Influenza intestinale: cos'è, cosa mangiare, come prevenirla

Influenza intestinale: cos'è e cosa provoca

L'influenza intestinale, o più propriamente gastroenterite virale, è una malattia causata da un'infiammazione a livello dello stomaco e dell'intestino, in particolare quello crasso e quello tenue. Il termine "influenza" è improprio, in quanto questa patologia non è dovuta ad un'infezione causata dal virus dell'influenza. Questa errata denominazione deriva dal fatto che spesso l'influenza stagionale può portare a sintomi simili alla gastroenterite, specie se si tratta di bambini.

 

 

Il virus che causa, invece, l'influenza intestinale è del genere Norovirus, ma viene provocata talvolta anche da altre tipologie virali, come il Rotavirus, l'Adenovirus, il Sapovirus, l'Astrovirus. A seconda della tipologia di virus si possono avere tempi di incubazione diversi, nonchè anche organismi bersaglio diversi e tempi diversi di guarigione.

 

 

Nei bambini, ad esempio, l'influenza intestinale è causata per la maggior parte dal genere Rotavirus. Spesso questo virus infetta poi gli adulti, contagiati dai bambini stessi, e i focolai di infezione sono tutti gli ambienti in cu vi sono molti bambini, come le scuole, gli asili e così via. I veicoli di infezioni principali sono le acque e il cibo contaminato da soggetti infetti. L'infezione può comparire dopo anche 48 ore dal contagio. Nei bambini i sintomi sono simili a quelli degli adulti, ma è necessario prestare attenzione ad un'eventuale disidratazione

La gastroenterite virale viene spesso confusa anche con patologie infettive causate da altri patogeni, in particolare da batteri come la Salmonella e l'Escherichia coli, oppure da parassiti come la Giardia lamblia

I sintomi dell'influenza intestinale sono nausea, vomito, talvolta accompagnato dall'espulsione di sangue, diarrea acquosa, bruciore e crampi addominali, malessere generale e tavolta, ma di rado, febbre. Altri sintomi meno comuni sono: brividi, dolori muscolari, sudorazione eccessiva, inappetenza. 

Nella maggior parte dei casi il decorso è benigno e si ha completa guarigione. La durata dell'influenza intestinale è in genere di pochi giorni. 

I pericoli maggiori, in caso di influenza intestinale, si hanno per soggetti che non posso bere una quantità di acqua sufficiente a far fronte alla disidratazione, come neonati e bambini molto piccoli, ma anche anziani e diversamente abili. 

Influenza stagionale o intestinale?

La differenza tra influenza stagionale e intestinale è che la prima di solito è senza diarrea e senza i sintomi tipici di quella intestinale. Essa causa invece febbre alta con i sintomi ad essa correlati come dolori muscolari, mal di testa, tosse e raffreddore

La differenza tra le due tipologie di influenza è, inoltre, che sono causate da ceppi virali differenti. Inoltre, quella stagionale è tipica dei periodi freddi e si trasmette, a differenza di quella intestinale, attraverso la via orale, ossia tramite starnuti, colpi di tosse e così via.  

Come si trasmette l'influenza intestinale?

 

 

Il contagio dell'influenza intestinale è abbastanza semplice proprio perchè di origine virale. Le particelle virali vengono espulse continuamente dall'organismo infetto attraverso la bocca, ma anche le feci e le mucose. Il virus può essere veicolato da cibo infetto, specie se chi lo prepara non osserva le norme igieniche comuni, oppure attraverso oggetti contaminati che sono entrati in contatto con i pazienti infetti. Il contagio può avvenire anche in seguito al contatto diretto con il soggetto affetto dalla malattia, che elimina il virus attraverso il vomito e le feci. Nella saliva vi è presenza del virus solo in seguito ad episodi di vomito. 

Le persone affette da influenza intestinale sono contagiose durante le fasi sintomatiche della malattia, ma le particelle virali possono essere espulse fino a qualche giorno dopo la risoluzione dei sintomi. 

Cosa prendere per curare l'influenza intestinale?

Per il trattamento dell'influenza intestinale non esiste nessun trattamento farmacologico specifico, ma è necessario semplicemente tentare di alleviare i sintomi, aspettando che l'infezione passi. 

Se i sintomi dovessero generare conseguenze gravi o il paziente è un soggetto a rischio, allora è necessario chiedere il parere del medico. Questo è in particolare necessario nel caso di bambini e anziani, in cui è alto il rischio di disidratazione in seguito ai sintomi provocati dall'influenza intestinale. Il medico va contattato anche nel caso in cui il vomito o la diarrea si protraggano per più di due giorni, ma anche se compaiono altri sintomi come febbre particolarlmente alta, sangue nelle feci, confusione mentale e svenimento, crampi addominali particolarmente intensi. 

Nei bambini la disidratazione si può manifestare in vari modi, ad esempio attraverso la secchezza della bocca, anche della pelle, una sete intensa, la comparsa di occhi infossati e di pianto privo di lacrime. Inoltre, nei bambini molto piccoli si potrebbe osservare disidratazione anche in seguito all'assenza di urine per un tempo superiore le 8 ore. 

Negli adulti la disidratazione può essere invece frequente in caso di anziani e persone che non sono autosufficienti. In questi casi si ha sete intensa ed eccessiva, urina molto scarsa e di colore scuro, pelle particolarmente secca, capogiro, sonnolenza e sensazione di svenimento. 

Inoltre, l'assunzione di antidiarroici e antiemetici è competenza del medico e viene prescritta solo in casi particolari. Nella maggior parte dei casi è necessario lasciare che la gastroenterite faccia il suo corso, eliminando i patogeni anche attraverso il vomito e la diarrea. 

Una cura molto efficace nel contrastare l'influenza intestinale è sicuramente il riposo. 

Cosa mangiare in caso di influenza intestinale?

L'alimentazione in caso di influenza intestinale dipende dai sintomi che si hanno in seguito a questo tipo di infezione.

Per combattere la diarrea è necessario fare una dieta povera di fibre vegetali, evitando quindi verdure, frutta, legumi, cerealifarine integrali. Questi nutrienti, infatti, facilitano l'evacuazione richiamando acqua dall'intestino. Inoltre, in caso di diarrea è necessario ridurre l'apporto di zuccheri, poichè richiamano anch'essi acqua dall'intestino, promuovendo l'evacuazione. 

Il latte e gli alimenti contenenti lattosio non dovrebbero essere assunti in caso di diarrea, in quanto in seguito all'eccessiva evacuazione si potrebbe instaurare un'intolleranza transitoria al lattosio per la riduzione degli enzimi deputati alla sua digestione che sono presenti a livello intestinale. 

Altri accorgimenti dietetici da adottare in seguito alla diarrea è un adeguato apporto di acqua per far fronte alla disidratazione. Si possono consumare le banane, specie quelle non molto mature, perchè non vanno ad incrementare le scariche di feci. Pane, pastacarne, pesce, formaggi stagionati sono abbastanza tollerati. Le patate potrebbero essere poco digeribili ma la reazione dell'organismo è in genere soggettiva.

In caso di vomito non vi sono alimenti in grado di bloccarlo, ma è talvolta necessario non mangiare per qualche ora per evitare di incrementarlo. Anche in caso di vomito, specie se prolungato, è necessario idratarsi a sufficienza in modo da compensare la perdita di liquidi. 

Oltre a reintegrare i liquidi è necessario introdurre sali minerali, anche sotto forma di integratori, che vadano ad apportare potassio, sodio, magnesio persi in seguito ai sintomi dell'influenza gastrointestinale. 

In generale, in caso di influenza intestinale si dovrebbe evitare di consumare cibi eccessivamente grassi, fritti e conditi, preferendo quelli leggeri e semplici da digerire. Inoltre andrebbe evitata la caffeina, quindi caffè e , specie se a stomaco vuoto, nonchè l'alcol e il fumo. 

Come prevenire l'influenza intestinale

Per la prevenzione dell'influenza intestinale è necessario adottare le buone norme igieniche. Una delle regole più importanti, tanto semplice da apparire banale, è il lavaggio delle mani, specie se si è entrati in contatto con locali pubblici e un grande numero di persone.

Inoltre, è necessario pulire bene le superficie domestiche e gli indumenti con detergenti appositi, specie se sono entrati in contatto con rifiuti organici di qualsiasi genere. 

Esiste inoltre il vaccino per l'influenza intestinale provocata dal Rotavirus, che è tipica dei bambini. Questa patologia causa una diarrea molto intensa e pertanto i neonati possono essere vaccinati contro questo agente infettivo in concomitanza con la somministrazione degli altri vaccini di routine. 

 

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