Cola, Coca-Cola

La cola è una bevanda analcolica del genere soft drinks, gassata e zuccherata.

La cola ha un colore scuro, con riflessi bruni, e un sapore dolciastro, che cambia a seconda dei produttori.
Contiene generalmente acqua addizionata di anidride carbonica, zucchero, caffeina, cocaina, acido fosforico, coloranti e aromi vari, tra cui vaniglia e caramello. La cola contiene, quindi, due importanti sostanze stimolanti: la caffeina, che proviene dalla noce di cola, e la cocaina, derivante dalle foglie di coca, utilizzata solo nei primi anni di commercializzazione della bevanda e oggi ovviamente bandita, o meglio le foglie di coca si utilizzano ancora, nella Coca-Cola: vengono coltivate legalmente in Perù e vengono private della sostanza psicotropa in un apposito laboratorio nel New Jersey (vedi articolo sulla Coca-Cola su wikipedia)

 

 

Una lattina di cola contiene circa 140 calorie, nelle versioni light, praticamente zero grazie ai dolcificanti.

La cola è sicuramente il soft drink più conosciuto e bevuto al mondo, grazie al suo maggior produttore, la Coca-Cola Company, un colosso aziendale che ha sede in Atlanta (USA), ma è presente con varie sedi dislocate un po' in tutti i Paesi del mondo.

Il secondo produttore al mondo di cola più famoso è la PepsiCo, sempre statunitense, che commercializza la Pepsi, dal sapore più delicato e meno frizzante della Coca-Cola.

La cola viene commercializzata in lattine da 0,33 l, in bottigliette da 0,25 l, oppure in bottiglioni da 1 l, 1,5 l o 2 l.

Va bevuta fredda, con ghiaccio e limone, oppure utilizzata per realizzare coktails come il Cubalibre (cola + rum) o il Kalimoxo (vino rosso + cola), tipico dei Paesi Baschi.

La cola viene usata anche dalle aziende dolciarie per produrre caramelle o ghiaccioli.

 

 

Storia della Cola

Cola

La prima versione della cola fu inventata dal chimico John Pemberton ad Atlanta, una città dello stato americano della Georgia, nel 1886. Pemberton si ispirò al grande successo che aveva in Europa il Vin Tonique Mariani, una bevanda francese a base di foglie dell'albero di coca fatte macerare nel vino rosso, creando una sorta di vino di coca che si chiamava originariamente "Pemberton's French Wine Coca". 

Due anni dopo, Pemberton fu invitato a creare una bevanda simile ma analcolica. Il chimico decise, quindi, di sostituire il vino con un estratto delle noci di cola (kola-nut), il frutto di un albero africano contenente caffeina. Nacque così, nel 1888, la Koca-Cola, subito cambiata in Coca-Cola per ragioni commerciali, della Coca-Cola Company, che venne pubblicizzata come una bevanda medicamentosa utile in caso di svariati disagi: mal di testa, stanchezza, impotenza, dipendenza da morfina, nevrastenia, dispepsia... E che già nel giro di pochi anni spopolava negli Stati Uniti. 

Noce cola

La Pepsi-Cola nacque sulla scia del successo della Coca-Cola qualche anno dopo, nel 1898, ma i veri estimatori della cola dicono che non sia minimamente paragonabile alla Coca-Cola, così come tutti gli altri tentativi nati succesivamente: la Coca-Colla boliviana, la Mecca-Cola mediorientale, la Mexican Cola messicana, la Opencola danese, la Corsica Cola francese e così via. Ovviamente il successo della Coca-Cola non è dovuto al suo gusto ma al marketing, come accade per qualunque prodotto di massa.

Esistono dei produttori di cola anche in Italia, come la Baladin piemontese, che di buono ha che è al 100% naturale, la Coop che produce la Coop Cola e la San Benedetto che produce la Ben's Cola.

Le critiche e le demonizzazioni

 

 

La ricetta originale della Coca-Cola è rimasta sempre segreta, ma è stata molto spesso oggetto di critiche e attacchi riguardanti la veridicità dei suoi effetti benefici per la salute. 

Ha ricevuto accuse per essere corrosiva per i denti, per l'uso di pesticidi, per il rischio cancerogeno di alcuni dei coloranti, tanto che ultimamente Coca-Cola e Pepsi si sono viste costrette a cambiare la ricetta e ad indicare in etichetta tutti gli ingredienti usati.

Al di là dell'eccessiva demonizazzione della cola, valgono le solite raccomandazione come per tutti gli altri soft drinks: va bevuta con moderazione, poiché ha un basso indice saziante, un alto contenuto calorico, un elevato indice glicemico e a causa dell'acido ortofosforico impedisce l'assorbimento di alcuni sali minerali.

Negli USA il consumo abituale di soft drinks come bevanda, al posto dell'acqua, è diffusissimo, fortunatamente in Italia ancora no, ma i produttori stanno adottando strategie molto aggressive per portare questa nefasta abitudine anche qui da noi. Basti pensare alla campagna della Coca-Cola che ha scelto come testimonial Simone Rugiati, lo chef televisivo che nelle trasmissioni sul gambero rosso non perde occasione per sconsigliare l'utilizzo di prodotti non genuini in cucina, ma quando viene pagato profumatamente, accetta di promuovere una bibita fatta con aromi chimici e zuccheri che con la tradizione italiana non c'entra proprio nulla. Fortunatamente, anche grazie a internet, ci sono state molte proteste, sfociate nella censura di uno (non di tutti) gli spot.

 

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