Piadina romagnola Igp

Nel novembre 2014 la piadina romagnola (detta anche piada romagnola) ha ottenuto la certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta), confermandosi come il 40simo prodotto di qualità della regione Emilia Romagna (e il 268simo in Italia).

 

 

Il Consorzio della piadina romagnola IGP, composto da 16 produttori artigianali, aveva attivato l'iter per la richiesta della certificazione IGP già nel 2003, ma solo dopo più di 10 anni di battaglie la Commissione Europea ha chiuso l'istruttoria e ha registrato la piadina romagnola come IGP sulla Gazzetta Ufficiale della Commissione Europea.

L'idea di fondo è nata in Romagna per permettere ai produttori di piadina romagnoli di difendersi dalle tante imitazioni commerciali e dai vari tentativi di contraffazione. La piadina, in fondo, è un piatto semplice e povero composto basicamente da acqua e farina, che ha avuto origine durante l'epoca degli Etruschi e dei Romani, ed attualmente è conosciuto e diffuso in tutta Italia e anche all'estero. Non ci stupiamo più, quindi, quando troviamo sui banchi dei supermercati una vasta scelta di piadine romagnole, vendute a prezzi stracciati, ma in pochi si prendono la briga di leggere in etichetta la provenienza e gli ingredienti... Sarà davvero romagnola?

 

 

Scopo della certificazione IGP

Piadina romagnola IGP

Innanzitutto, d'ora in poi la Piadina Romagnola potrà essere prodotta e confezionata solo nel suo luogo di origine, la Romagna, in tutti i comuni delle province di Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena e in parte nell'imolese in provincia di Bologna.

Si viene a consolidare, quindi, il suo forte legame territoriale e culturale con la Romagna, ormai indissolubile fin dai primi anni del Novecento, quando divenne il classico cibo di strada romagnolo.

Inoltre, solo i produttori romagnoli che rispetteranno i parametri previsti dal disciplinare potranno commercializzare la piadina con la dicitura "romagnola IGP" provvista di logo con un gallo e una spiga di grano stilizzati (vedi foto a fianco), garantendo quindi al consumatore un'elevata qualità del prodotto.

 

 

Tutte le altre saranno solo piadine.

Ingredienti della piadina romagnola IGP

Secondo il disciplinare (scaricabile dal sito delle Politiche Agricole) 4 sono gli ingredienti usati nella piadina romagnola IGP:

Inoltre, il disciplinare prevede che come agenti lievitanti siano ammessi solo: carbonato acido di sodio, difosfato disodico, amido di mais o frumento, fino ad un massimo di 20 grammi per kg di farina, con il divieto assoluto di aggiungere conservanti, aromi e/o altri additivi.

Produzione della piadina romagnola IGP

Una volta impastati gli ingredienti ed ottenuto un composto omogeneo ed elastico, esso va suddiviso in pani o palline, quindi laminato, ossia steso con un mattarello su un tagliere manualmente, oppure sono ammesse laminatrici meccaniche. Quella che ha avuto una lavorazione manuale può fregiarsi della dicitura in etichetta "Lavorazione manuale tradizionale".

La cottura avviene su una piastra (detta testo romagnolo) che abbia raggiunto una temperatura di 200-250°C per un massimo di 4 minuti (2 min per lato).

Secondo il disciplinare sono ammesse al commercio le 2 varianti di piadina romagnola:

  • quella delle zone dell'entroterra e del ravennate, che ha diametro minore (15-25 cm) ed è più spessa (4-8 mm);
  • quella della costa tra Riccione e Rimini, che ha un diametro maggiore (23-30 cm) ed è più sottile (massimo 3 mm).

 

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