La dieta LeBootCamp

La dieta LeBootCamp è da molti definita "la dieta dell'anno" (2015) in Italia, con l'uscita del libro omonimo tradotto in italiano. In realtà la dieta LeBootCamp è nata nel 2006 dall'esperienza di Valerie Orsoni, una manager francese, nata in Corsica, e trapiantata in California all'inizio degli anni 2000. Nel 2003 ha fondato il sito MyPrivateCoach.com, che forniva consulenza motivazionale a distanza, e nel 2006 ha poi debuttato nel mondo del benessere e della dieta, con la nascita della dieta LeBootCamp.

Il suo business si basa sulla vendita di libri e di programmi di coaching online, disponibili in francese, inglese e spagnolo. In italiano per il momento (Giugno 2015) è disponibile solo il libro, e non il coaching online.

Come funziona la dieta LeBootCamp

Secondo Valerie Orsoni, la dieta LeBootCamp nasce dalla personale esperienza con il mondo del dimagrimento: dopo aver provato più di 40 diete diverse, alla fine ha elaborato un suo metodo di dimagrimento, facendosi aiutare da esperti di nutrizione e di fitness.

Il programma su divide in quattro fasi.

Fase detox: dura due settimane, e prevede l'esclusione di moltissimi cibi (carne, zucchero, lieviti, alcol, cibi conservati...), e l'assunzione in particolare di 10 cibi che l'autrice considera i più efficaci per disintossicare l'organismo.

Fase di attacco: dura finché non è stato perduto il 75% del peso in eccesso. È basato su una dieta ipocalorica, dove in teoria non si rinuncia a nulla, e che si basa molto sull'indice glicemico dei cibi.

 

 

Fase "booster": per perdere gli ultimi kg la dieta diviene più rigida e bisogna fare più attività fisica.

Fase di equilibrio: è la fase di mantenimento, dove si deve cercare l'equilibrio tra le calorie assunte e consumate. È sempre presente un giorno detox a settimana, più rigido degli altri (una sorta di "digiuno intermittente" insomma). Secondo la Orsoni il segreto per ottenere questo risultato è l'equilibrio acido/alcalino: bisogna mantenere il cibo alcalino preferendo i cibi alcalinizzanti, e limitando quelli acidificanti.

L'attività fisica è considerata molto importante: bisogna camminare 30 minuti al giorno a stomaco vuoto (la mattina prima della colazione), e vengono consigliati esercizi da fare durante la giornata, non necessariamente in una sessione di allenamento, ma anche mentre si svolgono attività quotidiane.

Dieta LeBootCamp

Analisi critica della dieta LeBootCamp

Per una iniziale analisi della dieta LeBootCamp ci si può riferire alle recensioni su Amazon di chi ha letto il libro. Che sono abbastanza impietose: molti giudizi negativi, e tutti fanno riferimento al fatto che la dieta è difficile da seguire, perché contiene cibi che non fanno parte della nostra cultura. D'altronde, la Orsoni è una francese che vive negli USA e quindi di gastronomia e cultura italiana probabilmente (a dispetto del nome) ne sa ben poco. Altra critica: la difficoltà nel seguire il "programma di fitness" (molto tra virgolette) perché per esempio non tutti possono camminare 30 minuti appena svegli, a digiuno.

Questo significa che probabilmente il programma è stato semplicemente tradotto, senza essere stato adattato al mercato in cui viene lanciato, e questo è senz'altro un grosso limite. Anche perché, come ho ribadito in altri articoli fino alla nausea: tutte le diete fanno dimagrire (e quindi anche la dieta LeBootCamp), ma funzionano veramente solo quelle che un soggetto può seguire per sempre. Qui abbiamo una dieta che molti manco sono riusciti ad iniziare... Quindi partiamo male.

Ma veniamo all'analisi "tecnica" della dieta, inziando col dire che si tratta di un'insieme di concetti triti e ritriti, molti dei quali indimostrati. C'è anche del buono, non facciamo i disfattisti a tutti i costi... Lo teniamo per la fine.

Iniziamo con le due settimane "detox": sull'assurdità stessa del concetto di intossicazione e disintossicazione abbiamo già detto tutto in un articolo al quale rimando (la dieta disintossicante).

La fase di attacco è una dieta ipocalorica basata sull'indice glicemico, di cui abbiamo già parlato mille volte: si veda la dieta Montignac, la zona, la dieta Gift, ecc. Uno degli errori dell'autrice, a mio parere, è quello di pensare che sia la qualità dei cibi che determina il dimagrimento, quando in realtà si può tranquillamente dimagrire mangiando cibi poveri di nutrienti e pessimi dal punto di vista qualitativo. Basta che calorie e ripartizione tra i macronutrienti siano rispettate e si dimagrisce. La dieta dovrebbe essere composta da cibi facilmente reperibili e, ancora meglio, il soggetto dovrebbe modificare il meno possibile la sua alimentazione abituale: solo così è possibile dimagrire e mantenere a lungo i risultati raggiunti.

La fase "booster" è forse la cosa più positiva di questa dieta: non tanto per la qualità della dieta in sé, ma per il concetto che per perdere gli ultimi kg bisogna aumentare l'attività fisica e fare più attenzione con la dieta, rendendola più rigida.

La fase di equilibrio propone un altro grande classico scientificamente indimostrato e per nulla nuovo (direi vecchissimo): la dieta alcalina, di cui abbiamo già parlato.

Quali sono le cose positive della dieta LeBootCamp? Sicuramente il fatto di consigliare un'attività fisica non minimale, anche se le proposte della Orsoni sono anch'esse per nulla nuove e dall'efficacia tutta da dimostrare: 30 minuti di passeggiata al mattino a digiuno sarà anche vero che fanno consumare il 20% in più di grassi, ma il 20% di poco è pochissimo! Vedi questo articolo sulla differenza tra corsa e camminata. Anche gli altri consigli sono veramente ridicoli: ma davvero qualcuno/a può pensare di costruire un fisico tonico stringendo i glutei mentre ci si lava i denti? Davvero? O di fare 50 saltelli al mattino (a stomaco voto, ça va sans dire), o ancora di "stringere gli addominali" ogni volta che si attraversa una porta? I concetti di base sono ottimi (mantenere una buona postura, respirare bene...) ma una volta che li si declina in pratica, nell'ossessione di proporre qualcosa di estremamente commerciale (la maggior parte della gente è allergica all'attività fisica vera, quella che funziona), si cade davvero nel ridicolo. Con questo tipo di attività fisica si potrà al massimo avere un fisico leggermente migliore rispetto ad un sedentario, ma i veri benefici dell'attività fisica uno se li può anche scordare.

Altre cose positive sono il fatto di differenziare la fase di attacco da quella "booster" per perdere gli ultimi kg, e il fatto di non vietare nessun cibo, almeno in teoria. Anche il fatto di aver cercato, nell'universo delle proposte disponibili, quelle che funzionano meglio, è lodevole (io ho fatto uguale nell'elaborare la mia dieta ideale), il problema è che in questo caso non si è di certo scelto tra le migliori...

 

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