Aceto di miele

L'aceto di miele è un tipo di aceto usato principalmente come condimento e ottenuto dalla fermentazione dell'idromele, una bevanda alcolica prodotta anch'essa dalla fermentazione del miele.

 

 

Sia l'aceto di miele che l'idromele hanno origini antichissime, entrambi, infatti, venivano prodotti già dagli Antichi Egizi, in un'epoca in cui ancora non si conosceva la coltura della vite e quindi non veniva ancora prodotto l'aceto di vino, in Italia il più diffuso e consumato.

Così come l'idromele viene considerata la bevanda alcolica più antica al mondo, l'aceto di miele viene considerato l'aceto più antico al mondo.

Produzione dell'aceto di miele

L'aceto di miele viene prodotto a partire da acqua e miele. Il miele utilizzato è solitamente quello di castagno, ma si trovano anche aceti di millefiori, di lavanda o di acacia.

Il miscuglio di acqua e miele serve prima di tutto per diluire il miele e ridurre la sua viscosità, successivamente vengono attivati due processi, prima la fermentazione alcolica (e fermandosi a questa si ottiene l'idromele) e poi quella acetica.

L'aggiunta di fermenti particolari innescano la prima fermentazione degli zuccheri tipici del miele (fruttosio, glucosio, saccarosio, maltosio e isomaltosio), successivamente l'aggiunta di lieviti produce quella che comunemente conosciamo come fermentazione alcolica, quella tipica del vino per intenderci, e viene effettuata in botti di acciaio inox.

L'idromele così ottenuto viene travasato, filtrato e reso limpido, quindi posto in botti di legno assieme ai batteri acetici (Acetobacter) fino al completamento della fermentazione acetica e alla trasformazione in aceto. 

Il processo di produzione dura circa un anno, poi l'aceto di miele viene commercializzato senza ulteriori interventi di filtrazione nè pastorizzazione. Il prezzo è di circa 10-12 € al litro.

 

 

Usi dell'aceto di miele in cucina

Aceto miele

L'aceto di miele si presenta con un colore dorato, un profumo intenso che varia in base al miele utilizzato e un gusto acidulo dovuto alla presenza dei batteri.

In cucina viene usato per vari scopi: per condire le insalate di verdure o le macedonie di frutta, per insaporire piatti a base di carne (solitamente quella di maiale), oppure le verdure in agrodolce (finocchi, cipolle, carote), viene usato anche come conservante naturale.

Può, infine, anche essere usato come bevanda dissetante: se diluito in acqua calda in inverno come corroborante e digestivo, se diluito con acqua e ghiaccio in estate come rinfrescante.

 

- Consiglia questo articolo su Google

 

 

 

Ultimi articoli sezione: Alimentazione


Polenta di mais

La polenta, bianca o gialla, è un tipico piatto povero del Nord Italia.


Saltare la colazione: fa male o fa dimagrire?

Saltare la prima colazione o farla non influisce sul peso corporeo nel lungo termine, ma alcuni studi a breve termine giungono a conclusioni diverse.


La buccia della frutta è ricca di vitamine?

La buccia della frutta non contiene in genere grandi quantità di vitamine, che sono per la maggior parte presenti invece nella polpa del frutto.


Castagne - Castagna e Marroni

Le castagne e i marroni, un frutto atipico molto ricco di carboidrati.

 


Panettone: artigianale o industriale?

Panettone industriale, artigianale o di pasticceria? Come scegliere il panettone ideale per le feste natalizie.


Proteine dell'uovo

Le proteine dell'uovo hanno una qualità eccezionale e andrebbero consumate più spesso.


Albume d'uovo pastorizzato: ricette equilibrate

Albume pastorizzato: un ottimo alimento proteico molto versatile che si presta alla preparazione di ricette gustose ed equilibrate.


Amaranto: superfood o alimento inutile?

Amaranto: alimento fondamentale per gli Aztechi e gli Incas, riscoperto dagli occidentali negli anni 60.