Le differenze tra acqua minerale e acqua del rubinetto

Alcune persone pensano che tra l'acqua in bottiglia e quella del rubinetto non ci siano grandi differenze. In realtà queste due acque non hanno solo origini diverse ma sono anche regolamentate da leggi differenti.

 

 

Per fare un discorso molto breve su tutte queste leggi possiamo dire che le acque destinate al consumo umano in generale devono essere salutari e pulite, inoltre, non devono contenere microrganismi e parassiti e tantomeno altre sostanze in quantità elevate o in concentrazioni tali da diventare dannose per l'organismo.

Un'acqua poi per essere definita minerale deve essere imbottigliata come sgorga alla fonte senza subire alcun trattamento, provenire da sorgenti profonde e protette, inoltre contiene sali minerali che insieme ad alcuni oligominerali possono dare all'acqua delle proprietà benefiche. La quantità di Sali minerali può essere verificata tramite il residuo fisso dell'acqua minerale, riportato in etichetta.

L'acqua del rubinetto, al contrario dell'acqua minerale, può essere chimicamente trattata per garantire la salubrità, provenire anche da falde superficiali e viene distribuita dagli acquedotti

L'origine dell'acqua potabile del rubinetto

Ovviamente l'origine dell'acqua è la prima grande differenza delle due tipologie di acqua. L'acqua minerale, per leggere, deve provenire da sorgenti o falde sotterranee che risultano protette e incontaminate da organismi patogeni e sostanze chimiche.

 

 

Arriva sulle nostre tavole, imbottigliata, direttamente dalla fonte e ha un'etichetta dove è possibile controllare la composizione, la provenienza e molte altre informazioni.

L'acqua potabile del rubinetto, invece, viene generalmente prelevata da diversi fonti come per esempio: fiumi, laghi, falde superficiali o sotterranee che, dove ci fosse la necessità, può essere trattate con la disinfestazione batterica.

Per effettuare questi trattamenti vengono utilizzati agenti chimici come l'ipoclorito di sodio, il biossido di cloro e il cloro gassoso. Altri trattamenti più aggressivi vengono utilizzati quando l'acqua del rubinetto presenta alterazioni chimiche o altri elementi indesiderati.

Quali controlli vengono fatti?

 

 

L'acqua potabile del rubinetto è maggiormente soggetta a contaminazione batteriologica e chimica. Questo perché spesso viene prelevata da falde acquifere superficiali e viaggia nelle condutture per chilometri.

Viene potabilizzata attraverso dei trattamenti che possono anche lasciare tracce nell'acqua che arriva al rubinetto. La legge prevede comunque i controlli di alcuni parametri di queste acque come quelli per il clorito, il bromato e molti altri.

L'acqua minerale teoricamente non avrebbe bisogno di particolari controlli visto che proviene da fonti sicure, giacimenti profondi e viene anche imbottigliata all'origine. Tuttavia, centinaia di controlli vengono effettuati lungo tutta la filiera, sia dall'azienda che dalle autorità preposte per garantire che la purezza originale non sia stata in alcun modo alterata. Oltre a questi controlli quotidiani, se ne aggiungono altri previsti dalla legge, relativi alla composizione, infatti ogni 5 anni l'etichetta deve essere rinnovata, a conferma che l'acqua sia sempre costante nella composizione.

I controlli di qualità dell'acqua da parte delle aziende vengono fatti per controllare le caratteristiche biologiche, chimiche e fisiche. Vengono anche analizzate le caratteristiche microbiologiche degli ambienti, dei macchinari e degli impianti, ma anche dei materiali di confezionamento e di tutta la filiera di distribuzione.

Vengono giornalmente effettuate analisi chimiche, batteriologiche e vengono prelevati numerosi campioni per poter verificare il mantenimento di tutte le caratteristiche organolettiche. Anche se solo uno di questi dati durante le analisi fosse fuori dal limite legislativo consentito, in automatico, verrebbe perso il riconoscimento ministeriale e di conseguenza non potrebbe essere più commercializzata.

 

 

 

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