Pizza, resveratrolo e disinformazione...

Come abbiamo più volte avuto modo di sottolineare, i giornalisti fanno spesso disinformazione o seminformazione perché incatenati da logiche di mercato. Da un lato c'è la necessità di fare sensazione, per avere una notizia che "fa scoop", dall'altro ci sono spesso forti interessi commerciali da difendere. Vediamo qualche esempio.

 

 

La pizza e il rischio di tumori

In rete abbiamo trovato il seguente comunicato:

"Uno studio italiano ha rilevato che il consumo di pizza è associato a un rischio ridotto dei tumori dell'apparato digerente. I sostenitori dello studio credono nei benefici della dieta mediterranea nella lotta contro i tumori."

Leggendo bene, però. si scopre che:

"Studi precedenti avevano associato direttamente i carboidrati con i tumori del colon e del retto. Poiché la pizza contiene carboidrati, gli autori suggeriscono che la sua influenza favorevole possa essere correlata al pomodoro o all'olio di oliva, che sono stati favorevolmente associati al rischio di vari tumori."

Ma se la pizza contiene fattori favorevoli (olio di oliva e pomodoro) e sfavorevoli, e i fattori favorevoli sono separabili da quelli sfavorevoli, perché non consigliare solo i primi?

Evidentemente il massaggio sarebbe stato molto meno sensazionale, e molto meno promotore dell'alimento pizza...

 

 

Vino e resveratrolo

Resveratrolo

Uno dei cavalli di battaglia dei sostenitori del consumo di vino riguarda gli effetti benefici del resveratrolo, contenuto soprattutto nel vino rosso.

La ricerca ha indicato come quantità ottimale 50 mg al giorno, affinché svolga una attività antitumorale e cardioprotettrice.

In rete ho trovato una ricerca molto interessante sul contenuto di resveratrolo nell'uva e nel vino.

Innanzitutto risulta chiaramente che il contenuto di resveratrolo nell'uva è superiore di una quantità che va dal 40% al 100% rispetto a quello del vino.

Ma allora perché gli esperti consigliano di bere vino "perché contiene resveratrolo", non potrebbero consigliare al suo posto il consumo di uva, almeno in stagione, che ha il vantaggio di non contenere alcool e di avere meno calorie?

Ma c'è di più. Provate a fare due conti: per ottenere 50 mg al giorno di resveratrolo occorrono, in media, più di 10 kg di uva oppure 20 litri di vino. I dati si commentano da soli: nè l'uva nè il vino possono aiutarci ad assumere abbastanza resveratrolo!

Viene da chiedersi allora se informazione salutistica si fa secondo una logica etica (la salute in primo piano), o la si "adatta" a seconda delle logiche di mercato...

 

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