 

 

Com'è fatto e che albero è il baobab?

Il nome botanico del baobab è Adansonia L., pianta della famiglia delle Bombacaceae di cui esistono 8 diverse specie. Tra queste abbiamo quella africana, affiancata da altre che sono soprattutto originarie dell'Australia e del Madagascar. L'albero del baobab si trova anche in alcune zone dell'America, ma anche in India, Sri Lanka, Cina e Jamaica. La specie africana è diffusa soprattutto nell'Africa subsahariana.  

L'albero del baobab è particolare per il suo tronco dal grande diametro, con tante ramificazioni e radici spesso a vista. Inoltre, è una pianta estremamente longeva che può vivere anche per 500 anni. Per le sue dimensioni non è un albero che l'uomo è in gradi di abbattere ed in genere cresce come singolo esemplare.

Il tronco ha dei rigonfiamenti, con un diametro dai 3 ai 10 metri. L'albero può raggiungere, in totale, anche i 25 metri di altezza, con una corteccia liscia dal colore rossiccio e spessore di circa 10 cm. 

Le foglie del baobab africano sono di colore verde scuro e larghe dai 3 ai 7 cm, con circa 3-9 digitazioni abbastanza lunghe. I fiori del baobab hanno un diametro di 20 cm e dei petali bianchi con numerosi stami che vanno a formare un fiocco centrale. Sono particolari perchè fioriscono al tramonto e durano solo 24 ore, per poi appassire. 

I frutti del baobab hanno una forma ovale e sono lunghi almeno 12 cm. Sono caratterizzati da una lanuggine che li ricopre all'esterno e hanno una polpa interna suddivisa in 5-10 spicchi da filamenti. All'interno di ciascuno spicchio troviamo i semi della pianta. 

L'impollinazione del baobab avviene grazie ai pipistrelli, in quanto animali notturni, ma la stessa attività viene svolta, anche se in misura minore anche da altri animali che vivono al buio, come i lemuri ma anche alcune le farfalle, le api e altri insetti. 

A cosa serve il baobab?

Il baobab è una pianta molto usata, in praticamente tutte le sue parti, dalle popolazioni locali, grazie ai suoi interessanti valori nutritivi e alle applicazioni anche tecniche di alcune sue porzioni. 

Frutti, foglie e fiori del baobab vengono usati come alimenti grazie al loro contenuto di vitamina C e per le diverse proprietà che, nel corso del tempo e ad uso tradizionale, gli sono state attribuite, come l'efficacia contro la tosse, specie se si mescola la polpa al miele. I semi del baobab sono ricchi di proteine e grassi, ed infatti se ne estrae un olio usato in cucina. 

 

 

Nell'uso tradizionale, la polpa dei frutti del baobab viene fatta essiccare e separata dai semi e dall'impalcatura fibrosa interna e consumata nel porridge insieme al latte. I semi, invece, sono consumati nelle zuppe, di cui contribuiscono ad aumentare la densità, ma possono anche essere fermentati per poi insaporire i piatti. 

Il baobab viene usato anche in Canada per la produzione di cosmetici ed è approvato dall'FDA (Food and Drug Administration).  

La corteccia viene usata per l'estrazione delle sue fibre, impiegate poi per la produzione di vestiti, cappelli ma anche ceste e funi. La corteccia viene anche usata nella medicina tradizionale africana come rimedio farmacologico contro la malaria, ma anche come antiparassitario. A questo proposito, del baobab vengono usate anche le foglie per creare rimedi contro la diarrea e la febbre, oltre che come verdura commestibile.

Per tutti questi usi nella medicina tradizionale africana, per le popolazioni indigene del posto, il baobab è considerata una pianta sacra ed è quindi oggetto di vere e proprie venerazioni. Il baobab è anche la pianta nazionale in Madagascar e nel Senegal. Inoltre, sembra che il baobab fosse noto anche agli antichi Egizi, anche se questa pianta non è tipica di quelle zone. Infatti, da alcune iscrizioni egizie, sembra che alcuni esemplari di baobab crescessero sulle rive del Nilo e vicino al Mar Rosso. 

Per le sue dimensioni, il tronco del baobab è stato usato, dalle popolazioni autoctone, come prigione, oppure come casa o chiesa. 

Oggi il baobab è minacciato dalla distruzione del suo habitat naturale trasformato negli ultimi tempi, soprattutto a causa della siccità che ne compromette fortemente la vita. Per questo motivo, nascono in Sud Africa delle leggi per la tutela del baobab, che prevedono il divieto dell'abbattimento e la protezione degli esemplari rari. 

Baobab come novel food

Il baobab è considerato, a partire dal 2008 un novel food, ed è stato approvato per la sua commercializzazione in Europa. Precisamente, ciò che è stato autorizzato è la "polpa disidratata del frutto del baobab", e i prodotti alimentari che la contengono la devono riportare in etichetta esattamente con quest'ultima dicitura.

Viene prodotta in questo modo:

  • si separa la polpa dal guscio duro del frutto
  • vengono eliminati anche i semi e la parte fibrosa interna
  • viene, poi, macinata la polpa 
  • avviene, in seguito, la suddivisione in porzioni e il confezionamento

Durante tutto il processo si ha la riduzione dell'umidità della polpa, che nella sua confezione finale arriva a circa il 13%. Tutto il processo di produzione avviene in modo meccanico e i produttori affermano che il prodotto finale è molto simile a quello consumato dalle popolazioni africane per tradizione. 

L'azienda che ha presentato la domanda ed ottenuto l'autorizzazione per il commercio del baobab in Europa è la PhytoTrade Africa, con sede in Sud Africa ma con ufficio a Londra. In realtà, a questa azienda ne fanno capo altre 58, che producono polpa disidratata di baobab secondo precise e coerenti standard qualitativi. La PhytoTrade monitora la produzione in tutte le sue fasi, comprese l'imballaggio e il trasporto, in modo che venga assicurata la qualità del prodotto finito. L'azienda rispetta le norme igieniche europee, compreso l'HACCP. 

Oggi la polpa disidratata del baobab viene usata anche per la produzione di integratori, sotto forma di capsule, compresse o tavolette masticabili. Inoltre, è venduto anche online come alimento sottoforma di polvere di baobab, usata in diverse ricette come i frullati.

Proprietà del baobab

Dal punto di vista nutrizionale, la polpa del baobab autorizzata alla vendita in Europa contiene, su 100 g di prodotto: da 2,03 a 3,24 g di proteine, da 0,4 a 0,7 g di grassi, circa 78 g di carboidrati totali, da 16,9 a 25,3 g di zuccheri semplici. Il suo contenuto di proteine è discreto ed è interessante anche quello di fibre e lipidi. 

Interessanti sono anche le proprietà nutrizionali dei semi del baobab, ricchi di minerali, come fosforo, zinco, sodio, ferro, magnesio, ma anche di amminoacidi e vitamine. Hanno anche un buon contenuto di lipidi. I semi, però, non sono ancora autorizzati nella vendita all'interno della Comunità Europea.

La polpa del frutto di baobab contiene un elevato tenore di vitamina C, calcio, fosforo e potassio, motivo per cui le si attribuiscono una serie di proprietà terapeutiche, fra cui anche quelle antinfiammatorie, antivirali e antimicrobiche. Inoltre, alla polpa ma anche alle foglie del baobab si associano attività come il miglioramento della digestione, il supporto del sistema immunitario e il mantenimento della salute della pelle. Altri effetti proposti sono quelli contro asma e anemia oltre che l'efficacia antiossidante.

Uno studio del 2013, ha rilevato un potenziale effetto positivo del frutto del baobab nella riduzione dell'assorbimento dell'amido del pane bianco, senza influire sul senso di sazietà e sulla spesa energetica. 

In realtà, tutte queste proprietà devono ancora essere confermate da maggiori ricerche scientifiche in merito, perchè quelle fino ad ora presenti sono troppo poche e dalle evidenze troppo deboli per una conferma. 

In realtà, sono necessarie ulteriori informazioni riguardo l'effettiva biodisponibilità dei micronutrienti e delle molecole bioattive in essi presenti, informazione che potrebbe far capire se possano davvero avere gli effetti positivi tanto decantati.

Effetti collaterali del baobab

Finora, il frutto del baobab è stato riconosciuto, nel 2009, come GRAS, ossia "generally recognize as safe" dall'FDA, motivo per cui non sembrano esserci controindicazioni al suo uso. In verità, sono ancora pochi gli studi in merito, ma finora non sono stati riportati effetti negativi derivanti dal suo uso. 

 

 

 

 

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