La dieta del pH o dieta alcalina

La dieta del pH, nota anche come dieta alcalina o dieta acido-alcalina è basata sulla convinzione che alcuni alimenti, quando consumati, alternino l'acidità (il pH) dell'organismo. Secondo i sostenitori della dieta alcalina, il consumo di cibi acidi porterebbe, nel tempo, a un deterioramento della salute dell'organismo con la comparsa di svariate patologie croniche.

 

 

La dieta alcalina, o meglio le diete alcaline, visto che sono declinate in modo diverso da diversi autori, sono proposte soprattutto nell'ambiente della medicina alternativa, come possibile rimedio per patologie anche molto gravi come il cancro, la fatica cronica, l'obesità, le allergie, l'osteoporosi e altre patologie croniche.

La relazione tra l'equilibrio acibo-base dell'organismo, la dieta e la salute è stato oggetto di studio, e speculazione, per secoli. La prima dieta alcalina dei tempi moderni è probabilmente la cosiddetta dieta Hay, sviluppata dal medico americano William Howard Hay nel 1920, nel 1970 l'americano Gary A. Martin sviluppò una dieta chiamata nutripathy, gli altri sostenitori più famosi della dieta alcalina sono Christofer Vasey, Robert O. Young, Edgar Cayce, DC Jarvis, e Herman Aihara.

Come funziona la dieta del pH

Secondo i sostenitori della dieta alcalina, il consumo di cibi acidi porterebbe ad una lieve acidosi cronica che, alla lunga, comporterebbe un aumento della probabilità di insorgere di patologie croniche molto gravi. Dunque, per evitare questo rischio, bisognerebbe assumere il 70-80% di alimenti alcalini e solo il 20-30% di alimenti acidi. I cibi acidi, da evitare, sono i cereali, i latticini, la carne, lo zucchero, l'alcol, la caffeina e i funghi.

L'acidità di un cibo non si misura allo stato fresco, ma sulle ceneri (cioè i minerali) che rimangono dopo la sua combustione: tali sostanze, disciolte in acqua, possono coimportartsi come acidi o basi, alterando il pH dell'organismo. Il limone, per esempio, è un alimento molto acido, ma secondo la dieta del pH viene considerato alcalino, perché le componenti acide hanno natura organica e vengono facilmente metabolizzate dall'organismo, mentre le componenti inorganiche, che permangono nell'organsimo più a lungo, sono alcaline.

 

 

Dieta del pH

La dieta del pH, dunque, è prevalentemente a base di pesce, verdura, frutta, legumi, semi oleosi, mentre i cibi elencati in precedenza devono essere fortemente limitati.

Analisi critica della dieta alcalina

Sono stati effettuati molti studi per verificare la valenza scientifica dei sostenitori della dieta del pH. C'è innanzitutto da dire che l'affermazione che l'acidità del sangue possa essere controllata con l'alimentazione è un falso: l'organismo possiede infatti dei meccanismi di compensazione che sono in grado di mantenere il pH del sangue entro limiti strettissimi, pena l'insorgenza di gravi problemi di salute potenzialmente letali. Le modificazioni del pH del sangue con la dieta sono solo transitorie e comunque di entità minima.

 

 

Rimane da verificare se l'utilizzo sistematico di tali sistemi di regolazione, sempre nella stessa direzione e cioè quella di limitare l'eccessiva acidità, possano comportare problemi di salute.

Ebbene, studi approfonditi hanno negato l'esistenza di una correlazione tra osteoporosi e dieta ricca di cibi acidificanti, lo stesso vale per il cancro.

Esiste solo uno studio del 2006 di Vormann J. e Goedecke T. che ha evidenziato una possibile relazione tra l'acidità latente e le malattie reumatiche.

Questo non significa, tuttavia, che le proposte così radicali dei sostenitori della dieta del pH siano quelle ottimali. Se andiamo a vedere bene quali sono i cibi acidi e quelli alcalini, scopriamo che in una dieta corretta e variata, c'è un sostanziale equilibrio tra questi cibi. Un soggetto che mangia pesce 3-4 volte a settimana, legumi 1-2 volte, frutta e verdura in abbondanza, seguirà una dieta in cui le componenti alcaline sono maggiori di quelle acide. Un soggetto in peso forma non potrà di certo esagerare con gli zuccheri o i cereali.

Dunque, una dieta naturalmente alcalina è diretta conseguenza di una sana e corretta alimentazione, mentre seguire pedissequamente i consigli dei fautori della dieta alcalina può di certo portare a carenze nutrizionali: nei cibi acidi sono contenuti molti elementi fondamentali come il ferro nella carne, e il calcio nei latticini, per fare qualche esempio. Come sempre, l'equilibrio è fondamentale ed è illusorio pensare che ottimizzando un solo parametro della nostra alimentazione possiamo ottenere vantaggi strabilianti o peggio, curare malattie molto gravi che non dipendono dall'alimentazione.

Lo stesso errore viene compiuto dalla dieta a zona con gli eicosanoidi.

 

 

 

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