Omotossicologia: un derivato placebo dell'Omeopatia

Omotossicologia: significato e storia

L'Omotossicologia, o Omeopatia antiomotossica, è una disciplina che fa parte delle medicine alternative e che è considerata da molti come derivante dall'Omeopatia stessa. 

 

 

Il principio fondante di questa disciplina è la concezione secondo cui esisterebbero dei fattori tossici per l'uomo, ossia le omotossine, che sono causa di tutte le patologie ora note. 

L'omotossicologia nasce intorno agli anni '30 ad opera di un medico tedesco, Hans-Heinrich Reckeweg. Prendendo spunto dall'Omeopatia, a quel tempo già nota, aveva formulato nuove sostanze che si aggiungevano alla farmacopea omeopatica, usando la diluizione decimale. Fondò nel 1936 la ditta "Heel" dove furono formulati i primi farmaci omotossicologici e furono gettate le basi della teoria di questa disciplina. 

Reckeweg ha sviluppato maggiormente i principi dell'omeopatia ricercando delle basi scientifiche e sperimentali per spiegarli. Si basa sulle scoperte in campo immunologico e biochimico che erano state effettuate proprio in quel periodo. Rifiuta quello che è l'integralismo tipico dell'omeopatia andando a cercare un contatto anche con la medicina convenzionale. Infatti, prende in considerazione anche la fisiopatologia, andando a formulare la terapia sulla base dei principi omeopatici e sulla sperimentazione in campo patologico. 

 

 

In aggiunta, Reckeweg ha formulato la "tavola delle omotossicosi", un documento in cui si metteva in relazione ogni malattia con il "potenziale reattivo del soggetto", ossia quella che in Omeopatia viene chiamata "forza vitale". 

Avvalendosi del riferimento a campi di ricerca importanti come la Biochimica e la Biologia Molecolare, Reckeweg sperava di sviluppare delle teorie che fossero considerate con una maggior validità scientifica. Invece, i risultati non furono quelli auspicati in quanto utilizzava anche le teorie dell'Omeopatia, come la similitudine e le dosi infinitesimali.

I principi di base dell'Omotossicologia

Nell'effettuare la terapia, l'Omotossicologia segue il principio dell'individualità che è proprio dell'Omeopatia. Ogni patologia, una volta inquadrata nelle tavole delle omotossicosi, viene usata per definire lo stato del paziente e sceglierne la cura usando farmaci omotossicologici e una terapia soggettiva. 

Altra teoria di base di questa disciplina è che l'organismo umano è attraversato da una grande quantità di sostanze, le omotossine, di natura esogena, che sono ad esempio i virus, i batteri, le tossine e i fattori di inquinamento ambientale. Inoltre, il corpo ha anche omotossine endogene come i cataboliti, gli intermedi di reazione e così via, che possono anch'essi innescare una malattia. La salute si ha quando è presente nel corpo un equilibrio in cui i sistemi emuntori sono efficienti e vanno a contrastare l'omotossina, sopratutto nel caso in cui essa non sia particolarmente virulenta. 

Se, invece, si verifica il caso in cui l'omotossina è molto aggressiva o si ha un mal funzionamento degli organi emuntori, si ha un alterazione dell'equilibrio. L'organismo risponderà a questa condizione tentando di ristabilire l'omeostasi e innescando reazioni difensive che si manifestano attraverso le malattie. Di conseguenza, la condizione di malattia viene vista dall'Omotossicologia come il tentativo dell'organismo di neutralizzare ed eliminare le tossine che la causano, al fine di compensarne i danni. 

L'organismo ha quindi un sistema di difesa, definito dallo stesso Reckeweg "sistema della grande difesa". A secondo della gravità dell'aggressione subita dalla tossina, il corpo va incontro a diverse fasi, caratterizzate da determinati quadri clinici e diverse capacità reattive dell'organismo. Di conseguenza, ogni fase ha il suo tipo di equilibrio di flusso energetico che si mira a raggiungere per ristabilire l'omeostasi. 

 

 

Le fasi che vengono distinte in Omotossicologia sono 6, e precisamente sono: 2 di tipo umorale, 2 della sostanza fondamentale e 2 di tipo cellulare.

  • Fasi umorali: malattie per cui si ha prognosi favorevole perchè si ha una buona reattività dell'organismo. Le tossine possono o meno entrare nelle cellule delle mucose ma in ogni caso vengono espulse e neutralizzate subito.
  • Fasi della sostanza fondamentale: l'omotossina è localizzata nella matrice ed entra poi a livello cellulare. In una di queste fasi la tossina viene accumulata a livello del connettivo perchè gli emuntori non sono riusciti ad espellerla. Nell'altra fase di questo tipo, invece, la tossina si accumula a livello dell'organo, iniziando a rompere la struttura della cellula ed intaccando i sistemi enzimatici.
  • Fasi cellulari: in questo caso la prognosi non è favorevole perchè si ha scarsa reattività del corpo che determina lesioni. In una di queste fasi si ha degenerazione dei tessuti, mentre nell'altra si può avere la produzione di cellule anomale che prendono il sopravvento sull'organismo ormai indebolito.

Un altro principio dell'Omotossicologia, definito da Reckeweg come conseguenza della formulazione delle varie fasi della malattia, è quello della vicariazione, cioè dello spostamento della malattia attraverso i tessuti. Essa può essere positiva, ossia la guarigione naturale, o negativa, quella che noi definiremmo cronica. Obiettivo dell'Omotossicologia è quello di innescare l'instaurarsi della vicariazione positiva che va ad attivare le funzioni disintossicanti e a determinare l'escrezione delle tossine.

Le terapie dell'omotossicologia

La terapia omotossicologica ha lo scopo di attivare i sistemi difensivi non ancora usati dall'organismo durante la malattia, andando ad intervenire sulle reazioni enzimatiche. Per farlo usa delle sostanze formulate in diluizione omeopatica, che andrebbero ad indurre, quindi, una difesa immunitaria aggiuntiva, usando delle tossine diluite contro cui il sistema difensivo del corpo agirebbe in modo repentino, per poi rivolgersi alle tossine che hanno provocato la malattia. 

Le sostanze usate in Omotossicologia sono di natura vegetale, animale e minerale, come per l'Omeopatia. Reckeweg ha introdotto anche altre sostanze che non venivano prima usate, come i catalizzatori, sostanze che agiscono ad esempio sul ciclo di Krebs o che sono ad esempio chinoni omeopatizzati. Queste sostanze dovrebbero stimolare le reazioni enzimatiche del ciclo di Krebs e della catena di trasporto degli elettroni. Vengono usate in Omotossicologia per le malattie cronico-degenerative. 

Altre sostanze tipiche dell'Omotossicologia sono i nosodi, che derivano da materiale patologico, come secrezioni ed essudati o colture microbiche. Essi vengono sterilizzati e resi inattivi, oltre che diluiti secondo le regole dell'Omeopatia. Queste molecole potrebbero avere un meccanismo immunologico.

Inoltre, questa disciplina usa anche medicinali allopatici, ossia quelli della medicina convenzionale, che vengono però preparati secondo i principi dell'Omeopatia. Vengono usati questi farmaci per le stesse patologie per cui si usa il medicinale convenzionale oppure per trattare quelle malattie iatrogene, ossia determinate all'uso non consono dei farmaci convenzionali. In quest'ultimo caso si usa lo stesso principio diluito che ha provocato la patologia, secondo il principio cardine dell'Omeopatia. 

L'omotossicologia oggi: usi comuni

Oggi l'Omotossicologia viene usata come l'Omeopatia come terapia alternativa e viene prescritta o consigliata da medici appositamente formati o farmacisti. Nonostante questo, l'Ordine dei Medici italiano ha di recente affermato che l'Omeopatia e le medicine affini hanno un effetto puramente placebo. In seguito a questo, si è innescata una diatriba tra i medici sostenitori della medicina convenzionale e gi omeopati. 

Chi la usa lo fa per lunghi periodi di tempo e per diversi scopi, come in caso di spossatezza prolungata o problemi gastrointestinali, come difficoltà digestive e acidità di stomaco. Altri scopi sono quelli legati al ciclo mestruale e ai problemi ad esso connessi, ma anche in caso di mal di schiena e mal di testa

L'omotossicologia viene anche proposta per dimagrire, in particolare per la riduzione dell'apetito sopratutto in caso di obesità. I principi usati sono diversi da quelli della fitoterapia ma si basano sempre sull'uso di sostanze di origine naturale che si contrappongono all'uso di farmaci convenzionali anoressizzanti

Un altro uso dei farmaci formulati secondo i principi dell'Omotossicologia è il trattamento della candida. Queste formulazioni si propongono di modulare la risposta infiammatoria e stimolare il sistema immnunitario. 

L'Omotossicologia viene usata anche in medicina veterinaria, in quanto sembra essere priva di effetti collaterali, o comunque averne meno rispetto al farmaco tradizionale. In genere viene prescritta dai medici veterinari. 

Omotossicologia: funziona?

Una review scientifica del 2004 si è occupata di studiare i risultati ottenuti dagli studi sull'Omotossicologia, e ha valutato la qualità dei dati ottenuti nonchè anche la validità dei metodi usati per le ricerche. Nonostante molti degli studi analizzatiabbiano ottenuti risultati positivi circa l'efficacia dei trattamenti testati, i ricercatori della review hanno rilevato errori e una scarsa affidabilità dei metodi usati e dei dati ottenuti. Di conseguenza, hanno concluso che non è possibile confermare l'efficacia dei metodi terapeutici dell'omotossicologia poichè non esistono valide ricerche scientifiche che la confermino. 

Le opinioni positive sull'Omotossicologia che alcune persone hanno, sono merito di risultati che sono ritenuti una conseguenza dall'effetto placebo. 

 

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