Chiodi di garofano

I chiodi di garofano sono i boccioli non ancora sbocciati della pianta arborea originaria delle Filippine e delle Molucche Eugenia caryophyllata.

 

 

I chiodi di garofano vengono colti ed essicati al sole due volte l'anno.

In cucina, i chiodi di garofano vengono utilizzati soprattutto nei dolci e nella frutta cotta, per aromatizzare il vin brulè, ma anche nelle preparazioni a base di carne a lunga cottura (stracotti, salmì, stufati), nella marinatura della selvaggina e nelle conserve.

Guida all'acquisto e utilizzo in cucina

Chiodi di garofano

I chiodi di garofano si presentano nella caratteristica forma di chiodo che ne ha tributato il nome. Si utilizzano prevalentemente interi, in infusione, anche se potrebbe essere comodo, per facilitare il dosaggio, ridurli in polvere con un macinaspezie.

I chiodi di garofano hanno un aroma forte, caldo, di tendenza dolce (il dolce è un sapore e non un aroma e quindi è opportuno non fare confusione... Aggiungendo l'aggettivo "tendenza") e piuttosto stucchevole, un po' come la cannella. Il loro utilizzo va quindi ben ponderato, per evitare di rendere troppo stucchevoli i piatti nei quali lo si utilizza.

 

 

L'aroma rilasciato dal chiodo di garofano dipende dal numero di chiodi messi in infusione e dal tempo di infusione, e dalla temperatura del liquido nei quali viene messo in infusione.

Per quanto riguarda i piatti salati, il chiodo di garofano si sposa bene con lae verdure dolci come la cipolla, cipolline e carote, nei sughi a base di pomodoro, soprattutto con i molluschi come il polpo. Viene utilizzato anche per aromatizzare la selvaggina, nelle marinate o in cottura.

Nei piatti dolci, trova il suo naturale abbinamento con le mele, in tutti i dolci in cui viene utilizzato il vino (infatti è l'ingrediente fondamentale nel vin brulè), nei dolci speziati in genere in abbinamento a cannella, anice stellato e pepe.

Per dosare i chiodi di garofano occorre un po' di pratica, anche perché il gusto è soggettivo. In linea di massima, un chiodo di garofano in infusione per almeno 10 minuti è sufficiente per aromatizzare una porzione di un piatto salato o dolce. Se rimane in infusione per un tempo inferiore, allora è opportuno raddoppiare le quantità.

Nelle marinate conviene mantenere le stesse proporzioni: la temperatura del liquido è molto inferiore, ma il tempo di permanenza è decisamente superiore.

Importante: trovarsi un chiodo di garofano sotto i denti può essere una esperienza spiacevole (provare per credere). Toglieteli prima di servire, oppure metteteli da parte nel piatto prima di iniziare a mangiare.

 

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