Pescetarianismo: significato, pro e contro, menù

Il Pescetarianismo è una tipologia di dieta che potremmo definire semi-vegetariana, poiché esclude totalmente la carne, sia fresca che trasformata, ma include altri alimenti che non sono consentiti, invece, nella dieta vegetariana

 

 

Nel 2015 nasce a Manchester la Pescetarian Society, che promuove e protegge lo stile di vita dei pescetariani, che oggi hanno raggiunto il milione solo negli USA.

Vediamo di capire meglio cosa prevede un menù della dieta pescetariana e quali siano i suoi pro e contro. 

Significato e origine della dieta pescetariana

Il pescetarinismo, o dieta pescetariana o pescatarianismo, è un regime alimentare che prevede l'assunzione prevalente di alimenti derivati da invertebrati acquatici e pesci, ossia tutto ciò che si può pescare in acqua, dolce o salata non fa differenza. 

L'origine del nome "pescetarianismo" è ancora incerta: alcuni autori la fanno risalire al 1993 dall'Italiano, anche se in Italia questo termine è stato introdotto nei vocabolari solo nel 2012. Sicuramente deriva comunque da una lingua latina ed è stato poi tradotto in inglese come "pescetarianism", ricordando la parola "vegetarianismo". Tuttavia, queste due tipologie di diete sono diverse proprio nell'etica che sta alla loro base. Nel secondo caso, infatti, si ha l'intento di non cibarsi di nessun essere vivente non vegetale per motivi etici, oltre che ecologici. 

 

 

Nel pescetarianismo, invece, l'idea che sta alla base è quella di adottare un regime alimentare di minore impatto ambientale rispetto alla dieta onnivora. Infatti, alimentarsi con pesce pescato, evitando i prodotti da allevamento, permette di evitare la produzione di mangimi, necessari ed obbligatori nella produzione, invece, della carne. Da qui, il maggior impatto ambientale della produzione di carne rispetto a quella del pesce pescato. Per lo stesso motivo, la dieta pescetariana preferisce pesci pescati in modo artigianale, evitando i pesci carnivori di allevamento, che necessiterebbero di altri pesci per il loro sostentamento. Inoltre, si evita la pesca di tipo industriale, come quella a strascico, che distrugge gli ecosistemi marini con un impatto ambientale non indifferente. 

Inoltre, alcune persone scelgono una dieta pescetariana per motivi salutistici, spesso come periodo di transizione verso la dieta vegetariana. Infatti, la dieta pescetariana viene vista come più etica rispetto a quella onnivora, per cui viene spesso preferita anche per raggiungere i livelli ottimali di nutrienti come la vitamina B12, che nel caso della dieta vegana sono, invece, difficili da raggiungere. 

Tra i motivi salutistici di chi adotta per lunghi periodi la dieta pescetariana, vi è la riduzione dell'assunzione di acidi grassi saturi, e l'aumento degli omega-3, rispetto ad una dieta onnivora. Inoltre, i fautori di questa dieta sostengono che sia di valido aiuto per coloro che hanno difficoltà digestive. 

Sempre per motivi di salute, nel pescetarianismo si tende a preferire il pesce azzurro, che essendo un piccolo predatore non accumula grosse quantità di inquinanti, come invece succede nel caso dei pesci grossi predatori, come il tonno e il pesce spada. 

Ci sono, poi, delle varianti del pescetarianismo, come il crudismo pescetariano, che prevede l'assunzione di pesce esclusivamente crudo, unito ad alimenti vegetali crudi. Il pesce non può essere congelato o surgelato, ma si lascia il via libera ad essicazione, marinatura e salagione, nonché anche all'affumicamento.

Menù di una dieta pescetariana

 

 

Nella dieta pescetariana sono ammessi, quindi, tutti gli alimenti vegetali, come frutta, verdura e cereali.

Sono concessi, inoltre, anche i prodotti animali come latticini e uova e ovviamente sono consigliati anche il pesce e i crostacei.

Esclusi dal menu sono la carne fresca e trasformata di qualsiasi genere, compresa la selvaggina. Questa dieta elimina e vieta totalmente, infatti, la carne e i prodotti a base di essa, quindi tutti i prodotti derivati da animali terrestri ma anche da vertebrati acquatici. Vietati, quindi, anche i cibi derivanti da animali acquatici come anfibi, come le rane ad esempio, uccelli, come i pinguini, mammiferi, come le balene, e rettili, come le tartarughe. 

Alimenti consentiti sono, invece, alcuni prodotti derivati da animali terrestri, come uova, latte e formaggi, compreso il miele e la pappa reale. Inoltre, sono consentiti anche alcuni alimenti derivati dal mare come le alghe e il sale marino.

In generale, nella dieta pescetariana si consiglia di assumere il 50% del pasto come verdure, e il restante suddiviso tra quota proteica, pesce e proteine vegetali, e carboidrati complessi.

Pro e contro del pescetarianismo

Tra i vantaggi di questo regime dietetico rispetto a quello onnivoro, vi è un minor apporto calorico, soprattutto per quanto riguarda i grassi, ma la quota proteica potrebbe essere difficile da bilanciare specie se si decide di intraprendere questo tipo di dieta senza il supporto di un professionista.

Altro vantaggio è sicuramente un apporto di omega-3 superiore rispetto alla maggior parte delle diete, e quindi un vantaggio per la prevenzione, fra le altre, delle patologie cardiovascolari e infiammatorie in genere.

Una dieta ricca di pesce, inoltre, apporta anche vitamine e sali minerali, come ferro, iodio e fosforo.

Un aspetto negativo di questa dieta è sicuramente il costo di gestione, perché prevede l'acquisto in prevalenza di pesce di ottima qualità, sicuramente più costoso della carne, nonchè anche di abbondanti dosi di verdura e frutta. In realtà esistono moltissime specie di pesci che hanno scarso valore commerciale, ma ottimo valore nutrizionale, dunque in teoria non è vero che per mangiare spesso pesce occorra per forza svenarsi. Tuttavia, per cooscere e reperire queste varietà di pesci occorre senz'altro uno sforzo aggiuntivo che non tutti sono in grado (o disposti) a fare. 

Nel caso della versione crudista del pescetarianesimo, l'aspetto negativo più importante è l'alto rischio di infezioni a cui questa dieta espone. Infatti, in questa variante della dieta crudista, non è possibile procedere con l'abbattimento del pesce a basse temperature, processo che consente la prevenzione delle tossinfezioni alimentari e delle contaminazioni di diverso genere (anisakis in primis).

In generale, il rischio di carenze nutrizionali è abbastanza basso e varia a seconda della quantità e tipologia di alimenti scelti.

Allo stesso modo, il rischio di assumere inquinanti può essere sicuramente ridotto dalla scelta ottimale della tipologia di pesce da acquistare e consumare. Meglio, quindi, preferire specie non carnivore e di piccola taglia, limitando il consumo dei pesci grandi predatori che, all'apice della catena alimentare, sono sicuramente maggiormente esposti all'assunzione di sostanze inquinanti.

 

 

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