La dieta della pancia piatta

La dieta della pancia piatta (The Flat Belly Diet) è una dieta dimagrante proposta da Liz Vaccariello e Cynthia Sass, redattori della rivista Prevention.

Come suggerisce il nome della dieta, i due autori promettono non solo una perdita di peso (fino a 15 libbre, cioè circa 7 kg) in 32 giorni, ma anche un dimagrimento localizzato nei punti critici, e in particolare nella pancia.

Come funziona la dieta della pancia piatta

La dieta della pancia piatta è divisa in due fasi: una di quattro giorni, che prevede cibi e bevande specifiche, e il cui scopo è quello di "sgonfiare" la pancia; seguita da una fase in cui si deve seguire una dieta da 1600 kcal, per quattro settimane.

Secondo gli autori il segreto per ottenere non solo il dimagrimento, ma una perdita di grasso localizzata nella pancia, sono i grassi monoinsaturi, da inserire in tutti i pasti della giornata. La dieta da 1600 kcal va suddivisa in 4 pasti principali, ognuno da 400 kcal, e in ognuno di questi pasti vanno introdotti cibi ricchi di grassi monoinsaturi come l'olio d'oliva, le noci, la frutta secca e i semi oleosi, la soia e l'avocado. La dieta della pancia piatta prevede anche un consumo importante di frutta, verdura e cereali integrali.

L'attività fisica non è indispensabile, secondo gli autori, tuttavia può senz'altro aiutare il dimagrimento.

La dieta della pancia piatta si può seguire con uno dei tanti libri scritti dagli autori, oppure con il programma online in vendita sul sito ufficiale.

Dieta pancia piatta

Analisi critica della dieta della pancia piatta

La dieta della pancia piatta entra immediatamente nella lista delle fad diet, le diete alla moda, senza possibilità di appello. Infatti non esistono studi scientifici seri che dimostrino la possibilità di ottenere un dimagrimento localizzato, con diete particolari, se confrontate con una normale dieta ipocalorica equilibrata. Il fatto poi che i grassi monoinsaturi siano in qualche modo legati ad una perdita di peso localizzata alla pancia, è pura fantasia, non esiste alcuna dimostrazione scientifica di questo fatto, e nemmeno dal punto di vista biochimico si capisce perché consumare grassi monoinsaturi (normalmente presente in modo massiccio nell'alimentazione occidentale, e soprattutto in quella italiana) dovrebbe favorire la perdita del grasso localizzato sulla pancia.

 

 

Per lo meno, la dieta della pancia piatta è equilibrata (anche troppo, nel senso che molte donne con 1600 kcal al giorno e senza attività fisica non dimagriscono di certo, sono troppe!) e quindi non fa danni. Molti soggetti posssono dimagrire, e in modo graduale e corretto, con questa dieta, ma non ci si deve illudere perché il claim più importante, quello della "pancia piatta", non può di certo essere raggiunto in modo esclusivo con questa dieta. Il grasso localizzato è quello che scompare per ultimo (e spesso eliminarlo del tutto è impossibile), quindi l'unico modo è quello di dimagrire fino al peso forma, e di armonizzare la figura con l'attività fisica, come abbiamo visto nell'articolo sul grasso localizzato.

Una conferma dello scarso spessore scientifico di questa dieta la troviamo verificando quante recensioni negative al libro sono state affibbiate dagli utenti di Amazon.

 

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