Ionoforesi: definizione, applicazioni, vantaggi e svantaggi

Ionoforesi: cos'è e come si fa

La ionoforesi è una tecnica usata per somministrare un farmaco attraverso una corrente continua. Essa fa parte delle tecniche chiamate "elettroterapiche" che si suddividono in due grandi tipologie: quelle in corrente continua e quelle in corrente alternata. Fra le prime, oltre alla ionoforesi, troviamo la galvanoterapia, mentre tra le seconde abbiamo la TENS, l'elettrolipolisi e tante altre.

 

 

Per la ionoforesi si utilizza una corrente a bassa intensità, dai 5 ai 10 milliampere, che viene emanata da un generatore ed inviata a due elettrodi, uno con polarità positiva e uno con polarità negativa, messi a contatto con la cute in punti diversi a seconda del tipo di trattamento e farmaco da somministrare.

Prima del trattamento, la zona interessata deve essere pulita e sgrassata, in modo da facilitare l'adesione degli elettrodi all'epidermide. Successivamente, il farmaco da veicolare viene applicato su uno degli elettrodi, a seconda del tipo di molecola usata, e poi sulla cute, per una durata totale di 20 minuti circa di somministrazione. 

Il prezzo della ionoforesi è diverso a seconda della città in cui viene effettuata ma anche in dipendenza dello scopo e del tipo di trattamento effettuato. In genere, le applicazioni cosmetiche hanno prezzi inferiori rispetto a quelle per scopi medici. Sono in genere necessarie più sedute, ciascuna delle quali ha un prezzo medio che va dai 10 ai 15 euro. 

 

 

Applicazioni della ionoforesi

La ionoforesi viene utilizzata in diversi campi come odontoiatria, dermatologia, cosmesi e fisioterapia. 

In particolare, un'applicazione interessante è nel trattamento dell'iperidrosi, ossia nel caso di disturbi della sudorazione. In questo caso si utilizza una corrente pulsata, che è meglio tollerata dai pazienti, soprattutto in caso di eccessiva sensibilità. Attraverso questa tecnica viene somministrata acqua corrente di rubinetto. In questo modo si evita l'uso di farmaci o di operazioni chirurgiche che possono anche avere degli effetti collaterali, oltre che essere più costose. Gli effetti della ionoforesi sull'iperidrosi sono quelli di ispessimento della cute, determinando il blocco della fuoriuscita del sudore. Questo è dovuto al fatto che vengono otturati i canali delle ghiandole sudoripare ed inoltre anche al blocco dei recettori nervosi che mandano l'impulso per la produzione del sudore. L'esatto meccanismo d'azione della ionoforesi sulla produzione del sudore non è, però, ancora ben compreso. 

Altre applicazioni di questa tecnica sono per la cellulite, l'artrosi, i dolori muscolari e le nevralgie, così come anche nel caso di eccessiva sensibilità dentale. In particolare, in odontoiatria la ionoforesi viene usata per la profilassi anticarie, la cura delle gengiviti, per rendere lo smalto dei denti più forte e, in generale, per il sostegno di altre procedure odontoiatriche. 

 

 

La ionoforesi viene usata anche per alcuni problemi legati alla salute dei capelli. In passato veniva usata per la terapia al trigemino. Ora il suo uso è stato sostituito da tecniche e trattamenti più efficaci per questo scopo. 

In generale, vi sono farmaci che vengono somministrati in seguito all'applicazione sull'elettrodo positivo, come le vitamine B1 e B2, la novocaina, la carbaina e il cortisone. Altri vengono, invece, applicati nell'elettrodo negativo, come l'acetilato di lisina, il ketoprofene, il flumetasone e altri. Vi sono farmaci che possono essere messi in entrambi i poli, come la benzidamina cloridrato.

In generale, le parti del corpo principali in cui viene effettuata la ionoforesi sono le mani e i piedi, ma anche le ascelle, gli arti superiori ed inferiori, l'addome, i glutei e i fianchi. Esistono tecniche apposite di ionoforesi per il trattamento del viso. In questo caso si usano maschere specifiche realizzate in materiale spugnoso. Si utilizza come supporto alla seduta, una somministrazione di vitamina C, per accentuare l'effetto antirughe e di riduzione delle macchie cutanee. Anche in questi casi, la seduta dura 20 minuti circa e successivamente è necessario evitare l'esposizione solare. 

La ionoforesi funziona davvero?

La ionoforesi ha diversi vantaggi rispetto alla somministrazione classica del farmaco. Innanzitutto permette di evitare gli effetti collaterali che altre vie di introduzione delle sostanze provocano. Inoltre, i tempi di guarigione sono anche minori e non è necessario aggiungere eccipienti al farmaco. Infatti, ciò che viene somministrato è solo il principio attivo, direttamente veicolato nella parte del corpo da curare. Questo permette quindi di evitare i fenomeni avversi, come le allergie o danni ad organi e tessuti, che alcuni eccipienti possono provocare. 

Dopo la ionoforesi, non si ha in genere dolore, se non qualche leggero fastidio, avvertito soprattutto durante le fasi iniziali del trattamento, ma che non risulta limitante per l'applicazione della tecnica. La ionoforesi può avere, invece, un effetto antidolorifico, perchè va ad aumentare la soglia di eccitabilità delle terminazioni nervose. 

Un altro effetto positivo della ionoforesi è il fatto che il farmaco venga rilasciato più lentamente nel corpo, si accorcia cioè la sua emivita, ossia il tempo in cui si dimezza la concentrazione plasmatica del farmaco. Questo è dovuto al fatto che il farmaco va ad accumularsi negli interstizi dei tessuti in cui penetra, grazie all'interazione tra gli ioni rilasciati e le proteine plasmatiche. Di conseguenza, con la ionoforesi, l'azione del farmaco è prima locale e poi, in seguito alla sua diffusione attraverso il sangue e la linfa, va ad agire a livello sistemico. 

Svantaggi della ionoforesi

Non tutti gli esperti sono concordi nel ritenere la ionoforesi efficace e ne sottolineano gli aspetti negativi. I principali che vengono in genere attribuiti a questa tecnica, sono legati alle caratteristiche di alcuni farmaci somministrati. Infatti, non tutti sono adatti a questa modalità di veicolazione, in quanto vi sono principi attivi che non sono in grado di superare la cute perchè hanno un peso molecolare troppo elevato. Inoltre, il farmaco viene ionizzato durante la somministrazione con ionoforesi, per cui può facilmente esserne alterata l'efficacia in seguito, soprattutto, alla modificazione delle sue caratteristiche fisico-chimiche. 

In caso di applicazione di ionoforesi sul viso, è possibile che si verifichi un formicolio più accentuato rispetto ad altri parti del corpo, che avviene, però, solo durante la seduta. Inoltre, successivamente al trattamento, la pelle potrebbe bruciare o essere un po' irritata.

Controindicazioni della ionoforesi

La ionoforesi non può essere effettuata su alcune categorie di pazienti. Fra questi abbiamo i portatori di pacemaker o impianti cardiaci in generale, così come anche in caso di portatori di spirale uterina e di protesi metalliche

La ionoforesi andrebbe evitata in caso di gravidanza, neuropatie multiple, epilessia, aritmia cardiaca e lesioni della cute. In quest'ultimo caso, l'applicazione della tecnica potrebbe causare ustioni in seguito all'emanazione della corrente sulla cute lesa. 

 

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