Verdura e frutta di stagione

Uno dei consigli che si dà a chi vuole consumare in modo etico e rispettoso dell'ambiente è quello di mangiare frutta e verdura di stagione, anche se oggi non è semplice capire cosa significhi realmente questo modo di dire.

 

 

Da quando esistono i supermercati si trova di tutto in ogni stagione e molte persone non conoscono i periodi di maturazione di frutta e verdura, perché molti prodotti si trovano tutto l'anno.

Ma se analizziamo il problema più a fondo, scopriamo che anche chi pensa di conoscere la stagione giusta per acquistare frutta e verdura spesso non ha ben chiaro il concetto di cibo di stagione. Infatti tale concetto non ha senso se non è associato a una regione geografica.

I metodi di coltivazione di frutta e verdura

Per capirlo, iniziamo dall'analisi dei metodi di coltivazione di frutta e verdura.

Una buona parte della verdura si coltiva in serra non riscaldata. Questo non solo per anticipare la raccolta di qualche settimana grazie alla maggiore temperatura che si sviluppa in serra, ma anche per difendere il prodotto da animali, pioggia, grandine, per evitare che si sporchi oltremodo, per facilitare la raccolta. Poi esistono le serre riscaldate, nelle quali si può coltivare un prodotto tutto l'anno: in queste serre lo scopo principale è quello di produrre verdura "fuori stagione", nelle semplici serre la "forzatura" non esiste o è molto limitata.

Coltivare la frutta in serra è molto più difficile perché spesso gli alberi da frutto hanno dimensioni tali da rendere antieconomica la messa in serra: non a caso solo i frutti che non nascono da alberi si trovano tutto l'anno, soprattutto fragole e frutti di bosco che possono essere coltivati in serra. La maggior parte dei frutti si trovano solo in stagione, altrimenti provengono dall'emisfero australe (dove sono di stagione!).

 

 

Dunque possiamo distinguere tre grandi metodi di coltivazione: a pieno campo, in serra e in serra riscaldata. Sull'etichetta dei prodotti non viene indicato il metodo di coltivazione (non è obbligatorio), quindi dobbiamo basarci su altri criteri per valutare come è stato coltivato un prodotto. Questo esclude la possibilità di distinguere tra pieno campo e serra a meno di non acquistare dal produttore o in rari casi nei quali è indicato. Dunque come muoversi, ma soprattutto, cos'è etico e cosa non lo è?

A mio parere, visto che molti prodotti di moltissimi contadini sono coltivati in serra, un soggetto che voglia mangiare etico dovrebbe escludere prodotti coltivati in serre riscaldate.

Cosa si intende per verdura e frutta "di stagione"?

Verdura e frutta di stagione

Se parliamo di frutta e verdura di stagione senza indicare un limite geografico non stiamo parlando di niente. In Emilia i pomodori iniziano a maturare a fine luglio, in Sicilia almeno un mese e mezzo prima. In Sicilia, a inizio Luglio, i pomodori sono in piena stagione, in Emilia no. I pomodori in genere sono considerati un ortaggio estivo, reperibile "in stagione" da Giugno a Settembre. In realtà, se volessi restringere il campo di reperibilità alla sola regione in cui mi trovo, allora la stagione dei pomodori si restringerebbe a un solo mese o poco più. A questo punto dobbiamo decidere quale vogliamo che sia il bacino di reperibilità dei prodotti che acquistiamo, affinché esso sia etico cioè che abbia un impatto ambientale sostenibile.

 

 

Se scegliamo come bacino il pianeta terra, tutto è reperibile sempre, è solo una questione di prezzo.

Se scegliamo l'Europa, molti prodotti non sono a disposizione sempre e altri non lo sono per niente (i frutti tropicali, per esempio).

Se scegliamo l'Italia, restringiamo ancora il periodo di reperibilità di molti prodotti.

Se scegliamo la nostra regione, le stagioni dei prodotti si riducono a un mese o poco più e alcuni prodotti addirittura non sono mai disponibili (i fichi d'India in Emilia non maturano).

La scelta etica per la frutta e la verdura di stagione

Come abbiamo visto, il concetto di frutta e di verdura di stagione non è per niente semplice da definire e quindi può non essere facile fare la scelta giusta, anche perché non sempre ciò che è vicino a noi è meno impattante di ciò che arriva da lontano, come ha dimostrato questo studio condotto dal DEFRA, che dimostra come il 48% dei km percorsi sono attribuibili al compratore. Per non parlare del fatto che nella stragrande maggioranza dei casi non è possibile distinguere tra produzione in pieno campo o in serra. Inoltre, il consumo etico non può prescindere dall'essere pratico, effettivamente perseguibile a lungo termine senza penalizzare la qualità di vita del consumatore, anzi se possibile migliorarla.

Vediamo quali possono essere le linee guida per un consumo consapevole di frutta e verdura.

 

 

 

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