Amarene, visciole e marasche

Le amarene, chiamate anche visciole o marasche, sono i frutti del Prunus ceratus, o ciliegio acido.

 

 

Si differenziano dalle ciliegie, che provengono dal ciliegio dolce, il Prunus avium, per avere un gusto più acidulo e selvatico, si pensi che in inglese le amarene vengono dette "wild cherry". Per aspetto, però, sono identiche: sono frutti retti da un peduncolo di circa 4 cm, che vanno generalmente in coppia, di un colore rosso vivo, lievemente più chiaro di quello delle ciliegie, e di forma sferica con un diametro di circa 10-15 mm.

La buccia è sottile e commestibile, la polpa è chiara, succosa e ha un sapore amarognolo e acidulo.
All'interno del frutto è contenuto un seme duro non commestibile.

Molto pregiate sono le amarene Brusche di Modena, che hanno ricevuto recentemente il riconoscimento come IGP. Le Brusche di Modena vengono coltivate nella zona attorno Vignola, molto famosa e rinomata anche per la produzione dei Duroni (Ciliegie di Vignola IGP). Queste amarene vengono per lo più impiegate per la produzione della confettura ancora preparata con metodi artigianali.

Un discorso simile può essere fatto per le amarene di Cantiano, presidio Slow Food, anch'esse utilizzate per lo più per la produzione di una confettura.

Valori nutrizionali delle amarene

 

 

Amarene

Spesso le amarene sono considerate i "parenti poveri" delle ciliegie, sia per il loro sapore brusco, meno ruffiano e meno dolce di quello delle ciliegie, sia per il fatto che l'albero da cui provengono si adatta facilmente a qualsiasi tipo di clima e cresce spontaneamente in maniera selvatica, senza richiedere particolari cure, resiste bene al freddo e alla siccità, non è quindi tanto delicato come il ciliegio.

L'amareno è un albero originario del Medio Oriente, ma è diffuso in tutto l'Occidente fin dall'antichità. Si narra che fu Lucullo, il generale romano a importarlo in Italia nel 65 a.C.

Il maggior produttore mondiale di amarene è la Russia.

Usi delle amarene in cucina

Le amarene hanno svariati usi in cucina, difficilmente vengono mangiate come frutto fresco, e solamente quando sono molto mature, quindi quando il loro sapore si è un po' addolcito.

Vengono per lo più impiegate per produrre marmellate da abbinare poi a torte e crostate, sciroppate, oppure candite come nella mostarda.

Sono usate anche per produrre sciroppi (si pensi all'Amarena Fabbri), bevande e liquori, come il maraschino, la birra lambic belga o il vino di visciole, un particolare vino da meditazione che viene prodotto nelle Marche facendo macerare le amarene in alcol, poi torchiandole e unendo il succo ottenuto al vino rosso vinificato dal vitigno Lacrima di Morro d'Alba.

Le amarene trovano un vasto impiego anche in farmacia ed erboristeria dove sono utilizzate per produrre diuretici, per curare la cistite e l'insufficienza renale.

 

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