Verdicchio

Il Verdicchio è un vitigno autoctono diffuso prevalentemente nella regione Marche e, in misura minore, nelle regioni confinanti come la Romagna (dove è chiamato Verdetto), l'Umbria e l'Abruzzo.

 

 

Il legame tra l'uva Verdicchio e le Marche è molto forte, fin dall'Ottocento, infatti, il Verdicchio era considerato il vitigno a bacca bianca più pregiato della regione.

Si è sempre creduto che l'uva Verdicchio avesse delle familiarità con altre uve italiane, come il Verdeca pugliese o il Trebbiano, anche se recenti studi ampelografici hanno smentito questa somiglianza e hanno decretato il Verdicchio un vitigno autoctono presente nelle Marche fin dal Cinquecento. Al di fuori di questa regione, infatti, il Verdicchio perde le sue qualità migliori e dà vini di scarso valore.

La maggiore diffusione del Verdicchio, nonchè la sua massima espressione vinicola, si ha nella zona della Vallesina, attorno al comune di Jesi in provincia di Ancona e nella zona di Matelica, un comune in provincia di Macerata.

Concorre a formare 4 DOC e 2 DOCG: Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC, Verdicchio di Matelica DOC, Esino bianco DOC, Falerio dei Colli Ascolani DOC, Verdicchio dei castelli di Jesi Riserva DOCG e Verdicchio di Matelica Riserva DOCG.

Notiamo che è uno dei pochi rari in Italia in cui la DOCG viene concessa solo alla tipologia Riserva.

 

 

Caratteristiche dell'uva e del vino Verdicchio

La pianta del Verdicchio ha buona vigoria con una resa incostante, molto aleatoria a seconda delle annate. La foglia è media, orbicolare o pentagonale, di colore verde scuro con superficie bollosa. Il grappolo è di media grandezza, conico o cilindrico, molto serrato. L'acino è medio, con buccia sottile e poco pruinosa e di colore giallo con riflessi verdognoli, da cui deriva il nome.

Verdicchio

La vendemmia si effettua negli ultimi giorni di settembre (nella zona di Jesi) o nella prima decade di ottobre (nella zona di Matelica).

Il Verdicchio ama le zone collinari e molto ventilate.

Il vino Verdicchio è un bianco dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli nella tipologia base o dorati nella tipologia Riserva, è un vino di corpo, decisamente alcolico (anche 14%), vinificato sia come fermo, che come spumante che come passito, anche se è nella tipologia fermo che dà i migliori risultati.

In passato una campagna pubblicitaria molto azzeccata dei produttori di Verdicchio ha associato questo vini agli abbinamenti con il pesce, tanto che, ancora oggi, dopo più di 30 anni è molto diffuso il mito del Verdicchio come il miglior vino per accompagnare piatti a base di pesce, soprattutto antipasti di molluschi e crostacei.

 

 

La cosa non è da considerarsi una bufala a priori, assolutamente, occorre solo verificare che il Verdicchio scelto non sia troppo alcolico, poichè se lo si vuole abbinare a dei piatti di pesce delicati si potrebbe rischiare di "ammazzarli". Nel caso in cui, invece, si voglia abbinare questo vino a dei secondi di pesce al forno o in guazzetto o a dei pesci più saporiti come il tonno, il pesce spada o il baccalà, allora si può optare per un Verdicchio di corpo, anche una Riserva.

Una curiosità sul Verdicchio: la classica bottiglia ad anfora prodotta da Fazi e Battaglia, disegnata dall'architetto milanese Antonio Maiocchi e diventata simbolo del Verdicchio negli anni Sessanta, ha fatto il giro del mondo e a contribuito ad aumentare il suo mercato all'estero quando, nel 1973, è apparsa nel film "Serpico" di Sidney Lumet, in una scena in cui Al Pacino la stappava e la beveva.

Le DOCG del Verdicchio

Originariamente il Verdicchio veniva vinificato in acciaio e commercializzato per essere bevuto giovane, entro 1 o 2 anni dalla produzione, ma negli anni Novanta alcuni produttori hanno iniziato a farlo invecchiare in botti di legno, preferendo vendemmie tardive e ottenendo così un vno molto più complesso, elegante e ricco di sapidità.

Questo vino oggi ha raggiunto grandi punte di qualità, tanto da ottenere la denominazione DOCG nel 2010 nelle due zone di elezione di Jesi e di Matelica.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva DOCG: prodotto nella zona collinare attorno Jesi in circa 21 comuni tra cui Cupramontana, Castelbellino, Staffolo e Arcevia, è ottenuto con almeno l'85% di uva Verdicchio e il restante 15% con altre uve bianche della zona. Ha una resa massima di 10 t/ha e un titolo alcolometrico minimo di 12%. L'invecchiamento previsto da disciplinare è di minimo 18 mesi, di cui 6 passati in bottiglia.

Verdicchio di Matelica Riserva DOCG: comprende 6 comuni della provincia di Macerata: Matelica, Camerino, Castelraimondo, Esanatoglia, Gagliole e Pioraco, è ottenuto con almeno l'85% di uva Verdicchio e il restante 15% con altre uve bianche della zona. Ha una resa massima di 9,5 t/ha e un titolo alcolometrico minimo di 12,5%. L'invecchiamento previsto da disciplinare è di minimo 18 mesi.

Queste due Riserve di Verdicchio si differenziano lievemente per il gusto: quello di Jesi è più amarognolo, con note di agrumi e di frutta secca, mentre quello di Matelica è più sapido, con note più floreali.

 

 

 

 

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