Calorie del cioccolato

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Il cioccolato è un alimento ipercalorico e come tale va trattato, questo è assodato.

Ma quante calorie ha il cioccolato?

C'è differenza tra la densità calorica del cioccolato fondente e quella del cioccolato al latte (o bianco, gianduja, rosa...)?

Come vedremo, non c'è una grande differenza in termini calorici tra il cioccolato fondente e il cioccolato al latte, la densità calorica di questi due prodotti è pressochè identica, in media sulle 550 kcal/100 grammi. Vediamo perchè.

Il cioccolato è composto principalmente da tre ingredienti: pasta di cacao, burro di cacao e zucchero. Le calorie sono apportate sia dallo zucchero, sotto forma di carboidrati, sia dal burro e dalla pasta di cacao sotto forma di lipidi (grassi).

Il cioccolato al latte, così come quello bianco, ha tra gli ingredienti anche il latte disidratato che va a sostituire una percentuale di pasta di cacao. Anche il latte disidratato apporta il suo quantitativo di calorie, sotto forma di zuccheri, proteine e grassi.

Il cioccolato fondente può essere più o meno dolce a seconda della percentuale di zucchero in esso contenuta; più sale la percentuale di zucchero e più diminuisce la percentuale di pasta di cacao.

Esiste anche il cioccolato amaro, senza zucchero, al 100% di cacao, più correttamente chiamato "massa di cacao" secondo la normativa, dato che il cioccolato per essere chiamato tale deve contenere una percentuale di zucchero, seppur minima (per questo motivo alcuni produttori mettono in commercio il cioccolato al 99% di cacao, e non al 100%: in questo modo possono chiamarlo cioccolato).

 

 

Il nocciolo della questione sta nel fatto che tutti gli ingredienti presenti nei vari tipi di cioccolato apportano una grande quantità di calorie: che sia il latte, lo zucchero o il burro di cacao, il livello calorico poco cambia. Zuccheri e grassi sono complementari, se da un lato diminuisce la percentuale di zuccheri (data da latte e zucchero), dall'altro aumenta la percentuale di grassi (data da burro e pasta di cacao).

Quindi anche un cioccolato fondente con una percentuale minima di zucchero avrà una densità calorica molto alta. Un cioccolato fondente al 70% di cacao ha circa un 40% di grassi e un 30% di zuccheri per un totale di 566 kcal/hg, mentre un cioccolato al latte al 45% di cacao ha circa un 35% di grassi e un 55% di zuccheri per un totale di 570 kcal/hg

Quello che fa realmente la differenza (comunque trascurabile dal punto di vista nutrizionale) è il contenuto di burro di cacao. Alcune tavolette di cioccolato con percentuali di cacao vicine al 100% hanno infatti poco più di 550 kcal/hg (come il cioccolato Lindt al 99% di cacao), altre arrivano a 620 kcal/hg. La differenza è dovuta al fatto che il produttore può scegliere di mettere nella tavoletta non solo pasta di cacao, ma anche cacao in polvere (che contiene pochi grassi). Dal punto di vista qualitativo la scelta in questo caso dovrebbe ricadere sul prodotto più calorico, perché l'aggiunta di cacao in polvere è indice di qualità inferiore.

Cioccolato e dieta: un connubio impossibile?

Cioccolato Modica modicano

Quindi, se si sta seguendo una dieta ipocalorica, il cioccolato deve essere totalmente bandito dalla tavola? Non proprio, ma può essere assunto solo con estrema moderazione e conteggiando sempre le calorie.

Come si può integrare il cioccolato durante una dieta?

Perchè molte diete consigliano di mangiare cioccolato fondente piuttosto che al latte?

Perché il ciccolato con una elevata percentuale di cacao contiene meno zucchero, quindi ha un indice glicemico più basso, con tutto quello che dovrebbe (dovrebbe) conseguire. In realtà non consegue un bel niente, per due motivi.

 

 

Il primo riguarda il fatto che tra un cioccolato al 45% di cacao e uno al 70% non c'è una gran differenza in termini di zuccheri: il primo ne ha circa il 50%, il secondo circa il 35%. Dato che di cioccolato verosimilmente ne possiamo mangiare al massimo 30 g (e sono già 150 kcal e passa), nel primo caso (cacao al 45%) assumeremmo 15 g di zucchero, nel secondo caso 9. Un risparmio di "ben" 6 g di zucchero! Il risparmio vero si ha solo se si passa da un cioccolato al 45% a un cioccolato al 90%, ma capite che stiamo parlando di un salto notevole, che non tutti sarebbero disposti a fare. E solo per risparmiare un po' di zuccheri... Perché le calorie sono sempre quelle.

Il vantaggio del cioccolato fondente sta più in una questione di sapore che in un'effettivo risparmio di calorie. La percezione dell'amaro del cioccolato fondente può aiutare a limitarne l'assunzione a piccoli quantitativi (per esempio 10 grammi dopo un pasto che corrispondono a circa 50 kcal). Il sapore amaro che il cioccolato fondente ci lascia in bocca ci può far sentire sazi e appagati, ce ne basta poco per chiudere il pasto e non aver voglia di nient'altro. Questo ovviamente è un fattore soggettivo, non funziona con gli amanti del cioccolato fondente che possono tranquillamente mangarne 100 g.

Questo è il vero motivo, se qualcuno sostiene che il cioccolato fondente non fa ingrassare o peggio ancora fa dimagrire, è una bufala bella e buona.

La massa di cacao, senza zucchero è davvero difficile da mangiare, è amarissima, poco equilibrata, non a caso non è apprezzata nemmeno dagli intenditori...

Morale della favola: mangiate il cioccolato che vi piace di più e valutate di spostarvi su un cioccolato più amaro solo se questo cambiamento ve ne fa mangiare una quantità inferiore.

 

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