Sport e motivazione: una testimonianza

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Ciao Andrea, volevo farti presente che finalmente sono riuscito a comprendere il vero spirito dello sport, quello di essere utile a perseguire la buona salute, ecco perchè deve essere accompagnato anche da un'alimentazione coscienziosa caloricamente, altrimenti un'alimetazione non controllata porta comunque a un sovrappeso che la sola attività sportiva non può limitare. I prodotti di oggi sono ipercalorici e la loro assunzione mette a rischio qualsiasi tipo di dieta alimentare. Ho iniziato a fare sport per mettermi in mostra (pesi), commettendo molti errori, ho iniziato a correre con l'intento di battere tutti nella corsa e sono incappato in diversi infortuni, adesso finalmente riesco a capire l' utilità dello sport nel mantenere il peso forma e allenare l'apparato cardiovascolare per allontanare il più possibile il rischio di malattie a livello cardiaco e vivere più a lungo accanto alla mia famiglia. Allenare comunque l'apparato cardiovascolare significa lavorare ad una certa intesità, ecco perchè cercare di arrivare ai 10 km in un'ora nella corsa, 30 km in un' ora nel ciclismo e 3 km di nuoto in un'ora (nel mio caso). Ragguinti questi traguardi, cercare di mantenerli o cercare di migliorarsi? A che scopo migliorarsi ulteriormente, se comunque facciamo un'ora di sport al giorno a buona intensità e riusciamo a mantenere il peso forma (IMC 22 grasso corporeo)?

 

 

 

 

Fare sport intensamente costa fatica e non tutti riescono a farlo diventare un'abitudine come lavarsi i denti, ma hanno bisogno di una buona dose di passione, che tuttavia va incanalata in modo corretto altrimenti diventa controproducente. Il problema della passione è che richiede sempre nuovi stimoli, richiede una evoluzione, altrimenti la motivazione diminuisce e viene meno la voglia di soffrire, la fatica aumenta sempre di più e si rischia di mollare. Il miglioramento continuo è una molla formidabile che ci dà la motivazione per spingere sempre più al fine di raggiungere i nostri limiti fisiologici. Bisogna tuttavia comprendere che prima o poi si raggiungono i propri limiti e non si progredisce più, e allora che si fa? Si possono fare molte cose... Per esempio mollare tutto. Per esepio incorrere in infortuni continui, come capita spesso a chi sceglie un solo sport ad alto rischio come la corsa o il calcio, fino a non poter più praticare sport.

Oppure si può scegliere una strategia multisport, che limita drasticamente la probabilità di infortunio, e che ritarda di molti anni il raggiungimento delle massime prestazioni. Tuttavia, prima o poi anche con la strategia multisport bisogna capire che i fattori la cui somma dà la nostra motivazione non possono essere costituiti solo dalla voglia di migliorarsi, ci vuole anche altro.

 

 

La motivazione salutistica è certamente una molla molto potente, che non farei rientrare nell'ambito della passione, quando piuttosto delle abitudini. L'esempio del lavarsi i denti è interessante: se non ti lavi i denti, provi fastidio perché hai la sensazione di avere la bocca sporca, hai l'alito cattivo, e sai che dopo qualche mese avrai seri problemi di salute orale. Tutti fanno inconsciamente questo ragionamento e si lavano i denti tutti i giorni. Tuttavia, c'è modo e modo di lavarsi i denti: da quando ho dedicato un po' di attenzione al problema ho imparato in qualche settimana a lavarmi bene i denti e la lingua ho eliminato i piccoli problemi di gengive sanguinanti che avevo in precedenza.

Per lo sport vale lo stesso principio: bisogna farlo diventare un'abitudine, una cosa che se non si pratica, si vive peggio. Per esempio perché si può mangiare meno, perché si diventa deboli, non si scarica lo stress, compaiono mal di schiena e altri acciacchi, ecc. Però non si deve solo praticare, senza studiare prima come praticarlo bene: ecco che bisogna dedicare del tempo anche alla teoria, leggendosi qualche libro o facendosi aiutare dagli esperti.

Poi le motivazione vengono da sè, basta guardarsi attorno e non essere statici. Un paio di esempi.

Dieci anni fa il mio rapporto con lo sci si era incrinato, non mi divertivo più dopo 20 anni di divertimento. Poi sono nati i nuovi modelli di sci, i "carving", e la mia sciata grazie a questi nuovi attrezzi ha fatto un salto di qualità enorme. Ricordo come se fosse ieri quando noleggiai i primi carving a Pampeago: sul muro ghiacciato della pista dell'Agnello piegavo talmente tanto che sentivo i pantaloni della tuta strisciare sulla neve a livello dei polpacci. La passione per lo sci è rinata.

Dopo 2 anni di allenamento "scientifico" i miei tempi a nuoto non miglioravano più e iniziavo a stancarmi. Ora ho scoperto un nuoto metodo di allenamento che ha rivoluzionato completamente il mio modo di nuotare: in 2 settimane sono passato da 25 a 18 bracciate per vasca. Ora vado in piscina con un entusiamo pari a quello di un bambino che si alza la mattina di Natale con i regali che lo aspettano sotto l'albero. So bene che anche questa fase finirà... Ma sono certo che me ne aspetta un'altra, se saprò cercarla.

 

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