Calorie della pizza in teglia: perché fa ingrassare?

Abbiamo visto in un altro articolo quante calorie ha la pizza, limitandoci a considerare la pizza al piatto, quella tonda che si prepara nelle classiche pizzerie, e si può consumare in sede o da asporto. In questo articolo trattiamo un argomento molto di attualità, ovvero quello della pizza in teglia: vedremo quante calorie ha questo tipo di pizza, e scopriremo che può diventare molto più pericolosa per la linea (e quindi per la salute) rispetto a quella al piatto, che come abbiamo visto è già piuttosto calorica, e quindi pericolosa, di suo.

 

 

Cos'è la pizza in teglia

La pizza in teglia, anche chiamata pizza al taglio, si differenzia dalla pizza al piatto perché viene preparata in una teglia, e non infornata con la pala, direttamente sulla base rovente del forno. Ha una forma rettangolare, e non rotonda, che le consente di essere tagliata a tranci rettangolari.

Questo tipo di pizza è molto indicata per l'asporto e la consumazione sul posto, perché può essere mangiata anche in piedi, addirittura anche durante il passeggio.

Negli ultimi anni, e soprattutto dopo il lockdown del 2020, moltissimi appassionati di cucina si sono avvicinati al mondo della panificazione, e hanno iniziato a preparare la pizza in casa. Purtroppo questa pratica rischia di aumentare di molto le calorie assunte durante la settimana, e di conseguenza aumenta la probabilità di aumentare di peso, con tutti i problemi che ne conseguono. Scopriamo perché.

 

 

Differenze con la pizza al piatto

La pizza in teglia è sempre più spessa rispetto a quella al piatto. Anche se viene tirata sottile, e in modo magistrale, la pizza in teglia per definizione deve avere un po' di mollica, cosa che manca sempre nella pizza al piatto, se escludiamo il "cornicione". Per avere un po' di mollica deve essere più spessa, ma il maggior spessore lo si paga con un maggior peso a parità di superficie. Morale della favola: la pizza in teglia ha un maggior peso, in rapporto alla superficie. Mangiarne di più è più probabile, soprattutto se abbiamo come riferimento la pizza al piatto.

Una pizza al piatto di 35 cm è fatta con un impasto di 280 g circa e ha una superficie di circa 960 cm quadrati. Una pizza in teglia 40x30 (le dimensioni di una leccarda da forno casalingo) ha una superficie di 1200 cm quadrati, il 25% in più rispetto alla pizza al piatto, dunque dovrebbe essere preparata con una quantità di impasto di circa 350 g. Ebbene, la maggior parte delle ricette che si trovano in rete prevedono una quantità di impasto di circa 850 g. Più del doppio! Ovviamente stiamo parlando di pizze non parricolarmente sofisticate, dal punto di vista della qualità degli impasti.

Ma anche se l'impasto è "evoluto", per esempio come quelli ad alta idratazione, cioè con una quantità di acqua rispetto alla farina del 75% ed oltre, steso abbastanza sottile, è molto difficile scendere al di sotto dei 550 g per una pizza 40x30 cm. Nel mio corso di pizza in teglia, prepariamo una pizza ad alta idratazione (75%) e per riempire una teglia 40x30 utilizziamo 570 g di impasto, ovvero con un kg di farina prepariamo 3 teglie di pizza.

Dunque, la differenza principale tra la pizza in teglia e la pizza al piatto è lo spessore. Scopriamo perché questo può essere un problema per quanto riguarda le calorie.

Calorie della pizza in teglia

 

 

A livello di densità calorica, la pizza in teglia non differisce da quella al piatto, perché gli ingredienti sono circa gli stessi, e la possibilità di condirla è la medesima. Essendo più spessa potrebbe contenere meno condimento, in proporzione all'impasto. Questo potrebbe ridurre leggermente la densità calorica, ma in realtà questo non avviene perché la mozzarella contiene circa le stesse calorie dell'impasto, quindi se riduciamo la mozzarella a favore dell'impasto, o viceversa, non cambia nulla. Rimando quindi all'articolo sulle calorie della pizza, per i dettagli.

Stiamo quindi parlando di circa 240 kcal/hg (calorie per 100 g). Che possono variare un po' in base al condimento, ma non di molto.

Perché la pizza in teglia è un attentato alla linea

Nell'articolo "la pizza fa ingrassare?" abbiamo visto che il problema principale della pizza è la quantità: sostazialmente, la dimensione della pizza è eccessiva per il 90% delle persone, e quindi, semplicemente, non andrebbe mangiata tutta, pena l'assunzione di una quantità di calorie eccessiva, che facilmente ci porta al sovrappeso. Una pizza contiene 280 g di impasto, si tratta di fatto di pasta di pane. Mangereste 300 g di pane con companatico? Ne dubito. Ma con la pizza, questo diventa "normale". Il problema è tutto qui.

E con la pizza in teglia, questo problema è ancora più grave. O meglio, può diventarlo.

Ovviamente se acquistiamo una pizza in teglia in pizzeria, e ci limitiamo a uno o due tranci, stiamo assumendo probabilmente meno calorie rispetto ad una pizza al piatto, ma semplicemente perché la quantità di impasto contenuta in un trancio (e forse anche in due) è minore. In questo caso, la pizza in teglia presenta un vantaggio, rispetto a quella al piatto.

Ma se la prepariamo a casa, cambia tutto. Di fronte alla possibilità di mangiarne quanta ne vogliamo, assumere una quantità di impasto superiore ai 300 g è un attimo, proprio a causa del fatto che la pizza in teglia è più spessa, più "pesante" a parità di superficie. Noi mangiamo in base all'occhio, non in base al peso: il peso lo avvertiamo dopo, quando lo stomaco ci segnala che abbiamo introdotto troppo cibo, ma questo segnale arriva sempre in ritardo. Se non ci regoliamo prima, la probabilità di mangiare troppa pizza, se la assumiamo in una situazione dove la quantità è "ad libitum", è altissima, direi che è quasi una certezza.

Dunque, se comprate la pizza in teglia in pizzeria, cercate di capire quanto pesa. Spesso è venduta a peso (per esempio da Bonci, e a che prezzo!), quindi non dovrete nemmeno chiedere quanto pesa. 

Se inceve la preparate a casa, fate due conti per capire a quanti tranci corrispondono 300 g di impasto, e cercate di non superarli. O meglio, cercate di capire quanta pizza potete permettervi, per evitare di generare un surplus calorico difficilmente gestibile nel breve termine. E che nel lungo si trasformerà di sicuro in fastidiosi kg di troppo.

 

 

Ultimi articoli sezione: Alimentazione

Panna senza lattosio: tipologie e ricetta fatta in casa

La panna senza lattosio ha caratteristiche simili a quella con il lattosio, ma risulta più digeribile per chi è intollerante allo zucchero del latte.

Latte totalmente scremato: cos’è e come si produce

Il latte totalmente scremato è praticamente privo di grassi e ha un basso contenuto calorico rispetto al latte intero e parzialmente scremato.

Ingredienti del gelato

Gli ingredienti del gelato: quali sono gli alimenti che contribuiscono alla produzione del gelato?

Gelato

Cos'è il gelato e com'è nato. Origine e storia del gelato.

 

Il gelato fa ingrassare?

Il gelato è un dolce e come tale di sicuro non può essere considerato un alleato della linea... Ma fa davvero ingrassare?

Latte parzialmente scremato: significato, e differenze con il latte intero

Il latte parzialmente scremato è un tipo di latte vaccino a ridotto contenuto di grassi, colesterolo compreso, adatto per chi deve ridurli nella propria dieta.

Storia delle patatine fritte: Belgio o Francia?

La storia delle patatine fritte è controversa poiché non è chiaro nemmeno il paese in cui vennero preparate per la prima volta.

Latte delattosato: cos'è, chi lo può bere e come si fa

Il latte delattosato è ottenuto con tecniche che riducono di molto la quantità di lattosio del latte. È un prodotto ideale per chi soffre di intolleranza al lattosio.

Accedi ai servizi gratuiti

Se sei già registrato, clicca qui per accedere ai servizi gratuiti:

  • Database Alimenti
  • Calcola Ricetta
  • Slot Machine

Altrimenti, clicca qui per registrarti gratuitamente.