Natto giapponese

Il nattō (si pronuncia con la o finale lunga) è uno dei piatti più strani della cucina giapponese, a base di fagioli di soia fermentati, difficilmente affrontabile sia per noi occidentali che per i giapponesi stessi che spesso lo mangiano controvoglia dicendo "fa bene alla salute", un po' come se fosse una medicina. I giapponesi ritengono il nattō il piatto più equilibrato e nutriente in assoluto, molto ricco di vitamina K, di vitamina C e di svariati sali minerali (soprattutto ferro, calcio e magnesio).

 

 

Dal punto di vista della composizione in macronutrienti il nattō è composto per il 55% di acqua, il 18% di proteine, l'11% di grassi, il 5% di fibre e il 5% di zuccheri. 

Dalla consistenza viscida, dall'odore molto forte, il nattō è un alimento tradizionale delle regioni orientali del Giappone dove viene servito con riso basmati bianco, salsa di soia, mostarda e cipolla verde giapponese cruda (simile ai nostri cipollotti). Si mangia con le bacchette e la sua peculiarità sta proprio nel fatto che i fagioli di soia si incollino tra di loro formando filamenti biancastri.

 

 

Ma il nattō può essere servito anche dentro la zuppa di miso, abbinato ai noodles, aggiunto all'impasto del tamago (una sorta di frittata giapponese, come sushi (dentro i maki) o come ripieno di sandwich e toast.

Chi lo ha assaggiato dice che ricorda il gorgonzola.

Origine e produzione del nattō

Natto

Secondo gli storici il nattō è stato inventato per una casualità, durante il Medioevo quando i guerrieri giapponesi dovevano smontare velocemente gli accampamenti e avvolgevano la soia appena cotta in stuoie di paglia di riso. La soia lasciata così fermentava e furono proprio i samurai i primi a nutrirsi di nattō. In alcuni supermercati giapponesi ancora oggi si possono trovare le tradizionali confezioni in paglia di riso in vendita.

La materia prima da cui partire sono i fagioli di soia della varietà più piccola, poiché il processo di fermentazione sarà in grado di raggiungere più facilmente il centro del chicco. I fagioli vengono lavati e ammollati per un periodo variabile di 12-20 ore, periodo in cui aumenteranno la loro dimensione. Successivamente, i semi di soia vengono fatti cuocere al vapore per 6 ore e quindi mescolati con il battere Bacillus subtilis natto (il bacillo del fieno, contenuto naturalmente nella paglia di riso). Quindi si procede alla fermentazione a 40°C per un massimo di 24 ore. Successivamente il nattō viene raffreddato, quindi stoccato in frigorifero dove si conserva per massimo una settimana.

Questo procedimento può essere fatto anche in casa con una pentola a pressione per accorciare i tempi (vedi video).

In Italia nei negozi asiatici più forniti si può trovare il nattō già pronto e confezionato in vaschette nel reparto frigo.

 

 

 

 

Ultimi articoli sezione: Alimentazione

Colesterolo alto? Non eliminare il latte (anche intero)!

Il latte intero è uno degli alimenti che si consiglia di eliminare o ridurre in caso di colesterolo alto. Ma a quanto pare è un consiglio inutile.

Corbezzolo

Il Corbezzolo è considerato in Italia un frutto nazionale per via dei suoi colori.

Latte Omega 3 - Benefici - Abbassa il colesterolo?

Il latte omega 3 è un normale latte al quale vengono addizionati, solitamente tramite l'aggiunta di olio di pesce, i famigerati grassi omega 3.

Vongola

Le vongole, la pesca, l'allevamento, gli usi in cucina e le tipologie più diffuse in Italia (veraci, comuni, lupini).

 

Erogatore d’acqua in azienda o in ufficio, una soluzione comoda e vantaggiosa

Erogatore d’acqua in azienda o in ufficio, una soluzione comoda e vantaggiosa sia dal punto di vista pratico che economico.

Smen (burro fermentato)

Lo smen è il burro salato e fermentato tipico della cucina mediorientale e magrebina. È un prodotto affine al ghee indiano e al niter kibbeh della cucina etiope.

Riso venere: un riso tutto italiano, esclusiva Scotti dal 2021

Il riso venere: un particolare tipo di riso dal chicco nero di origine asiatica ma coltivato anche in Italia.

Fecola di patate: a cosa serve, sostituti e caratteristiche

La fecola di patate viene usata per ricette dolci e salate anche in campo industriale, apprezzata per le sue proprietà addensanti.

Accedi ai servizi gratuiti

Se sei già registrato, clicca qui per accedere ai servizi gratuiti:

  • Database Alimenti
  • Calcola Ricetta
  • Slot Machine

Altrimenti, clicca qui per registrarti gratuitamente.