LPLDL: il nuovo probiotico contro il colesterolo

LPLDL è un ceppo probiotico di Lactobacillus Plantarum isolato da OptiBiotix e prodotto in Europa da Sacco nel 2018. Nel 2020 questo probiotico è stato inserito in una formulazione di integratori per la riduzione del colesterolo ematico distribuito da Alfasigma, unica azienda in Italia ad aver utilizzato questo ceppo batterico per i suoi integratori

 

 

Vediamo di seguito quali sono le modalità d'azione e gli effetti di questo nuovo probiotico contro il colesterolo. 

Che cos'è LPLDL?

LPLDL è il ceppo selezionato di Lactobacillus Plantarum, isolato tra i 4000 ceppi batterici che fanno parte di OptiScreen, una piattaforma di proprietà di OptiBiotix utilizzata per la selezione dei ceppi microbici in grado di interagire con i processi metabolici umani grazie alla loro azione. 

OptiBiotix è un'azienda con sede nel Regno Unito che si occupa dello sviluppo di tecnologie utili ad influenzare e modulare il microbioma umano. Il loro compito, quindi, è quello di selezionare ceppi batterici e molecole, ma anche progettare formulazioni con potenziale effetto benefico per la salute dell'uomo. 

 

 

Nel 2018, la OptiBiotix e la Sacco hanno pubblicato un articolo per presentare il nuovo ceppo LPLDL e i suoi effetti benefici sulla salute, in particolare per quanto riguarda le patologie cardiovascolari e la loro prevenzione. Come si legge nell'articolo, questo ceppo è stato selezionato tra i molti candidati perchè ha una capacità molto elevata di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, per lo meno dagli studi in vitro. Questo ceppo è in grado di sopravvivere alle alte concentrazioni di sali biliari dell'intestino, mantenendo in vitro una vitalità cellulare quasi inalterata fino alla concentrazione di sali biliari pari allo 0,5%, valore oltre il quale la mortalità cellulare non è comunque elevata. 

L'LPLDL è stato testato anche per quanto riguarda l'eventuale virulenza e patogenicità, caratteristiche non gli appartengono, ed è considerato sicuro grazie al suo genoma completamente sequenziato, e quindi noto, e ai numerosi test di sicurezza effettuati anche in vivo. Non ha infatti geni riconducibili a resistenza antibiotica, virulenza o patogenicità. Per di più, questo tipo di batterio non ha allergeni e la sua formulazione non presenta OGM o coloranti. 

Inoltre, una caratteristica di questo ceppo batterico che può essere utile ai fini tecnologici è la sua stabilità in seguito alla liofilizzazione e a temperature che vanno dai 5°C ai 25°C, fino a 24 mesi. 

Meccanismo d'azione dell'LPLDL

 

 

L'azione dell'LPLDL si basa sul cosiddetto asse fegato-intestino, ossia lo scambio di molecole tra i due organi ai fini della digestione. Il fegato, in particolare, produce i sali biliari usando il colesterolo ematico, e li riversa nell'intestino con la bile, utile alla digestione dei grassi. I sali biliari idrolizzati, dopo la digestione, vengono in parte escreti per via intestinale, in parte riassorbiti e riportati al fegato, per poi essere riutilizzati. 

In presenza di LPLDL, invece, si ha un aumento dell'escrezione dei sali biliari sotto forma di sali biliari idrolizzati, escreti a livello intestinale dopo la loro azione digestiva. La modifica dei sali biliari avviene ad opera di un enzima del batterio stesso, chiamato BSH, ossia "Bile Salt Hydrolyses", che è presente in molti batteri ma che in LPLDL risulta avere un'azione particolarmente intensa ed efficace. In seguito all'attività di questo enzima, viene escreta nell'intestino una grande quota di sali biliari nella loro forma idrolizzata, insieme a parte del colesterolo, e quindi una minore quantità di sali biliari sarà nuovamente riportata a livello epatico per poi essere riutilizzata. Per far fronte a questo, il fegato aumenta la captazione di colesterolo dal sangue, riducendone quindi i suoi livelli ematici e usandolo per risintetizzare i sali biliari. 

LPLDL: davvero efficace?

L'efficacia del ceppo LPLDL è stata valutata da alcuni studi, fra cui uno realizzato dall'Università di Reading. Questo studio è stato realizzato su un campione di popolazione di età diverse e livelli di colesterolo basale diversi. Gli stessi autori sottolineano, però, che visto il numero ancora esiguo di persone prese in considerazione, sono necessari ulteriori studi che ne confermino i risultati in merito. 

In ogni caso, dallo studio inglese, è stato rilevato che il ceppo LPLDL è efficace nella riduzione del colesterolo totale nelle prime 6 settimane in persone con elevati livelli di colesterolo totale di partenza. La riduzione è pari al 36,6% rispetto al gruppo di controllo ma, per periodi più lunghi e per persone con livelli di colesterolo totale non particolarmente elevati, non sono state registrate variazioni significative.

Per quanto riguarda il colesterolo HDL, quindi il cosiddetto "colesterolo buono", l'aumento è stato registrato solo dopo 6 settimane di trattamento ed è risultato maggiore per quei soggetti con età superiore ai 60 anni. 

LPLDL è risultato anche efficace nella riduzione del colesterolo LDL nelle 12 settimane, con una percentuale pari al 13,9%. Inoltre, ha dimostrato di essere efficace anche nella riduzione dei trigliceridi ematici, soprattutto nei soggetti con più di 60 anni, in cui la riduzione è pari al 53,9%.

Un altro effetto del ceppo LPLDL è quello della riduzione della pressione arteriosa, che si verificherebbe dopo 6 settimane di trattamento. 

Se molti, quindi, sembrano essere gli effetti positivi di questo ceppo, non sono stati invece rilevati effetti collaterali derivanti dalla sua assunzione, sia a livello gastrointestinale che ad altri livelli, confermando, quindi, la sicurezza del suo utilizzo. 

Utilizzi di LPLDL

La formulazione di LPLDL, realizzata da OptiBiotix e prodotta da Sacco in Europa, ha diverse applicazioni tecnologiche. Grazie al fatto che non altera il gusto né le altre caratteristiche organolettiche del prodotto, questa formulazione batterica può essere anche addizionata ad alimenti funzionali come: yogurt, creme di formaggio e formaggi morbidi o semi-duri. 

Inoltre, può essere anche utilizzato per la formulazione di integratori specifici, come quello prodotto in Italia da Alfasigma, che lo ha fra i suoi prodotti in una formulazione in cui aggiunge la monacolina K estratta dal Riso Rosso Fermentato.

La necessità dell'uso di integratori in caso di ipercolesterolemia sta nel fatto che la dieta specifica non sempre riesce a ridurre i valori ematici del colesterolo, ed è quindi necessario utilizzare integratori specifici che vadano a ridurne i livelli senza l'uso dei farmaci, specie se si tratta di situazione non particolarmente gravi. 

Il prodotto dell'Alfasigma si rivolge, in particolare, a coloro che hanno valori di LDL nel sangue superiori a 115 mg/dl, considerati border-line e quindi da ridurre. Nell'integratore si ha una concentrazione di LPLDL pari a 4 miliardi di UFC e si può avere un'azione su più fronti grazie alla presenza della monacolina K, che funziona attraverso l'inibizione della produzione del colesterolo a livello epatico. Quest'azione si combina in modo sinergico con quella del batterio LPLDL, che aumenta l'escrezione di colesterolo e va ad arricchire la microflora intestinale di batteri probiotici utili. 

 

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