Fungo reishi: è davvero il fungo del'immortalità?

Che cos'è il fungo reishi?

Il fungo reishi, il cui nome scientifico è Ganoderma lucidum, è un fungo saprofita delle piante, in particolare del legno di quercia e del castagno. I saprofiti sono organismi che si nutrono di materiale organico in decomposizione, per trasformarlo in materiale inorganico come acqua e sali minerali. Sono saprofiti alcune specie fungine ma anche batteriche. 

 

 

La storia del fungo reishi è davvero antica, basti pensare che le prime citazioni dell'uso in medicina di questo fungo risalgono al 100 a.C. Esso prende diversi nomi e, nella medicina cinese in particolare, viene spesso chiamato "Lingzhi". Il nome "Reishi" è invece giapponese, insieme ad altri come Munnertake e Sachitake che si riferiscono allo stesso organismo. 

Questo fungo appare con un cappello che può arrivare a 15 cm, di forma circolare e a ventaglio, con gambo verticale e la superficie dall'aspetto lucido, quasi laccato con il colore marroncino-rossastro. L'orlo del cappello appare invece giallo e a volte striato. Il gambo è invece dello stesso colore della superficie del cappello o a volte addirittura più scuro. Il fungo reishi ha un odore leggero e gradevole e un sapore legnoso. Nonostante questo, il fungo non è commestibile e per essere utilizzato viene in genere essiccato per ricavarne una polvere o vengono realizzati altri tipi di estratti. 

La crescita del fungo reishi si ha soprattutto alla fine della primavera e in autunno e cresce nei tronchi delle querce, del castagno e, più raramente, dell'olivo. Il fungo reishi partecipa alla degradazione della lignina in queste specie vegetali. 

 

 

Cosa produce il fungo reishi?

Il fungo reishi produce polisaccaridi e terpenoidi, nonchè altri metaboliti potenzialmente attivi contro diversi disturbi e patologie. Fra questi abbiamo alcaloidi, cumarina, mannitolo e gli acidi ganodermici, che sono molecole con una struttura simile agli ormoni steroidei. 

Non sono invece presenti altri composti che spesso troviamo in molte specie fungine, come l'acido shikimico e i polichetidi. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che, essendo saprofita, potrebbe non essere in grado di produrre queste molecole perchè ne produce altre a partire dalle strutture dell'ospite. Infatti, il fungo reishi è in grado di produrre fenoli derivanti dalla degradazione della lignina presente nell'organismo vegetale ospite. 

Il fungo reishi contiene anche polisaccaridi e monosaccaridi come: glucosio, galattosio, arabinosio, fucosio, acido glucuronico e acido galatturonico, che sono stati separati tramite cromatografia da uno studio del 2004. 

Effetti del fungo reishi: reali o solo supposizioni?

Il fungo reishi è tipico della medicina cinese, giapponese e coreana che gli attribuiscono diversi effetti benefici fra cui la riduzione di colesterolo e glicemia, nonchè un effetto positivo anche sull'aritmia cardiaca, sull'ipertensione e su patologie come l'AIDS. Il fungo reishi, inoltre, viene spesso definito come il fungo dell'immortalità, in quanto tra gli effetti per cui viene usato nella medicina cinese tradizionale c'è appunto la promozione della longevità e un effetto rivitalizzante. 

 

 

Vedremo, però di seguito, se queste azioni sono davvero reali o meno.

Gli effetti proposti sono davvero tanti e si arriva addirittura ad un'azione anti-cancro. A tal proposito, uno studio ha dimostrato l'effetto del fungo reishi nell'induzione dell'apoptosi, nell'inibizione della crescita e migrazione cellulare in cellule umane di tumore alla prostata e al seno. Il meccanismo d'azione che sta alla base di questa efficacia non è, però, stato chiarito e servono quindi ulteriori studi in merito, che mettano in luce anche la sicurezza e l'effettiva efficacia del fungo reishi contro il cancro. 

Un effetto per cui spesso viene usato il fungo reishi è il meccanismo immunomodulatore, promotore quindi dell'attività del sistema immunitario. Le evidenze in merito a questo effetto sono, però, insufficienti. 

Gli estratti di G. lucidum hanno dimostrato efficacia contro i batteri, in particolare contro quelli gram-positivi. Altri studi hanno rilevato effetti positivi nell'inibizione del virus dell'HIV così come anche nell'effetto antinfiammatorio e anti-allergico. Nonostante gli studi, queste attività del fungo reishi non sono state confermate e valutate dall'FDA americana (Food and Drug Administration). 

Spesso, inoltre, i risultati positivi e validi sono confermati da studi scientifici sulle molecole pure e non su estratti del fungo. Come conclude una review scientifica in merito, il fatto che questi effetti siano dovuti al fungo è solo una supposizione data del fatto che è un rimedio medico molto antico. I risultati ottenuti devono essere in gran parte ancora confermati da ulteriori studi.

Affinché uno studio sia valido sono di fondamentale importanza i metodi di isolamento e purificazioni degli estratti o del principio attivo da testare. Spesso, in alcuni casi vi sono funghi simili che vengono confusi con il G. lucidum ed inoltre spesso all'interno degli studi stessi non viene ben chiarito il tipo di estratto usato. Ci si riferisce genericamente con il termine di "estratto vegetale", nonostante questa denominazione sia inappropriata per un fungo, che non appartiene al Regno delle Piante. Inoltre, funghi simili al G. Lucidum, che contengono molecole equiparabili dal punto di vista chimico, come gli acidi triterpenici, hanno mostrato di avere effetti diversi, dimostrando che gli effetti terapeutici delle molecole pure estratte da questi funghi sono ancora da chiarire. 

Inoltre, spesso i risultati ottenuti dagli studi che hanno usato le molecole purificate ed estratte dal fungo reishi, non sono confrontabili e spesso sono inferiori a quelli ottenuti dall'estratto di fungo nella sua interezza e complessità. Questo apre le porte a maggiori studi in merito alle possibili attività biologiche del fungo reishi usato come miscela di composti attivi. 

Vi sono oggettive e non ancora superate difficoltà nell'uso di estratti liquidi, che prendano il posto di quelli solidi generalmente utilizzati. Questi estratti liquidi consentono una contaminazione minore dei campioni testati e dei tempi di coltura inferiore, ma d'altra parte richiedono abilità migliori nella coltura e nella manipolazione dei funghi, nonchè nell'ottimizzazione della loro crescita. Queste difficoltà rendono difficile una produzione massiva di farmaci estratti dal fungo reishi, soprattutto per quanto riguarda gli estratti liquidi, potenzialmente anche più attivi di quelli solidi. 

La maggior parte degli studi che riguardano il fungo reishi sono sopratutto realizzati negli USA, in Giappone e in Cina, mentre non è ancora chiaro perchè la ricerca in merito a questo organismo non venga, invece, considerata moltissimo in altri paesi. Ogni paese in cui si effettuano gli studi ha, però, degli standard qualitativi diversi e potrebbe addirittura accadere che considerino specie diverse ma simili a quella del G. lucidum

Controindicazioni ed effetti collaterali

Ancora oggi non sono noti esattamente i possibili effetti tossici e negativi del fungo reishi sull'organismo umano, nonchè la possibile presenza di sostanze tossiche nelle preparazioni a base di questo micete. Spesso accade, infatti, che composti non tossici possano diventarlo all'interno di miscele di sostanze. Gli studi scientifici sembrano non considerare questi aspetti nelle loro trattazioni. Inoltre, proprio per stabilire l'eventuale tossicità degli estratti di fungo reishi, è importante stabilire l'esatta origine degli estratti oggetto di studio e proposti come integratori o parti di farmaci. 

Posologia del fungo reishi

Il fungo reishi viene spesso proposto come integratore in varie formulazioni, spesso in unione con altri principi attivi o estratti. La dose massima di assunzione consigliata del fungo consumato come tale da solo va dai 25 g ai 100 g. Più spesso si usa l'estratto in polvere di fungo reishi, ad esempio in capsule, e in questo caso la dose è di circa 10 volte inferiore a quella del fungo consumato come tale. 

La dose da usare varia, in ogni caso, in base al tipo di estratto o formulazione usata ed è pertanto importante conoscerla prima di stabilirne le dosi.

 

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