Che cosa sono i farmaci di automedicazione?

Molto spesso si sente parlare di farmaci di automedicazione, ma cosa si intende esattamente con questa espressione piuttosto generica?

I farmaci di automedicazione, popolarmente noti come farmaci da banco, sono farmaci che possono essere dispensati senza che sia necessaria la presentazione di ricetta medica. Per essere del tutto precisi, si deve dare conto della distinzione tra farmaci OTC (Over The Counter, ovvero “sopra il banco”) e farmaci SOP (Senza Obbligo di Prescrizione).

 

 

Gli OTC sono prodotti per i quali è ammessa la pubblicità e risultano liberamente accessibili al cliente nel punto vendita; anche per i SOP è ammessa la pubblicità, ma non sono accessibili liberamente e devono essere richiesti al farmacista.

I farmaci di automedicazione possono essere acquistati presso le tradizionali farmacie oppure anche in quelle online; in quest'ultimo caso si riceveranno direttamente i prodotti ordinati presso il proprio domicilio nel giro di poco tempo. Nelle farmacie online è possibile trovare anche prodotti cosmetici, integratori alimentari, apparecchi elettromedicali, prodotti per l'infanzia ecc.

Per cosa si usano i farmaci di automedicazione?

Come spiegato da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) i farmaci di automedicazione sono medicinali utilizzabili in autonomia dal paziente per “disturbi lievi quali faringodinia, cefalea, raffreddore e malanni stagionali” (faringodinia è un termine medico che, popolarmente, possiamo tradurre come “mal di gola”, mentre cefalea sta per mal di testa).

 

 

I principi attivi contenuti in questi farmaci sono utilizzati da diversi anni per disturbi di lieve entità, di solito risolvibili nel giro di pochi giorni senza che sia necessario ricorrere all'intervento del proprio medico curante.

Fra quelli più diffusamente utilizzati, l'AIFA cita per esempio il diclofenac, l'ibuprofene e il paracetamolo; quest'ultimo è un principio attivo contenuto nel farmaco Tachipirina ed è caratterizzato da azione analgesica (antidolorifica) e antipiretica (antifebbrile); per esempio puoi utilizzare la Tachipirina per un rapido sollievo dal dolore di intensità da lieve a moderata causato da cefalea, nevralgie e dolori muscolari.

 

 

Il paracetamolo è utilizzato anche in ambito pediatrico, molto spesso per la sua azione antifebbrile; non ha infatti, come l'acido acetilsalicilico (principio attivo dell'Aspirina), una controindicazione relativa all'età; l'Aspirina infatti è controindicata nei soggetti di età inferiore ai 16 anni a causa della correlazione con una rara, ma grave patologia pediatrica, la sindrome di Reye.

Gli altri due principi attivi citati in precedenza, diclofenac e ibuprofene, appartengono alla categoria dei FANS (Farmaci Antinfiammatori non Steroidei); il primo ha proprietà antidolorifiche, antifebbrili e antinfiammatorie, mentre il secondo è un antinfiammatorio e antidolorifico.

L'automedicazione deve essere responsabile

È opportuno ricordare che l'automedicazione è una grande opportunità per una persona, ma ovviamente deve essere responsabile. Tutti i farmaci, anche quelli da banco, apportano sì benefici, ma possono avere anche effetti collaterali. È quindi sempre importante leggere con attenzione il foglietto illustrativo presente nella confezione (il cosiddetto “bugiardino”).

L'automedicazione è quindi un modo di prendersi cura di sé in modo autonomo nel caso di lievi disturbi come per esempio un blando raffreddore, un episodio di stitichezza o un mal di gola.

Ovviamente, se i sintomi perdurano dopo l'intervento di automedicazione, si dovrà avvertire il medico che deciderà se intraprendere una terapia di tipo diverso e se sono necessari esami clinici o strumentali.

 

 

 

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