Birra triplo malto

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Avete mai provato a chiedere una birra triplo malto in una birreria? Fate la prova per poi vedere la faccia del gestore... La birra triplo malto in quanto tale non esiste, è una trovata commerciale, una denominazione che a volte troviamo in etichetta ma che non ci dà indicazioni precise sullo stile con cui viene fatta perchè non è uno stile di birra.

 

 

Più nello specifico la birra triplo malto non è una birra ottenuta con 3 tipi di malto diversi, nè una birra con il triplo della quantità di malto, nè questa denominazione è presente nell'elenco delle birre previste dalla legge italiana (n°1354 del 1962).

L'ipotesi più probabile è che il termine "triplo malto" sia nato scimmiottando il termine "tripel" delle birre belghe, così come il termine "doppio malto" faccia riferimento alle birre "dubbel" belghe.

Ma in Belgio, cosa vogliono identificare con le parole dubbel e tripel?

Ripeto, non sono stili di birra, ma una terminologia commerciale che vuole indicare la corposità di una birra, il suo grado alcolico superiore a quello delle classiche birre. In passato in Belgio i barili delle birre venivano contrassegnati con una, due o tre X a seconda del loro grado alcolico, da qui nacquero i termini "enkel" (solo, unico), "dubbel" e "tripel" malt.

Così, per complicarci un po' le cose, va sottolineato che esistono anche le birre "quadrupel" (quadruplo malto sarebbe in italiano) che sono solitamente birre scure che arrivano fino a 13 gradi alcolici.

La prima tripel belga fu inventata dall'abbazia trappista di Westmalle e indicava la loro birra più forte, più alcolica che era comunque una birra chiara. Seguendo il loro esempio successivamente tantissime altre abbazie e altri birrifici iniziarono a commercializzare la birra tripel.

 

 

Un cliente che chiede una birra doppio malto o triplo malto, quindi, si aspetta una birra forte, con un'alta gradazione alcolica, le triplo malto, infatti, hanno circa 9% di titolo alcolometrico ma questo fattore è dovuto alla presenza di molti zuccheri nel malto d'orzo prima che venga cotto e che poi i batteri (Saccharomyces Cerevisiae e/o Saccharomyces Carlsbergensis) trasformano in anidride carbonica e alcool.

Ma cosa ci dobbiamo aspettare da una birra triplo malto? Oltre al grado alcolico elevato, non si sa, dipende da azienda a azienda, non è detto che sia una birra ambrata o scura, potrebbe anche essere una chiara, non c'è nessuna sorta di codificazione su questo tema. Il più delle volte sono fatte con stile Ale, ma non è sempre detto.

Birra Triplo Malto

Un esempio vincente di birra triplo malto è la Triplo Malto del birrificio artigianale marchigiano Tenute Collesi che così la descrive: "Birra triplo malto non pastorizzata a rifermentazione naturale in bottiglia ottenuta da una selezione di malti opportunamente scelti. È una birra dai profumi di lievito fresco, vaniglia, crosta di pane caldo e miele e caratterizzata da aromi intensi di malto e agrumi con freschi profumi di frutti tropicali, note di ananas ed albicocca". Questa birra ha 9% di gradazione alcolica e ha vinto la medaglia d'oro al WORLD BEER CHAMPIONSHIPS del 2013 e del 2014. Sicuramente incuriosisce, sicuramente la vorremmo assaggiare, basta, però, essere consapevoli che il nome è stato scelto dall'azienda autonomamente e non è uno stile di birra.

 

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