Mammografia

La mammografia è un esame che riveste un ruolo molto importante nella prevenzione del cancro alla mammella (screening). Infatti, l'impiego della mammografia in donne asintomatiche permette di individuare precocemente il carcinoma mammario in una fase pre-clinica, quando cioè non ha ancora avuto modo di dare sintomi e segni clinici. L'autopalpazione è la pratica che, insieme alla mammografia, consente di effettuare una diagnosi precoce molto efficace del tumore al seno.

 

 

Come si esegue la mammografia (MX)

La mammografia è una particolare radiografia che viene fatta alla mammella, in grado di identificare eventuali noduli presenti nella ghiandola.

Il mammografo è un'apparecchiatura dotata di un tubo radiogeno da dove escono i raggi X e da un piano dove viene posizionata la mammella. La ghiandola viene schiacciata, in modo che ne venga ridotto lo spessore, e quindi ''fotografata'' tramite i raggi X. Questo ''schiacciamento'' della ghiandola dura pochi secondi, tuttavia può risultare un po' fastidioso, ma è importante per la buona riuscita dell'esame! I raggi X emessi dal mammografo vengono attenuati in base alla densità del tessuto che trovano e quindi si crea l'immagine della ghiandola.

La mammografia viene condotta mediante differenti proiezioni, ottenute grazie a diverse incidenze del fascio di radiazione rispetto all'organo, in modo da avere una rappresentazione completa della ghiandola.

Le proiezioni fondamentali sono:

  • la cranio-caudale, in cui si schiaccia la mammella dall'alto verso il basso, permettendo lo studio dei quadranti interni ed esterni;
  • la obliqua-esterna a 45°, che fornisce la rappresentazione più completa, includendo lo studio dei cavi ascellari e della parete toracica;
  • medio-laterale a 90°, permette la visualizzazione dei quadranti superiori e inferiori e del solco sotto-mammario.

 

 

Quando si esegue

La prima mammografia è indicata intorno ai 35-40 anni d'età; successivamente, va ripetuta una volta ogni 2 anni salvo indicazioni dello specialista radiologo.

Prima dell'indagine è preferibile non utilizzare deodoranti, talco o creme perché possono ingannare creando false immagini. Inoltre, è necessario portare sempre con sé gli esami precedenti.

È molto importante sottolineare il fatto che la mammografia è utile come esame soprattutto nelle mammelle di donne adulte, sopra i 40 anni. Prima di quest'età, infatti, è consigliabile procedere prima con un'ecografia. Questo perché la mammella è una ghiandola la cui struttura si modifica nell'arco del tempo. In età giovanile, è costituita per la maggior parte da tessuto fibro-ghiandolare, molto denso e difficilmente esplorabile con la mammografia, mentre con il passare degli anni, il tessuto ghiandolare viene sostituito da tessuto adiposo (quindi grasso), che rende più facile l'identificazione di eventuali noduli. In una mammella adiposa, la sensibilità della mammografia sfiora il 100%, cioè è in grado quasi sempre di individuare formazioni sospette, mentre nelle mammelle più dense questa sensibilità scende al 70% circa.

Controindicazioni

Mammografia

La mammografia non presenta particolari controindicazioni. Ovviamente, visto che utilizza i raggi X, non bisogna abusarne, ma il dosaggio che viene utilizzato rimane comunque basso. In caso di gravidanza, è meglio evitarla, può essere eseguita in caso di reale bisogno, altrimenti si sostituisce con l'ecografia.

Limiti della mammografia

Come ogni esame, anche la mammografia presenta qualche limite, soprattutto la presenza di falsi positivi e falsi negativi.

I falsi positivi sono quei pazienti in cui viene visto un nodulo che in realtà non è un tumore. In questi casi si fa un esame citologico o una biopsia in modo da essere sicuri della natura del nodulo e ovviamente, se non è nulla di grave, si continua normalmente ogni 2 anni a fare i controlli.

 

 

Il falso negativo invece è quando il tumore c'è ma non viene visto con l'esame.
I casi in cui può verificarsi questa situazione sono:

  • lesione periferica (ecco perché la mammografia si esegue in diverse proiezioni);
  • nelle donne giovani con mammella densa (come detto prima, meglio eseguire un'ecografia);
  • in presenza di protesi mammarie, che possono ostacolare l'esecuzione dell'esame perché non possono essere compresse (in quanto si rischia la rottura) e inoltre non sono radiotrasparenti, quindi in raggi X non passano attraverso di esse.

Dove si può fare la mammografia?

In quasi tutte le regioni italiane sono attivi programmi di screening per la diagnosi del tumore della mammella. L'ASL invia una lettera di invito a tutte le donne residenti di età compresa tra i 50 e i 69 anni, con la data, l'orario e la sede dell'appuntamento. Se effettuato in seguito a questo invito, l'esame è gratuito e non occorre la richiesta del medico.

Referto radiografico

Se il referto della mammografia non evidenzia nulla di particolare, la donna viene richiamata dopo 2 anni per eseguire nuovamente l'esame.

Nel caso in cui si evidenzino delle alterazioni, anche minime, si devono fare altri esami che possono includere:

  • mammografia con proiezioni aggiuntive (oltre a quelle già effettuate in precedenza) che aiutino ad esaminare bene la ghiandola,
  • visita senologica da parte di un ginecologo, e nei casi dubbi,
  • esame citologico (ago aspirato) o biopsia, che permette di effettuare un esame istologico (e non solo citologico).

 

 

 

 

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