Hard discount

Caro Tibaldi,
vorrei ancora ringraziarti per i consigli illuminanti che mi hai dato sui vari argomenti che ti ho proposto.
Ci sono ancora tante cose che mi incuriosiscono e che mi capitano quando vado a fare la spesa.
Io sono una sostenitrice degli Hard Discount.

 

 

Questa passione l'ho sviluppata durante i miei soggiorni all' estero, in special modo in Germania, dove mi pare di aver notato che tali supermercati sono molto più dignitosi (oltre che oltremodo più convenienti) di quelli italiani.

Tra i miei familiari e tra le persone che conosco invece c'è molta diffidenza e vige di norma il criterio: poco costoso = molto scadente.

Io invece vorrei indagare meglio e scambiare opinioni sull' argomento con persone informate "capaci di aiutarci a fare la spesa"

Nell' HD **** ho trovato:

Farina 0,28 Euro;

Cioccolata 0,35 Eurox100g (combinazione meravigliosa ma che suscita anche molta diffidenza per la qualità del grasso adoperato nella fabbricazione);

Cioccolata fondente a 2,50 euro al chilo- anche questa un po' diversa nella scioglievolezza rispetto a quelle di marche più note);

Latte uht che qualche volta si conserva anche a busta aperta fuori dal frigo -questo mi è successo a Francoforte.

Ivana

Ps . ho notato che rispondete anche di domenica. Ma non vi riposate mai?

Cara Ivana,
ti ringraziamo per i complimenti. Di solito nel week end riposiamo, ma se c'è l'occasione non perdiamo tempo per rispondere al più presto alle mail di tutti i visitatori.
La tua email mi da lo spunto per parlare di un argomento difficile: la qualità degli alimenti. Non a caso abbiamo inserito una sezione apposita, dove cerchiamo di dare dei consigli su come acquistare le varie tipologie di alimenti in base a criteri di qualità oggettivi.

 

 

Stabilire dei criteri oggettivi riguardo la salubrità è piuttosto semplice, poiché nella maggior parte dei casi basta evitare alcuni ingredienti (vedi oli e grassi idrogenati, oli e grassi vegetali, nitriti e nitrati), forse solo le carni richiedono un po' più di attenzione.

Per quanto riguarda il gusto, invece, la questione cambia totalmente per varie ragioni. Alla base c'è il famoso detto: non è buono ciò che è buono, è buono ciò che piace! Il gusto si abitua e quindi non esiste un criterio di bontà assoluto, ma dipende dall'esperienza sensoriale del soggetto.

Esempio: io sono un grande appassionato di formaggi. Spesso vado a mangiare da un amico che conosce questa mia passione e mi propone sempre un formaggio diverso, acquistato al supermercato, dove la qualità media è molto al di sotto del mio standard. Ovvio che non potrà mai stupirmi, se ha fortuna mi proporrà qualcosa che non disdegno, ma spesso mi presenterà formaggi in cui trovo evidenti difetti.
Ma non è vero il contrario! Cioè se io gli propongo un formaggio di altissima qualità, super ricercato, non riuscirà a cogliere le sfumature che colgo io, non proverà il piacere che provo io a mangiarlo, alla peggio non gli piacerà nemmeno perchè magari il suo palato non è abituato a certi aromi e sapori.

Se il gusto non intervenisse come fattore determinante in una alimentazione sana, allora non ci sarebbero problemi. In realtà questo non è vero: gli alimenti di qualità elevata spesso hanno più sapore e se può utilizzare meno a parità di calorie e di gusto.

 

 

Garbage in, garbage out, come dicono gli inglesi, ovvero se cucino benissimo un alimento cattivo, avrò un risultato comunque deludente.

Questo è uno dei concetti alla base della cucina Sì: cucinare con alimenti di bassa qualità costringe ad aumentare i grassi per raggiungere un livello minimo di appetibilità.

È la strategia dei ristoranti di medio e basso livello: per coprire la scarsa qualità degli ingredienti aumentano olio e/o burro e il gioco è fatto. L'utente medio del ristorante ha un palato poco fine e dice: buono! Mi capitano esperienze simili ogni volta che mi trovo in compagnia a mangiare fuori.

Vorrei anche aggiungere che spesso chi non è interessato in ciò che mangia, nel senso che il suo interesse non va oltre il piacere fisico che gli da il cibo, non ha "rispetto" per il cibo e invece di assaporare a fondo i cibi, li ingurgita con fretta e disinteresse.

Nel caso mio e del mio amico, mentre io guardo, tocco, annuso il formaggio, lui ne ha già mangiati 50 g. Mentre ne mangia altri 50, io assaggio il mio pezzetto da 30 g e sono soddisfatto.

Tuttavia non è possibile trovare il giusto criterio per descrivere la qualità "minima" di un alimento, che come abbiamo detto dipende dai gusti e dall'interesse personale per il dato alimenti: l'unica cosa che si può fare è sensibilizzare, indirizzare verso il consumo di alimenti di qualità più elevata, avere una concezione diversa del cibo.

Dopo questa premessa (che già dovrebbe farti capire il seguito), parliamo di Hard Discount.
Io ne ho frequentato uno durante l'università. Non li boccio in toto, trovo che alcuni prodotti abbiano un rapporto qualità/prezzo accettabile, tuttavia ora penso che non ne valga la pena.

Il motivo è semplice: visto che possiamo mangiare poco (per rimanere magri) almeno cerchiamo di mangiare cose buone! I prodotti dell'HD costa poco perché la qualità è bassa: questo non significa necessariamente che tutti i prodotti siano dannosi per la salute, ma sicuramente che il loro gusto è mediocre.

Se proprio vuoi risparmiare, esistono altre strade: lo yogurt dell'HD costa poco, ma se lo fai in casa spendi ancora meno.

Per il pane vale lo stesso principio.

Fare le marmellate in casa è piuttosto semplice: ieri ho fatto una stupenda composta di mele renette e zenzero in un'ora e mezza (sterilizzazione dei vasi inclusa), mentre facevo stretching tornato da un giro in mountain bike.

Per quanto riguarda i prodotti che hai citato:

Farina 0.28 cent al kg: se costasse 1 euro cosa pensi di risparmiare? Non so di quante persone è composto il tuo nucleo famigliare, io con una farina da 1,80 euro al kg ci faccio 1,5 kg di pane che mi dura una settimana. Con la tua farina risparmierei 1,3 euro la settimana!

Cioccolata 0,35 euro/100 g: la cioccolata è un'altra delle mie passioni. Esagerando me ne posso permettere 20 g al giorno. Io spendo fino a 4,50 euro/100 g per un cioccolato di alta qualità, circa una volta al mese (sparisce sempre troppo in fretta, quindi non lo tengo sempre in casa!). Risparmierei 4,15 euro al mese! Idem per il fondente.

Per prodotti ipercalorici (olio di oliva, burro, cioccolato, creme spalmabili, biscotti, ecc.) spesso non occorre risparmiare se il consumo è compatibile con il mantenimento del peso forma!

Latte uht: il fatto che si conservi anche fuori dal frigofero può nascondere l'utilizzo di conservanti (illeciti), o una sterilizzazione spinta che impoverisce il latte di sostanze nutritive.

In ogni caso, il latte uht dovrebbe avere le stesse proprietà nutritive di quello fresco, quello che cambia è il gusto (il sapore di "latte bollito" che ha l'uht è dovuto alla formazione di composti solforati con le alte temperature della sterilizzazione). Ti rimando all'articolo sulla qualità del latte per i dettagli.

 

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