Guida Michelin: come nasce e come funziona

Mangiare fuori, per alcuni, è un piccolo piacere “extra" da riservare alle grandi occasioni. Per altri, specialmente per chi è abituato a spostarsi di frequente per lavoro o per esigenze personali, è più una necessità. In entrambi i casi, comunque, è bene ragionare sulla scelta del ristorante, onde evitare di vivere esperienze poco piacevoli. Prenotare un pranzo o una cena in un locale di cui non si hanno notizie, infatti, significa esporsi al rischio di ritrovare cibi scadenti nel piatto o di ricevere un conto molto più salato del previsto. Ed è proprio per agevolare tutti coloro che viaggiavano spesso in auto che, nei primi del Novecento, nasce la Guida Michelin.

 

 

Le origini della Guida Michelin

Diversamente da quanto accade ai giorni nostri, prima dell'avvento della Rete Internet era davvero complicato reperire informazioni su come spostarsi in macchina, dove fermarsi per consumare un pasto o in quali alberghi pernottare.

Oggi, infatti, basta una rapida ricerca sul web per poter leggere recensioni e testimonianze lasciate dai clienti. In passato, invece, non esisteva una guida dedicata a turisti e viaggiatori. O, per lo meno, non prima della pubblicazione della Guida Michelin in versione completa, datata 1920, al cui interno erano presenti mappe, indicazioni stradali, stazioni di servizio, nonché consigli su hotel e ristoranti.

Il nome “Michelin" non è un caso di omonimia ma è proprio il celebre marchio di gomme per auto, fondato dai fratelli André ed Édouard Michelin. Furono i due stessi proprietari a ideare la Guida Michelin e a creare, nel 1931, il sistema di classificazione adottato tutt'oggi, basato sull'assegnazione di una, due o tre stelle Michelin a seconda del livello qualitativo della cucina, i cui criteri vennero definiti nel 1936.

 

 

Si trattava di una geniale mossa di marketing: fornire informazioni su locali e strutture ricettive, infatti, era un modo per incentivare l'uso dell'automobile tra i cittadini francesi e, con esso, la vendita di pneumatici su larga scala. L'iniziativa, comunque, ebbe un enorme successo e, nel tempo, la Guida diventò un punto di riferimento per gli estimatori della buona cucina e per migliaia e migliaia di turisti.

Ristoranti stellati in Italia e non solo

L'edizione 2022 della Guida Michelin contava 385 ristoranti stellati sul territorio italiano: 12 con tre stelle attribuite, 38 con due stelle e 335 con una stella.

 

 

Con la sua ricchissima tradizione, l'Italia si piazza al terzo posto nella classifica mondiale dei Paesi con più ristoranti premiati. In cima svettano Francia (626 ristoranti stellati, di cui 32 con tre stelle, 74 con due stelle e 520 con una stella) e Giappone (415, di cui 21 con una stella, 74 con due stelle e 320 con una stella).

A seguire, invece, troviamo Germania, Spagna e Stati Uniti.

Di recente è stata annunciata la lista delle nuove stelle Michelin che saranno assegnate ai migliori ristoranti italiani, per un totale di 39 nominativi: tra questi, una menzione speciale va a Villa Crespi di Orta San Giulio, in Piemonte, e al suo noto chef Antonino Cannavacciuolo, che si aggiudica la sua terza stella.

La comunicazione riguarda anche le new entry che verranno inserite nella Guida Michelin, edizione 2023, nonché i premi speciali, le stelle verdi (attribuite ai ristoranti particolarmente attenti al tema della tutela ambientale) e i Bib Gourmand (ovvero i locali che offrono un pasto completo di qualità a meno di 37 euro).

A seconda del numero di stelle, ciascun ristorante viene così valutato:

  1. interessante (una stella);
  2. merita una deviazione (due stelle);
  3. vale il viaggio (tre stelle).

A stabilire quali locali siano meritevoli o meno di ricevere una o più stelle Michelin è un team di esperti di gastronomia, chiamati ispettori, che hanno l'arduo compito di effettuare ripetute visite - sempre in completo anonimato - nel corso dell'anno e testare la bontà della cucina e l'efficienza del servizio, anche in diversi momenti.

 

 

 

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