Pinot nero

Il Pinot nero, o Pinot noir, è un vitigno internazionale a bacca rossa, considerato il padre di tutte le uve, il capostipite della nobile famiglia delle uve pinot, da cui nel corso dei secoli si sono generate tutte le altre.

 

 

Il nome, "Pinot", gli deriva dal fatto che il suo grappolo ha una conformazione simile a quella di una pigna, corto e molto serrato, con gli acini talmente sovrapposti gli uni agli altri da sembrare le squame di una pigna. Nero, invece, sta per il colore della buccia degli acini, con riflessi violacei e bluastri.

Esistono poi, nella stessa famiglia il Pinot bianco, il Pinot grigio (con una buccia di colore rosa ramato) e il Pinot meunier (cioè "mugnaio" per via del fatto che la sua buccia è ricoperta da uno spesso velo di pruina bianca che somiglia alla farina). Anche lo Chardonnay appartiene alla famiglia dei Pinot, si chiamava originariamente Pinot giallo.

 

 

Il Pinot nero era un'uva già conosciuta dai Romani che l'hanno impiantato nelle loro colonie francesi, in particolar modo nella Valle del Rodano, da dove poi si è diffuso fino al Nord della Francia, in particolar modo in Champagne, dove concorre alla produzione dei celebri spumanti omonimi, e in Borgogna, dove viene vinificato in purezza e regala vini rossi di grande prestigio, fini ed eleganti, tra i più rinomati e ricercati al mondo. 

Il Pinot nero è uno dei vitigni maggiormente diffusi al mondo, oltre che in Francia, anche in Italia, in Spagna, in Germania e, fuori dall'Europa, in California, negli USA, in Sud America e in Australia.

Suoi sinonimi sono: Pineau, Borgogna nero, Moirien, Savagnin noir, Plant doré, Vert doré, Klevner, Blauburgunder (in Germania, Austria e Alto Adige), Morillon (in Borgogna) e Cortaillod.

Caratteristiche del vitigno

Pinot nero

Il Pinot nero regala le sue migliori espressioni a latitudini elevate, attorno al 50° parallelo, in condizioni climatiche fresche, con una buona escursione termica tra il giorno e la notte e su terreni calcarei. Se non si trova in presenza di queste condizioni il Pinot nero soffre e rischia di dare vini "cotti", pesanti e privi delle sue caratteristiche peculiari di eleganza e finezza.

Ha foglia medio-piccola, tondeggiante, trilobata, di colore verde scuro con superficie bollosa e opaca. Il grappolo è piccolo, lungo circa 12-15 cm, cilindrico e molto compatto. L'acino è medio, sferoidale o ovale, di colore nero-violaceo, con buccia spessa, consistente e pruinosa.

 

 

L'epoca di maturazione è media, si vendemmia a metà settembre.

Per quanto riguarda la produttività, occorre distinguere 2 cloni di Pinot nero: la tipologia dall'alta produttività, quella tipica dello Champagne per intenderci, che ha una buona vigoria e una buona resa costante ed è più adatta alla vinificazione in bianco o alla preparazione di basi per spumanti e quella dalla bassa produttività, con una buona vigoria ma con una resa scarsa e incostante, più adatta a creare dei vini rossi, come quella presente in Borgogna.

Il Pinot nero in Francia

La Borgogna è considerata la regione d'elezione per la coltivazione del Pinot nero. Alcuni storici credono che il Pinot nero sia presente in questa regione da più di 2000 anni e che non sia stato impiantato dai Romani. Sicuramente qui, nella fascia centro-orientale della Francia, quasi al confine con la Svizzera, il Pinot nero ha trovato il suo habitat naturale e dà vini di grande eleganza, caldi e vellutati, con i classici sentori di cuoio, pellame, pollaio. Questi vini sono molto quotati dal mercato, dai 20 ai 60 €, mediamente, per una bottiglia, fino anche a superare abbondantemente i 100 € (il Pinot nero di Borgogna più famoso al mondo, il Romanée Conti, arriva a superare le migliaia di euro a seconda delle annate e dei cru).

Oltre che in Borgogna, il Pinot nero è diffuso anche in Champagne dove concorre con la sua personalità a formare molti dei migliori champagne del mondo, garantendo una grande struttura e un importante apporto aromatico, ma viene vinificato anche in purezza (il Blanc de Noirs è un 100% Pinot nero).

Nel resto della Francia troviamo il Pinot nero nella Valle della Loira e nella Valle del Rodano, vinificato sia in uvaggio che in purezza, ma con risultati meno interessanti.

Il Pinot nero in Italia

Il Pinot nero si è inserito benissimo sul territorio italiano e viene coltivato in tutte le regioni. I migliori risultati, però, li si riscontrano nella zona del Nord, soprattutto in Trentino Alto Adige e in Lombardia.

In Alto Adige concorre alla formazione dell'Alto Adige Pinot nero DOC, prodotta nella provincia autonoma di Bolzano, creando dei vini rossi dal colore rubino scarico, quasi trasparenti, molto interessanti dal punto di vista olfattivo, hanno note sia fruttate che speziate (dalla fragola e la prugna al cuoio, dal lampone al tabacco) e un profumo molto delicato ed elegante. Sono, inoltre, vini molto versatili, possono essere sia giovani e leggeri, molto beverini (circa 12,5%), sia invecchiati e complessi, particolarmente evoluti e longevi (oltre i 5 anni per alcune annate fortunate). In genere sono vini molto vellutati che vanno incontro al gusto dei palati più disparati. Tra i Pinot neri più quotati in Alto Adige citiamo quello di Franz Haas e il Barthenau Vigna Sant'Urbano di Hofstatter.

In Lombardia, invece, il Pinot nero viene vinificato soprattutto come spumante, prendendo spunto dallo Champagne, nella DOCG Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia. Può essere vinificato sia in bianco che in rosato, sia come vino fermo che come frizzante o spumante, rigorosamente in purezza (almeno 85%). I Pinot neri dell'Oltrepò Pavese sono vini molto secchi e robusti, di gran carattere e anche con un elevato livello alcolico: uno spumante può fare anche 14%, somiglia più ad un vino che ad uno spumante... Siamo molto lontani dalla finezza dei Blanc de Noirs prodotti in Champagne, ma anche l'Oltrepò Pavese, nel suo piccolo, è una forma di espressione del vitigno unica nel suo genere.

Anche l'Oltrepò pavese esprime le sue perle enologiche, come il Maderu di Milanesi, un Pinot nero prodotto solo nelle annate più favorevoli, che può tranquillamente competere con i cugini di Borgogna.

 

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