Anche i ciclisti piangono...

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Ciao Andrea, non mi dire niente ma ho adottato la corsa come unico sport in quanto è uno sport fantastico... Mi diverto a correre, ho raggiunto facilmente il peso forma e sono migliorato molto esteticamente raggiungendo il fisico che volevo io (magro e snello)... Io faccio 4 uscite la settimana da 50 min l'una, perche' se provo a fare di piu' le articolazioni si amentano. Appunto di questo che vorrei parlarti: io ho 22 anni e gia i dolori alle articolazioni si fanno sentire (mi fa male il ginocchio sinistro)... Leggendo i tuoi articoli non potrò correre a lungo causa infortunio. Io uso scarpe ammortizzate della Mizuno che mi proteggono discretamente e, volevo chiederti quali altri accorgimenti potrei seguire per abbassare la probabilità di infortunio... Grazie in anticipo

 

 

La soluzione più semplice è correre meno (per esempio fare solo 3 uscite). Dovresti trovare il volume di allenamento (km per seduta e km alla settimana) che non fa venire il male al ginocchio.

La seconda è quella di correre più piano, magari fai 2 uscite di fondo lento e 2 alla solita velocità e vedi cosa succede. Il tuo ginocchio forse deve solo abituarsi alla sollecitazione, gradualmente.

La terza è l'indagine medico-sportiva: se non è un dolore dovuto al semplice sovraccarico del sistema articolare (banalmente, il tuo fisico ti consente di arrivare fino a lì, e poi si rompe), potrebbe esserci una causa patologica (per esempio menisco lesionato) e la situazione potrebbe risolversi con una operazione o con opportuni trattamenti. Una visita da un buon ortopedico potrebbe fare al caso tuo.

 

 

La soluzione migliore in assoluto? Il cross training. Se per esempio infili una uscita in bicicletta oppure una seduta in piscina la settimana e corri solo 3 volte probabilmente i problemi rientreranno subito. So come ti senti ora: ti sei appassionato a uno sport e desideri fare solo quello perché stai ottenendo le prime grandi soddisfazioni. Ma alla lunga lo paghi! Tra qualche mese non ti accontenterai più della corsetta, vorrai allungare le uscite e correre sempre più forte... Fino a che non scoprirai veramente i tuoi limiti (e ti infortunerai seriamente).

Giovedì ho fatto la mia prima gran fondo, la "10 colli bolognesi", giro corto, 100 km e 1500 m di dislivello. L'ho fatta insieme a un amico con prestazioni simili alle mie, e ci siamo divertiti un sacco, è stata la "gara perfetta". Ci siamo fermati brevemente a tutti i ristori, divertendoci a deridere la scarsa qualità di alcuni integratori e merendine e facendo scorta per una settimana di banane secche e albicocche, abbiamo scherzato con alcuni compagni di avventura (per esempio con uno che ci ha fatto sputare sangue sulla salita più lunga... Solo che lui era su una in mountain bike di 15 kg con le ruote grosse!), ci siamo divertiti tirare un gruppone in discesa ai 45 all'ora e a commentare la muscolatura di alcuni partecipanti... Dubitando della loro "naturalità".

 

 

Media finale: 27 km/h. Non ci siamo di certo risparmiati, ma potevamo sicuramente andare più forte. Alla fine il mio amico, che qualche anno prima l'aveva fatta tirando alla morte, era arrivato con una media di 32 km/h. Mi ha confessato che si è divertito di più questa volta, confermando le mie impressioni.

Dopo la gara ero veramente contento. In genere dopo queste prestazioni il giorno dopo si ha una voglia matta di tornare in sella, di tornare a provare le stesse sensazioni, di lavorare per fare meglio la prossima volta. Io non ci tengo per niente e sono andato a nuotare. Andare più forte significa tirare di più in salita, rischiare di più in discesa, non fermarsi ai ristori, non scherzare né parlare mai rimanendo sempre concentrati.

Tirare di più in salita significa rischiare infortuni alle ginocchia (sì, anche in bici ci sono i sovraccarichi, non solo nella corsa), e soprattutto rischiare di più in discesa significa rischiare cadute con conseguenze potenzialmente drammatiche. Nella discesa più ripida c'era l'ambulanza che tirava su uno finito al di là del guard rail, dopo essere arrivato lungo in una curva. Se per arrivare 20 minuti prima devo rischiare di finire sotto a un camion... Dico "no grazie".

Morale della favola? Un amatore a mio parere dovrebbe praticare sport intensamente, ma non al limite come un professionista.Praticare un solo sport, e soprattutto la corsa (dove spesso non c'è altro divertimento se non guardare il cronometro) porta facilmente all'esasperazione della prestazione e a tutti i problemi che questo comporta. 

 

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