Esami per la prostata

Gli esami per la prostata sono di fondamentale importanza per la diagnosi della ipertrofia prostatica benigna. Questi esami per la prostata sono l'anamnesi, l'esplorazione rettale, l'esame del PSA, l'ecografia e la biopsia. Vediamoli singolarmente.

 

 

Anamnesi

Occupa un posto di primaria importanza per diagnostica problemi alla prostata. Il medico devo cogliere le abitudini del paziente, i sintomi e le eventuali alterazioni minzionali. Grande importanza assumono segni come la pollachiura notturna (aumento della frequenza minzionale), il senso imperioso alla minzione, la disuria e lo scarso mitto urinario (quantità di urina espulsa).

La pollachiura va distinta dalla nicturia: in quest'ultima il paziente si alza di notte per urinare e la sua diuresi è aumentata (tipica del diabete insipido), mentre nella pollachiura aumenta la frequenza di minzione ma non la quantità di urina prodotta!

Esplorazione rettale

Esami per la prostata

Altro esame di fondamentale importanza. Il medico, inserendo un dito attraverso l'ano, sente una prostata liscia, omogenea, con margini ben delimitati ma aumentata di volume.

PSA

Il PSA è l'antigene prostatico specifico (Prostate-specific antigen) che trattiamo in un articolo sul PSA.

Ecografia

L'ecografia prostatica è un esame utile, quasi di routine, non traumatico e non dannoso per il paziente visto che non usa radiazioni ma ultrasuoni. Può essere fatta in regione sovra-pubica (permette una buona visuale della prostata ingrandita ma soprattutto della vescica e di un eventuale residuo post-minzionale) ma quella specifica per la prostata è quella trans-rettale. Con una particolare sonda inserita attraverso il retto si arriva alla visualizzazione molto più completa e nitida della prostata.

Biopsia

 

 

Esame utilissimo, permette di fare diagnosi di certezza nei casi dubbi tra carcinoma alla prostata e ipertrofia prostatica benigna, che richiedono ovviamente trattamenti ben diversi.

La biopsia viene effettuata per via trans-perineale o trans-rettale con il paziente sdraiato su un lettino ginecologico in anestesia locale. Si effettuano dei prelievi di tessuto con un ago montato su una specie di pistola, se ne fanno solitamente 12, 6 per ogni lobo della prostata.

La biopsia è utile perché permette di analizzare sia l'architettura del tessuto che le cellule che lo compongono.

 

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