Calorie della marmellata

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Quante calorie ha la marmellata? In questo articolo rispondiamo a questa domanda proponendo un calcolo semplificato delle calorie, facile da memorizzare e da ricordare, per le più comuni marmellate che troviamo in commercio.

La marmellata è un ingrediente che viene consumato spesso dagli italiani, spalmata sopra le fette biscottate, usata per farcire le crostate o altri dolci come la Sacher, abbinata ai formaggi stagionati...per qualcuno è un ingrediente che viene assunto quotidianamente, dunque è giusto porsi la domanda sulle calorie assunte ogni volta che la mangiamo.

La marmellata è composta da due semplici ingredienti: frutta e zucchero, più eventuali additivi come la pectina e un acidificante (succo di limone o acido citrico). L'acqua di per sé non contiene calorie, quindi la stragrande maggioranza delle calorie contenute dalla marmellata derivano dallo zucchero, in genere da quello aggiunto ma non necessariamente. Abbiamo visto infatti che concentrando lo zucchero naturalmente presente nella frutta (che sempre zucchero è) possiamo potenzialmente arrivare a percentuali molto alte, senza doverne per forza aggiungerne tanto.

Quindi le calorie della marmellata dipendono solo dalla percentuale di zuccheri totali in essa contenuti. Di solito è abbastanza alta, poiché la marmellata è un ingrediente dolce, deve essere dolce. 

 

 

La maggior parte delle marmellate/confetture in commercio contiene un 60% di zucchero che equivalgono a una densità calorica di 240 kcal per 100 grammi. Esistono poi molti altri prodotti un po' meno calorici, con una % di zuccheri variabile tra il 40 e il 50% e una densità calorica tra le 150 e le 200 kcal/hg.

Infine abbiamo le marmellate più leggere, che hanno una densità calorica variabile, si può scendere fino alle 40 kcal/hg nelle marmellate con dolcificanti.

Marmellata confettura legislazione

Vanno fatte due considerazioni, però:

  • il gusto: la marmellata deve svolgere il suo ruolo, cioè deve essere dolce, soprattutto se mangiata la mattina a colazione, quando siamo abituati, almeno la maggior parte di noi italiani, a mangiare qualcosa di dolce. Comprando una marmellata con una percentuale di zuccheri inferiore al 30% ci troveremmo a consumare qualcosa di più simile a un succo di frutta, piuttosto che a una marmellata.
  • la quantità: la marmellata in genere viene consumata in quantità modica, non è un prodotto di cui è facile abusare. Le monoporzioni di marmellata, quelle che si trovano negli hotel per intenderci, pesano 25 g quindi mangiandone una confezione, anche della tipologia più calorica, ci troveremo a ingerire 60 kcal, non 240! Al massimo, se siamo golosi, possiamo arrivare a mangiare 50 g di marmellata (120 kcal, dunque, non 240). Con una marmellata al 50% di zucchero il conto è presto fatto: 50 kcal per una monoporzione e 100 kcal per 50 g di marmellata. E così per una al 40%: 40 kcal la monoporzione e 80 kcal se ne consumiamo 50 g. Non mi pare una tragedia.

La marmellata al 40-50% di zuccheri è quella che noi consigliamo, con il giusto rapporto tra dolcezza e calorie contenute. Se mangiata con moderazione, la marmellata non è un ingrediente che ha un peso eccessivo sulle calorie della nostra dieta quotidiana, neanche quella al 60% di zuccheri, che non va demonizzata se è di qualità.

Abbiamo visto che la scelta della marmellata deve basarsi esclusivamente sulla quantità di frutta utilizzata per 100 g di prodotto, sul suo gusto all'assaggio e sulla quantità totale di zuccheri (o la densità calorica, che è la stessa cosa), che possibilmente dovrebbe essere compresa tra il 40 e il 50%.

 

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