Sangiovese

Il Sangiovese è l'uva a bacca rossa più diffusa in Italia, tanto che possiamo definirla un'uva nazionale, coltivata un po' in tutte le regioni italiane dal Piemonte alla Sicilia, tranne che in 3 regioni del Nord (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta).

 

 

Il Sangiovese occupa l'11% dell'intera superficie vitivinicola italiana, di cui 90 mila ettari sono iscritti alle DOC, di questi 40 mila sono in Toscana e 4 mila in Romagna.

Il sangiovese è un vitigno molto poliedrico, in alcuni casi viene usato negli uvaggi o come uva da taglio, soprattutto nel Meridione, in altri casi, invece, fa da protagonista e viene vinificato in purezza, come nel Centro Italia, soprattutto in Toscana, Romagna, Marche ed Umbria, queste sono le regioni dove il Sangiovese riesce a dare il meglio di sé.

Sono più di 100 le DOC italiane che prevedono la presenza del Sangiovese e 4 le DOCG, tutte toscane: Brunello di Montalcino DOCG, Vino Nobile di Montepulciano DOCG, Chianti DOCG e Carmignano DOCG.

Viene coltivato anche all'estero, soprattutto in California (Napa Valley) e in Argentina nella provincia di Mendoza, con buoni risultati ma totalmente diversi da quelli italiani, e in Corsica dove prende il nome di Nielluccio.

 

 

Le caratteristiche del vitigno Sangiovese

Il Sangiovese è uno dei vitigni più antichi, conosciuto già all'epoca degli Etruschi con il nome "Sanguis Jovis" (letteralmente sangue di Giove).

Le prime notizie storiche che attestano la presenza dell'odierno Sangiovese risalgono al Cinquecento quando i ceppi si concentravano unicamente nella zona di confine tra Toscana, Marche, Umbria ed Emilia Romagna, sua zona di origine da dove poi si è diffuso nel resto d'Italia.

Altri nomi con cui era conosciuto sono Sangioveto, San Zoveto, Sangineto, Morellino, Prugnolo, Prunello o Brunello.

La pianta del Sangiovese è molto resistente, ha una resa abbondante e costante, motivo per cui viene privilegiata la sua coltivazione. La foglia è media, pentagonale e pentalobata, di colore verde chiaro, lucida e glabra. Il grappolo è lungo, conico o piramidale e compatto. L'acino può essere piccolo o grande, ovoidale, molto pruinoso e di colore violetto scuro.

Sangiovese

L'epoca di maturazione è tardiva, si vendemmia a fine settembre, inizi di ottobre.

Ha bisogno di un clima fresco di notte e caldo di giorno, questo è il motivo per cui la sua resa migliore è nelle zone collinare del Centro Italia.

I biotipi del Sangiovese

I biotipi principali del Sangiovese sono 3: Sangiovese romagnolo, Sangiovese toscano ad acino piccolo (o forte) e Sangiovese toscano ad acino grosso (o dolce o gentile).

 

 

Il più pregiato è quello toscano ad acino grosso, coltivato prevalentemente in Toscana, in provincia di Siena a Montalcino, dove viene chiamato anche Brunello, e a Montepulciano.

Il Sangiovese piccolo, invece, è diffuso principalmente nella Maremma, nella zona del Morellino di Scansano, ed è anche il più comune dei tre.

Il Romagnolo, infine, è coltivato in tutta la Romagna, da Faenza a Rimini.

Oltre a questi 3 biotipi principali, esistono più di una trentina di varietà di Sangiovese, tra le quali annovero quello marchigiano (che dà, in uvaggio assieme al Montepulciano d'Abruzzo, i due vini rossi più importanti della regione, il Rosso Conero e il Rosso Piceno) e quello umbro, con cui si producono il Torgiano e il Sagrantino di Montefalco.

Il vino Sangiovese di qualità

Il Sangiovese produce vini che hanno la peculiarità di essere molto diversi a seconda della zona dove viene coltivato e dell'invecchiamento a cui è sottoposto. Generalmente un Sangiovese giovane, che fa solo acciaio, è un vino fruttato ed equilibrato, non troppo acido nè troppo alcolico, gradevole e senza pretese, mentre un Sangiovese Riserva, passato in botte, è tutto un altro tipo di vino, più elegante, più complesso, più strutturato, con una grande longevità (fino anche a 20 anni per alcuni Brunelli di Montalcino!). 

Una caratteristica che è comune a tutti i vini e che identifica immediatamente il Sangiovese è il colore: di un rosso scarico con riflessi aranciati, un po' spento. Questa caratteristica è stata molto spesso considerata un difetto, tanto che la quasi totalità dei vini DOC o DOCG ottenuti con Sangiovese prevedono di aggiungere altre uve a bacca rossa, che hanno il ruolo di intervenire proprio sul colore (si pensi al Colorino o al Montepulciano o al Sagrantino, tutte uve dal tono di rosso molto vivace e brillante). Quando si parla di Sangiovese vinificato in purezza, quindi, nella stragrande maggioranza dei casi significa che quel vino è composto per almeno l'85% con uva Sangiovese, più l'aggiunta limitata ad un 15% di altre uve rosse.

 

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