Macchinette distributrici di alimenti

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Ciao Andrea, come stai? Volevo sapere se è possibile capire quante calorie mi/ci “costano” le bevande dei distributori automatici CALDI (the in particolare, caffè e cioccolata) nonché quali “schifezze” contengono in termini di additivi, conservanti, coloranti, ecc…. In inverno si tende a farne largo uso negli uffici, ma credo che siano molto meno “INDOLORI” di quanto si creda…
Ciao, grazie per la tua risposta!

 

 

Di solito nei locali di lavoro ci sono tre tipi di macchinette: quelle per la bevande calde, per le bibite fredde e quelle degli snack.

Per quanto riguarda le bevande calde, la legge obbliga a riportare una etichettatura completa in tutti i prodotti: nel caso di distribuzione di sostanze alimentari non preconfezionate poste in involucri protettivi, ovvero di bevande a preparazione estemporanea o a erogazione istantanea (caffè, cioccolata calda, ecc.) devono essere riportate sui distributori e per ciascun prodotto le indicazioni della denominazione di vendita, l’elenco degli ingredienti, il nome o la ragione sociale e la sede dell’impresa responsabile della gestione dell’impianto.

Posso anticiparti che sul caffè non ci sono problemi, in quanto molte delle moderne macchine preparano il caffè espresso addirittura macinando il caffè al momento. Il latte utilizzato è in polvere, se contiene conservanti sospetti devi controllarlo dagli ingredienti: magari scrivi nuovamente se trovi qualche additivo che non conosci (basta che mi invii la sigla: E...). La cioccolata potrebbe contenere grassi idrogenati: anche questo lo devi controllare dagli ingredienti. Se li contiene eliminala!

 

 

Sotto l'aspetto calorico, se sei abituata a bere queste bevande senza zucchero non ci sono problemi, anche il cosiddetto "capcioc" (latte, caffè e cacao) o la cioccolata non hanno più di 50-60 kcal per porzione. Con lo zucchero bisognerà aggiungere altre 30-40 kcal. Una cioccolata al giorno non causa problemi, ma con due cappuccini e una cioccolata zuccherati si può arrivare a 300 kcal (solo 180 senza zucchero), quasi l'equivalente di un piatto di pasta!

Per quanto riguarda le bibite fredde e gli snack, il DL 27 gennaio 1992, n. 109, art. 15 ha disciplinato la materia della distribuzione automatica così che, oggi, ogni prodotto deve riportare in etichetta precise indicazioni scritte in lingua italiana.
Queste le più importanti:

  • denominazione di vendita;
  • elenco degli ingredienti;
  • quantità netta, o nel caso di prodotti preconfezionati, quantità unitarie costanti;
  • quantità nominale;
  • termine minimo di conservazione e la data di scadenza;
  • nome o ragione sociale o marchio depositato;
  • sede o del fabbricante o del confezionatore o di un venditore stabilito nella Comunità economica europea;
  • sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento.

Il mio consiglio riguardo le bibite è quello di non abituarsi a berle abitualmente per evitare calorie inutili. Tra le bevande light, evitare quelle dolcificate con ciclammato.

Consiglio invece di limitare il consumo di snack ipercalorici se contengono oli/grassi vegetali e di eliminarli completamente se contengono oli/grassi idrogenati. In quest'ultimo caso potresti anche sensibilizzare i responsabili aziendali in modo tale da eliminare questi ingredienti tra i prodotti (cambiando i fornitori del servizio). I grassi idrogenati vengono utilizzati, di norma, nei prodotti di scarsa qualità.
In ogni caso si tratta di prodotti ipercalorici e molto appetibili: meglio evitare un consumo abituale per evitare problemi di sovrappeso.

 

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