Polli allevati a terra o all'aperto: quali sono le differenze?

Differenza tra polli allevati all'aperto e polli allevati a terra

L'allevamento dei polli a terra o all'aperto presenta notevoli differenze, sia per quanto riguarda le modalità e il tipo di spazi dedicati agli animali, sia per la salubrità degli alimenti prodotti. 

 

 

Vi sono diverse modalità di allevamento dei polli che presentano notevoli differenze anche nel tipo di alimento che ne deriva. I principali sono: l'allevamento all'aperto, a terra, in gabbia e biologico.

L'allevamento dei polli in batteria è vietato dal 2012 in tutta Europa per la produzione di uova, ma è oggi praticamente abbandonato anche nella filiera della carne. Oggi si usano gabbie più grandi, chiamate "gabbie arricchite", in quanto le gabbie tradizionali, non consentono all'animale una buona qualità di vita e lo sviluppo dei comportamenti istintivi come la ricerca del cibo. Anche le gabbie arricchite, così come quelle tradizionali, si trovano all'interno di grandi edifici con luce e ventilazione artificiale. Di solito questi animali sono destinati alla produzione di uova. L'allevamento in gabbia viene evidenziato nelle uova con il numero 3 impresso a marchio in ciascun prodotto. Il numero 1 si riferisce invece all'allevamento all'aperto, il 2 al generico allevamento a terra, senza distinzione tra intensivo o meno, e lo 0 all'allevamento biologico. 

 

 

Un'altra tipologia di allevamento è quello dei polli allevati a terra in modo intensivo, in cui non si utilizzano gabbie ma gli animali stanno a terra all'interno di edifici anch'essi illuminati e ventilati in modo artificiale. Questa tipologia di allevamento è quella più comune in quanto consente una densità altissima di capi per metro quadrato e di solito si ha una grande velocità di crescita del pollame. Si utilizza sia per la produzione di carne sia per quella di uova. 

L'allevamento a terra generico, invece, è quello in cui si ha il fraintendimento maggiore, perchè spesso ci si immagina questi polli come ruzzolanti all'aria aperta. Al contrario, questi animali vengono semplicemente allevati fuori dalle gabbie, ma all'interno di edifici chiusi che possono avere anche più piani. La densità non può superare per legge europea le 9 galline per metro quadrato. Di conseguenza le galline hanno un maggior spazio di movimento rispetto all'allevamento intensivo, con nidi, letterie e posatoi a loro disposizione. Questo tipo di allevamento si usa per la produzione di carne ma anche di uova. 

Nell'allevamento a terra le galline possono sviluppare i tipici comportamenti naturali, come farsi le unghie, ricercare il cibo, beccarsi fra loro e deporre le uova nei nidi coperti artificiali. Nonostante questo, sono comunque all'interno di edifici chiusi, con luce e aria artificiali e alimentate con mangimi non naturali. Se da una parte gli animali risultano in questo modo maggiormente protetti da virus e parassiti veicolati, ad esempio, dalle feci di uccelli selvatici, nonchè anche dall'attività predatoria di animali più grandi, dall'altra la maggiore densità di animali rispetto all'allevamento all'aperto rende più veloce il contagio fra animali malati e sani, in caso di epidemie.

I polli allevati all'aperto, invece, vengono cresciuti in edifici che hanno uno spazio esterno aperto in cui gli animali possono circolare liberamente. In questo caso si ha un numero inferiore di capi per metro quadrato rispetto all'allevamento a terra.  

I polli da allevamento biologico vengono allevati in edifici simili a quelli all'aperto ma cibandosi di mangimi certificati biologici. Anche in questo caso la densità di capi per metro quadrato è bassa. 

La normativa sull'allevamento all'aperto

L'allevamento del pollame è normato in Italia dal Decreto legislativo n.181 del 2010, in attuazione della Direttiva CE 2007/43, che regola la protezione dei polli allevati per la produzione di carne, stabilendo le minime regole indispensabili alla protezione del benessere animale.

In particolare, le caratteristiche dell'allevamento all'aperto delle galline ovaiole sono normate dal Regolamento CE 2168 del 2017. Secondo questa normativa, in questo caso le galline devono essere cresciute in allevamenti che consentono uno spazio aperto almeno durante il giorno, con aree di vegetazione per il riparo degli animali. La densità non deve superare 1 gallina ogni 4 metri quadrati e lo spazio esterno non deve mai essere superiore a 150 m oltre l'apertura dell'edificio, a meno che non siano presenti punti di riparo in modo sufficiente: in quest'ultimo caso l'area esterna può estendersi anche a 350 m dall'edificio. 

Vantaggi dell'allevamento all'aperto rispetto a quello a terra

 

 

Uno dei vantaggi maggiori dell'allevamento all'aperto è nel maggior spazio a disposizione degli animali, che possono essere liberi di muoversi. Questo comporta un maggior stato di salute dei polli, sia a livello fisico sia a livello di riduzione dello stress, che porta spesso a cannibalismo e comportamenti aggressivi. Inoltre, i polli avendo un maggior spazio per fare attività fisicapossono avere un miglior accrescimento osseo, evitando problemi nello sviluppo delle zampe e nella deambulazione, così come anche avere un miglior accrescimento muscolare ed un basso accumulo di tessuto grasso

Un altro vantaggio dell'allevamento all'aperto si ha in una nutrizione maggiore e più corretta dei polli. Spesso negli allevamenti a terra, specie in quelli intensivi, si ha una maggiore lotta per il cibo e quindi molti animali non si nutrono a sufficienza. Questo è anche dovuto ai problemi nel movimento dovuti ad una scarsa salute di questi animali. 

Altro fattore positivo dell'allevamento all'aperto è nelle caratteristiche organolettiche e nutrizionali delle uova prodotte. Esse infatti risultano dal sapore migliore, con un colore del tuorlo più intenso dovuto ai carotenoidi presenti nelle erbe di cui si cibano. Inoltre, hanno un maggior contenuto di vitamine, come la A e la E, e di acidi grassi omega-3.

Aspetti negativi dell'allevamento all'aperto

L'allevamento all'aperto presenta alcune caratteristiche negative che causano spesso dei problemi nella produttività. Infatti, questi animali sono maggiormente soggetti a predatori, che possono ridurre il numero dei capi dell'allevamento in breve tempo, ma anche alle condizioni climatiche avverse, di cui spesso questi animali sono non curanti e quindi tendono a non cercare riparo. 

La vicinanza con gli uccelli selvatici presenti nell'ambiente potrebbe portare all'infestazione dell'allevamento con parassiti che potrebbero mettere in pericolo gli animali. In particolare, il contatto con le feci di uccelli selvatici potrebbe contribuire al diffondersi ad esempio dell'influenza aviaria

Altro problema, riguarda gli allevamenti di polli per la produzione di uova. Spesso questi animali non usano i nidi artificiali creati dall'uomo, ma depongono le uova in luoghi nascosti in cui spesso è difficile trovare il prodotto. 

Per far fronte a questi problemi è quindi necessario usare recinzioni adeguatamente alte per allontanare i predatori, con mangiatoie riparate da infestazioni da parte delle feci di uccelli, portatori di parassiti, e controllare periodicamente la salute degli animali. 

Polli a lento, rapido e medio accrescimento

Le razze a lento e medio accrescimento sono utilizzate da molte grandi aziende del settore perchè consentono di non usare antibiotici, dato che sono resistenti alle patologie che ne richiederebbero l'uso. Inoltre, queste razze sono più adatte all'allevamento all'aperto e per questo motivo vengono usate spesso per la produzione del pollo campese. Alcune razze a lento e medio accrescimento hanno marchi tutelati dalla regione di origine e vengono utilizzate sopratutto per la produzione di carne. 

L'utilizzo di queste razze si sta diffondendo anche tra molte grandi aziende e catene di produzione che le preferiscono persino all'allevamento biologico. In questo caso, infatti, l'uso di antibiotici è consentito se è necessario debellare un'infezione che non può essere placata in altro modo. 

Le razze a medio accrescimento vengono macellate dopo 56 giorni di età, un periodo di tempo più breve rispetto a quelle a lento accrescimento che richiedono 70-80 giorni. Si differenziano da quelle a rapido accrescimento, denominate "broiler", che sono in genere usate per l'allevamento a terra, in particolare per quello intensivo. Questi polli crescono in modo veloce, raggiungendo nel giro di poche settimane il peso di macellazione, con tutte le conseguenze negative per la salute dell'animale e dell'uomo. L'utilizzo dei polli broiler, però, consente di ottenere un prodotto con un maggior volume del petto, secondo la crescente domanda del mercato, a fronte di un minor utilizzo dei mangimi rispetto al tempo di allevamento. Per la produzione di 1 kg di carne a rapido accrescimento, servono, infatti, 1,8 kg di mangime e 3 l di acqua. Per 1 kg di carne da pollo a medio e lento accrescimento servono invece 5 kg di mangime e 10 l di acqua. Il costo dell'allevamento di questi ultimi è quindi nettamente maggiore.  

Il pollo campese: dall'allevamento a terra a quello all'aperto

Nel 2002 Amadori ha creato il marchio del pollo campese, che non è una vera e propria razza, e sono allevati all'aperto. La novità sta nella trasformazione che essi hanno operato sui loro allevamenti, che dalle caratteristiche di quello a terra sono passati ad allevamenti all'aperto e ad un'alimentazione dell'animale più attenta alla salute. 

Gli edifici in cui venivano cresciuti i polli sono stati dotati di spazi aperti in modo che potessero muoversi liberamente, con tutti i vantaggi di cui abbiamo parlato più sopra. Gli allevamenti di pollo campese sono situati per lo più in Puglia, in cui si ha una grande dotazione di campagne con un clima temperato adatto ad una salutare crescita degli animali. Tutti gli allevamenti di pollo campese rispettano i requisiti previsti dalla legge per l'allevamento all'aperto e i mangimi utilizzati senza OGM e di origine vegetale, in molti casi senza l'uso di antibiotici

Per la produzione di pollo campese si usano razze a lento o medio accrescimento. La carne del pollo campese risulta soda e compatta e con meno grasso rispetto ai pollo allevati a terra, che vengono di solito macellati dopo 40 giorni. 

Alcuni stabilimenti di produzione e lavorazione, inoltre, utilizzano fonti di energie rinnovabili, strizzando quindi l'occhio ad un minor impatto ambientale del processo produttivo. 

L'azienda ha sviluppato un metodo di produzione che puntasse sulla qualità e sulla standardizzazione dei prodotti, senza rinunciare ad un prezzo accessibile, che è solo lievemente superiore al pollame convenzionale. Il prodotto di pollo campese sta avendo un grande successo, con una richiesta sempre maggiore ed un fatturato crescente. 

Ma il pollo campese, dove si trova in vendita? Lo possiamo acquistare in moltissime rosticcerie e negozi d'Italia, comprese diverse catene importanti e diffuse nel paese. Lo possiamo trovare sia come prodotto crudo, da preparare in casa, sia come alimento già cotto e pronto da consumare. 

 

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