Quando le diete funzionano

Indice delle risposte pubblicate

Ricevo molte email che mi contestano gli articoli sulle varie diete, soprattutto sulla zona e su Montignac. Il comune denominatore di queste email è l'insoddisfazione per il fallimento della dieta compilata da uno o più dietologi, e il successo dell'approccio di Montignac o della zona. Gli amici del sito sanno bene che si dimagrisce solo assumendo meno calorie di quelle che si consumano... Ma allora perché i dietologi (che compilano diete ipocaloriche!) falliscono e i metodi basati sull'indice glicemico risolvono il problema?

 

 

Il segreto di questi approcci è tutto nel coinvolgimento del soggetto, diversissimo nei due casi.

Prendiamo in considerazione l'approccio del dietologo: ci visita, ci fa qualche domanda, ci prescrive una dieta, spesso molto "standard", e ci manda per la nostra strada; magari ci fornisce qualche consiglio, ma sicuramente nulla di illuminante. La dieta funziona, ma è difficile da seguire e la fatica si fa sentire in fretta, non abbiamo stimoli e lo sgarro è dietro l'angolo. Dopo qualche settimana, o qualche mese per i più determinati, la dieta finisce e magari abbiamo ottenuto anche buoni risultati, poi, nel giro di qualche mese, si torna a mangiare come prima e l'ago della bilancia sale inesorabilmente ai livelli precedenti. Fallimento totale.

Colpa del dietologo? Colpa della dieta mediterranea? Andiamo avanti.

Secondo approccio: compriamo un libro che ci dice che tutto quello che ci hanno detto i dietologi fin'ora erano baggianate, le calorie non servono a nulla, i carboidrati, quelli sì che sono il vero colpevole, soprattutto quelli ad alto indice glicemico, che stimolano l'insulina ecc ecc. Tra le righe del libro troviamo grandi conferme, vediamo descritte esattamente le nostre situazioni, i nostri precedenti fallimenti, e non ci par vero di averne identificate le cause. Finalmente abbiamo capito tutto! Il libro parla chiaro: per non fallire di nuovo, dobbiamo seguire questo modello per sempre, ma tanto posso mangiare di tutto, d'altronde il titolo del libro è "dimagrire per sempre mangiando normalmente!". Iniziamo la dieta, e dimagriamo... Funziona! Ci abituiamo lentamente al nostro nuovo piano alimentare, che se non siamo sfortunati, ottiene buoni risultati in termini di dimagrimento; scegliamo noi quello che mangiamo, certo, ci sono tanti vincoli, ma rispetto alla dieta precompilata, abbiamo più libertà di scelta e la dieta è meno faticosa. Dopo essere dimagriti molto, anche se siamo lontani dal reale peso forma, almeno questa volta non ingrassiamo più, perché ora sappiamo come mangiare: abbiamo capito il segreto, mai più pizza, mai più piatti di pasta da 200 g, mai più lasagne e tortellini, mai più abbuffate di carboidrati. Ci godiamo la nostra bisteccona e non ingrassiamo, alla faccia di quelli che seguono ancora le diete dei dietologi, i miseri 80 g di riso in bianco!

 

 

Avete capito perché i vari Montignac vincono sui dietologi?

Perché coinvolgono in prima persona il soggetto che studia, capisce, e si costruisce una coscienza alimentare.

Ma allora perché il rompiscatole Tibaldi denigra tutti questi modelli alimentari che qualche risultato lo ottengono?

Per dimagrire bisogna assumere meno calorie di quelle che si consumano (NESSUNO è stato ancora in grado di contestare questa affermazione).

Qualunque metodo faccia assumere meno calorie ottiene un certo dimagrimento. Se questo metodo è seguito per la vita, il risultato è duraturo.

Montignac, la zona, la dieta a punti, sono tutti modelli alimentari che fanno assumere meno calorie, e per questo funzionano. Il problema è che la riduzione calorica non viene promossa come la soluzione, anzi viene contestata dagli autori di questi metodi, che puntano invece sugli aspetti metabolici (indice glicemico in primis) sopravvalutandoli decisamente.

 

 

Ovvio che il soggetto, che nulla sa di scienza dell'alimentazione, di fronte al fatto che dimagrisce e mantiene i risultati raggiunti, pensa che gli inventori di queste diete siano dei geni e abbiano fregato tutta la comunità scientifica internazionale. In realtà, gli hanno solo venduto uno dei tanti metodi che riducono le calorie giornaliere in modo intelligente (o meglio, non stupido): aumentando la quota degli alimenti sazianti e riducendo quella degli alimenti poco sazianti. Al soggetto non par vero di non aver fame e dimagrire, e grida al miracolo.

Nelle mie critiche io contesto proprio questo: il fatto che si "truffino" le persone dicendo che le calorie non servono a nulla, quando se il dimagrimento c'è, è dovuto proprio alle calorie in meno!

Ma c'è dell'altro.

Un conto è perdere 10 kg e arrivare al peso forma, un conto è perderne 10 quando si è in sovrappeso di 30.

Spessissimo il soggetto che ottiene risultati dimezza il sovrappeso ma non raggiunge il peso forma, perché per arrivare al peso forma occorre un controllo preciso delle calorie consumate che questi metodi non offrono.

L'attività fisica viene spesso sottovalutata e viene spesso consigliata un'attività troppo blanda, quando in realtà è necessaria e deve essere sufficientemente intensa.

Come esprimo in modo dettagliato in questa risposta, senza attività fisica è praticamente impossibile (per il 90% delle persone) mantenere il peso forma, e questa attività fisica dovrebbe essere mediamente intensa e praticata per almeno 3-4 ore la settimana, meglio se 5-6. Ovviamente, un metodo che parte da questi presupposti sarebbe veramente impopolare. Quindi, meglio catturare tante persone, farle raggiungere un risultato mediocre (passare dall'obesità al sovrappeso, per esempio) e illuderle di aver risolto il loro problema.

 

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