Dieta per ipertiroidismo: cibi no e cibi sì

La dieta per l'ipertiroidismo non è da intendere come un trattamento curativo contro questa disfunzione. In ogni caso, prestare attenzione ad alcuni alimenti e alla dieta in questi casi è molto importante al fine di limitare i sintomi connessi all'ipertiroidismo, ma anche evitare di interferire con le funzionalità tiroidee. 

 

 

Cos'è e cosa può causare l'ipertiroidismo?

L'ipertiroidismo è una disfunzione della ghiandola tiroidea che porta ad una sua eccessiva funzionalità, conducendo ad un incremento anomalo della produzione degli ormoni tiroidei. In particolare, si ha un eccesso della sintesi dell'ormone tiroideo T4, perchè si riduce il controllo della sua sintesi da parte dell'ipofisi. Infatti, quest'ultima controlla la secrezione degli ormoni tiroidei attraverso la produzione dell'ormone TSH.

La tiroide è una ghiandola endocrina che, situata nella porzione anteriore del collo, è coinvolta in molti importanti processi fisiologici, fra cui la regolazione del metabolismo. 

 

 

L'ipertiroidismo è causato nella maggior parte dei casi da una malattia autoimmune, chiamata "morbo di Basedow-Graves".  In questi casi, gli autoanticorpi secreti dall'organismo stesso reagiscono andando a legarsi ai recettori per il TSH, andando a determinare una continua stimolazione della sintesi del T4.

Altre cause dell'ipertiroidismo possono essere legate all'insorgenza di alcune forme tumorali. 

Come conseguenza di questa condizione, più frequente nelle donne che negli uomini, si hanno diversi sintomi come: perdita di peso eccessiva, ansia, sudorazione, difficoltà nel sonno e debolezza muscolare. 

I pazienti che sono affetti da ipertiroidismo sono predisposti allo sviluppo di patologie come diabete, disturbi alle ossa di varia natura, ma anche ad un aumento del catabolismo proteico. La dieta, quindi, svolge un ruolo importante nella prevenzione delle conseguenze dell'ipertiroidismo. 

Dieta e ipertiroidismo

Un'alimentazione specifica se da un lato non risolve il problema dell'ipertiroidismo, dall'altro agevola e migliora la condizione del paziente. Innanzitutto, perchè attraverso l'assunzione di alcuni micronutrienti, come minerali e vitamine, è possibile arginare l'insorgenza di determinati sintomi derivanti dall'ipertiroidismo. Inoltre, vi sono alcuni alimenti e sostanze in essi contenuti che possono interferire con la produzione degli ormoni tiroidei e, di conseguenza, con le funzioni della ghiandola.

In generale le regole per una dieta per ipertiroidismo e morbo di Basedow-Graves sono: 

  • riduzione dell'introduzione dello iodio, attraverso la limitazione del sale iodato ma anche attraverso metodi che determinino una riduzione dell'assorbimento dello iodio attraverso i cibi;
  • l'assunzione adeguata di calcio e vitamina D, eventualmente attraverso integratori. Questo previene i problemi alle ossa a cui questi pazienti sono spesso soggetti;
  • prestare attenzione all'adeguata assunzione di antinfiammatori, ma anche selenio, zinco e vitamine del gruppo B;
  • seguire una dieta che fornisca un adeguato apporto proteico, dato che in questi pazienti aumenta il catabolismo delle proteine.

Cosa mangiare con l'ipertiroidismo

Fra gli alimenti che possono aiutare in caso di ipertiroidismo vi sono le Crucifereae, o Brassicaceae, a cui appartengono diversi vegetali come: cavoli, cavolfiore, broccoli, rape, ravanelli. Questi alimenti hanno i tiocianati che, come dimostrato da alcuni studi, vanno ad interferire con la produzione degli ormoni tiroidei perchè riducono l'assorbimento dello iodio da parte della tiroide. Lo iodio è importante per la sintesi degli ormoni di questa ghiandola. 

 

 

Un altro accorgimento dietetico è quello di assumere cibi contenenti selenio, importante per la funzionalità tiroidea, ma che risulta particolarmente importante in caso di ipertiroidismo autoimmune perchè previene alcune delle conseguenza derivanti, fra cui i problemi oculari. Il selenio è contenuto, in particolare, nelle noci brasiliane, in alcuni prodotti della pesca come gamberi e tonno, ma anche in cereali, spinaci, legumi e carne, come quella di pollo e di tacchino

Un altro micronutriente importante per l'ipertiroidismo è il ferro, che aiuta l'ossigenazione dei tessuti. Alcuni studi, inoltre, hanno correlato una carenza di ferro all'insorgenza di ipertiroidismo. Gli alimenti ricchi di ferro sono i legumi, i cereali addizionati con ferro, la carne, in particolare le frattaglie e la carne rossa, le uova intere e il cioccolato fondente

Come abbiamo detto, anche una sufficiente quantità di calcio aiuta la prevenzione di patologie come l'osteoporosi, che possono essere conseguenza dell'ipertiroidismo. Questo minerale è contenuto in latte e latticini, ma anche nell'acqua minerale, che ne è una delle fonti principali, così come anche nelle mandorle, nei semi di sesamo, nelle alghe marine commestibili e nelle Crucifereae stesse

Importanti per la dieta in caso di ipertiroidismo sono lo zenzero e altre spezie come il peperoncino, l'aglio e il curry. Tutti questi alimenti sono ricchi di composti antiossidanti e antinfiammatori, molto utili in caso di patologie autoimmuni come nel caso del morbo di Basedow-Graves. 

Inoltre, è bene prestare attenzione ad un adeguata assunzione di cibi ricchi di proteine, che devono essere di sufficiente apporto per contrastare il catabolismo proteico indotto dall'ipertiroidismo. Inoltre, in virtù della predisposizione al diabete di questi pazienti, è necessario che la dieta sia bilanciata e non si ecceda con le quantità di zuccheri semplici e calorie in generale. 

Cosa non mangiare con l'ipertiroidismo

Gli alimenti contenenti iodio vanno evitati solo su richiesta del medico, in caso di particolari esami clinici. In tutti gli altri casi, si evitano di solito gli integratori contenenti iodio e si cerca di limitare l'eccesso di iodio nella dieta. Si riduce, quindi, la quantità di sale iodato, che dovrebbe equivalere a 5 g al giorno al massimo, ma anche altri alimenti che contengono questo micronutriente, come i pesci di mare, i crostacei come gamberi, granchi, aragosta e ostriche, così come anche le alghe marine, il latte e le uova. Inoltre, un altro accorgimento da adottare è quello di ridurre la biodisponibilità dello iodio attraverso metodi di cottura degli alimenti che ne sono ricchi. La cottura, infatti, riduce l'assorbimento dello iodio, in particolare quella alla griglia e al forno così come anche la bollitura. Inoltre, è bene associare gli alimenti ricchi di iodio con altri che ne limitino l'assorbimento come le Crucifereae, la frutta e la frutta secca come noccioline e mandorle. 

Inoltre, vanno evitati anche gli alimenti ricchi di nitrati, usati come conservanti in insaccati e salumi, cibi pronti e verdure a foglia larga proveniente da agricoltura intensiva. 

L'effetto della soia in caso di ipertiroidismo è ancora controverso, ma si tende a non escludere i prodotti a base di soia dalla dieta, a patto che quest'ultima non sia basata sull'assunzione quotidiana di cibi a base di soia, come nel caso di una dieta vegana. 

Come per la tiroidite di Hashimoto, anche nel caso di ipertiroidismo autoimmune non è necessario escludere il glutine dalla dieta, in quanto non si hanno prove certe riguardanti l'efficacia di queste strategie in questi casi di patologie autoimmuni. 

La caffeina, invece, andrebbe esclusa o quantomeno limitata in caso di ipertiroidismo, sopratutto se in fase acuta. Questo perchè peggiora l'insonnia e lo stato di ansia a cui questi pazienti sono già sottoposti come conseguenza dell'ipertiroidismo. Di conseguenza, è bene ridurre l'apporto non solo di caffè ma anche di bevande che contengono caffeina come alcuni tipi di e gli energy drinks

 

 

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