Fichi secchi e aflatossine

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Buongiorno a Voi, sono a chiedervi informazioni il consumo dei fichi secchi legato alla presenza delle aflatossine. Un libro sull'alimentazione mi informava che tale frutto è spesso attaccato da questi funghi potenzialmente cancerogeni. Quello che mi interessa capire è come poter consumare questo boccone delizioso,con serenità. Ci sono dei segnali sul frutto stesso visibili prima dell'acquisto? Le dosi di aflatossine sono sempre così basse da non dover destare particolare attenzione al consumo dei fichi secchi? Esistono dei parametri anche per la Turchia (principale produttore non europeo) per questo prodotto? Il fico con conservanti, esclude la presenza? Altro piccolo dilemma sta in un aceto balsamico che contiene anidride solforosa e in piccolo scritto contiene solfiti...?? Che fare? Spesso anche i più cari contengono alcuni conservanti!!

 

 

Le normative che regolano il controllo e i limiti di aflatossine (che ricordo essere composti chimici ad elevato potere cancerogeno, prodotti da alcune muffe) sono stabiliti dalla UE, per quanto riguarda le aflatossine nei fichi secchi, il controllo viene effettuato su un campione del 10% dei fichi importati dalla Turchia, il che dimostra che il problema esiste (spesso vengono riscontrati casi positivi), ma anche che i controlli sono frequenti.

 

 

Temo che il conservante non serva a molto, in quando con ogni probabilità l'aflatossina si sviluppi in pianta e non sul frutto posto ad essiccare. Dubito che si possa stabilire se il frutto sia stato contaminato da segnali esterni, ovvio che frutti non integri, deteriorati o contaminati da muffe vadano scartati, ma di solito quelli commercializzati sono esteticamente perfetti o quasi.

Il prodotto italiano non dovrebbe avere problemi di aflatossine (che si sviluppano più che altro in climi caldi e umidi), in Italia esistono diverse realtà locali, come Carmignano in Toscana, o il fico dottato bianco del cilento (DOP): cercando un po' si possono trovare produttori che spediscono, oppure negozi specializzati che importano questi prodotti. Come spesso accade, chi cerca la massima qualità spesso aggira automaticamente alcuni problemi di salubrità.

In quasi tutti gli aceti balsamici l'anidride solforosa viene aggiunta oppure è presente nel mosto, direi che la cosa migliore, se non si trova un prodotto che non contiene nemmeno la dicitura "contiene solfiti" è quella di evitare prodotti con anidride solforosa aggiunta, ma solo con la dicitura "contiene solfiti". D'altronde anche il vino e molte birre (ma non tutte) contengono solfiti, che in quantità minima sono comunque tollerabili.

 

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