Reiki: dal Giappone la tecnica placebo dell'energia

Reiki: caratteristiche generali

Il Reiki è una tecnica terapeutica che fa parte della medicina alternativa e viene proposta per la cura dei disturbi a livello fisico ma anche psicologico ed emotivo. Il termine deriva dalle parole giapponesi rei, ossia energia universale, e ki, cioè energia vitale. 

 

 

Secondo i suoi sostenitori, il Reiki andrebbe a curare tutte le malattie conosciute e a fare da supporto per le altre terapie, sia della medicina allopatica che di quella alternativa. In particolare, il Reiki andrebbe a diminuire gli effetti collaterali dei farmaci, riducendone il tempo di trattamento. Inoltre, sarebbe indicato nella diminuzione del dolore e nell'incremento dell'ottimismo verso l'efficacia della cura. 

Reiki: la storia

Il Reiki sembra avere origini antichissime dall'altipiano del Tibet. Nei tempi più recenti fu diffuso da Mikao Usui che, dopo un ritiro spirituale, disse di aver ricevuto l'energia universale e di avere la capacità di infonderla negli altri. Iniziò così a sperimentare la tecnica su amici e parenti fondando quindi il Reiki di Usui

 

 

Questa tecnica ebbe molto successo tanto che Usui fondò, negli anni '20, il primo centro di Reiki. In questa sede, Usui e i suoi collaboratori diffondevano le tecniche del Reiki tramite seminari e facevano delle sessioni di guarigione ai pazienti, definiti riceventi. 

Il Reiki negli anni si diffuse ed ebbe successo, portando Usui a fondare un secondo centro ancora più grande. Alla sua morte, avvenuta in modo improvviso per un ictus, uno dei suoi allievi, Hayashi, fondò una tecnica dei Reiki più semplice e un'associazione dedicata al Reiki. Hayashi portò, quindi, avanti anche le tecniche di Usui che si diffusero successivamente anche negli Stati Uniti. Un'americana di origini giapponesi, infatti, di nome Hawajo Takata, durante un viaggio nel suo paese d'origine, andò a farsi guarire nella clinica di Hayashi e portò il Reiki negli USA. Takata è la responsabile della diffusione del Reiki nei paesi occidentali, in cui insegnò in diversi corsi dedicati al Reiki formando vari maestri che fondarono a loro volta le loro associazioni del metodo. 

Sopratutto nel mondo occidentale, si sono diffusi molti maestri e praticanti di Reiki che usano principi e teorie diverse da quelle di Usui, alcuni dei quali non hanno ricevuto la formazione da altri maestri ma si sono autoproclamati tali. Da questo derivano teorie e principi del Reiki talvolta molto diverse fra loro a seconda del maestro che le diffonde. 

Principi

I sostenitori del Reiki affermano che vi sia un'energia vitale universale che chi pratica questa disciplina può usare per scopi terapeutici. Tutti possono diventare praticanti del Reiki, attraverso un'iniziazione che farà accedere all'energia, dando la capacità a ciascun soggetto di usarla. 

Alcuni insegnanti di Reiki dicono che, per la guarigione, sia necessario che il praticante abbia l'intenzione di portare alla guarigione, mentre per altri è l'energia estratta dalla ferita stessa a portare alla guarigione. 

 

 

Secondo il Reiki la diagnosi di una patologia non è necessaria, in quanto l'energia è intelligente e va ad agire dove è necessario. Inoltre, l'energia è in grado di curare diversi tipi di patologie e malesseri, da quelli fisici a quelli mentali, spirituali ed emotivi. 

Il Reiki viene talvolta praticato a distanza, creando una connessione temporanea tra chi lo pratica e il soggetto da guarire attraverso, l'uso di alcuni simboli che servono per inviare l'energia al ricevente. Alcuni affermano addirittura di poter inviare l'energia nel passato o nel futuro. 

Ma da dove deriva l'energia del Reiki? I suoi sostenitori affermano che l'energia deriva direttamente dall'Universo, non dalla persona in sé che lo pratica. Per questo motivo ha una durata infinita e i praticanti stessi possono usarla per l'auto-guarigione. Inoltre, l'energia fluendo nel praticante avrebbe anche un effetto preventivo delle malattie. 

Come funziona?

Nel Reiki la malattia viene vista come uno squilibrio energetico, a prescindere dai sintomi attraverso cui si manifesta. Il Reiki andrebbe ad agire su questo squilibrio, portando ad una condizione di positività e salute. 

Le emozioni positive, come la felicità, l'amore, la pietà e la tranquillità, sono ricche di energia pura. Quelle negative, come la paura, il terrore, la rabbia e l'avidità, sono invece ricche di energia densa e pesante. Le emozioni negative, infatti, richiedono tanta energia per circolare nel corpo e, come quelle positive, "infettano" le altre persone. 

Ogni emozione negativa ha un effetto biologico sul corpo. Un esempio è la rabbia che creerebbe problemi sopratutto a livello del fegato e del sistema cardiocircolatorio. 

Il Reiki, secondo i suoi fautori, andrebbe ad agire proprio su queste emozioni, andando a restituire l'equilibrio non solo al corpo ma anche alla mente, portando quindi alla guarigione spirituale. 

Le tecniche terapeutiche del Reiki consistono in sessioni in cui il praticante impone le mani sul ricevente, usando diverse posizioni, in tutto circa 15. Il paziente è di solito vestito con le mani del praticante sopra di lui. Ogni posizione viene effettuata per circa 5 minuti per una durata totale del trattamento di 1 ora. 

I livelli del Reiki sono 3, a seconda delle capacità del praticante. Nel primo livello egli può solo imporre le mani durante la sessione. Nel secondo livello può anche praticare a distanza il Reiki; nel terzo, effettuata da praticanti detti "maestri", possono anche insegnare il Reiki ad altre persone. 

Reiki: funziona davvero?

Diversi organi istituzionali, come American Cancer Society, hanno ribadito che il Reiki non può essere utilizzato come sostituto della medicina convenzionale. 

In realtà, il Reiki si avvicina maggiormente ad una filosofia che ad una medicina fondata sulla Scienza. I suoi sostenitori non hanno, infatti, mai realmente dimostrato a livello scientifico l'efficacia di queste terapie, quasi come se bisognasse credervi come atto di fede. 

Inoltre, vi sono delle ricerche scientifiche che dimostrano l'assenza dell'effetto terapeutico di questo metodo. Una fra queste è una review sistematica del 2008 che ha analizzato i pochi studi che vi sono in merito al Reiki e ai suoi effetti positivi. Come ha evidenziato questo lavoro, non vi sono prove circa l'efficacia del Reiki, in quanto gli studi in merito sono pochi, pieni di errori metodologici e scarsamente replicabili. Insomma, non sono condotti secondo rigore scientifico. 

Nel 2015 una review sistematica si è occupata di valutare gli effetti del Reiki contro la depressione e l'ansia. Sono stati trovata solo 3 studi in merito, che non riportavano prove circa gli effetti del Reiki sulla riduzione di questi disturbi psicologici. Gli effetti della terapia venivano riportati, negli studi analizzati, solo in modo narrativo. Pertanto, la review ha concluso che non ci sono prove che dimostrino gli effetti positivi del Reiki sul trattamento della depressione e dell'ansia. 

Riguardo al Reiki, le opinioni di alcune religioni comuni non sono positive, proprio perchè questa disciplina sembrerebbe più una religione che una medicina. La Chiesa Cattolica, ad esempio, ritiene il Reiki una superstizione non compatibile con la visione cristiana del mondo e dell'uomo. La Conferenza episcopale degli Stati Uniti nel 2009 ha valutato il Reiki come "superstizione contraria alla fede cattolica" e ne ha ribadito l'assenza di un fondamento scientifico. Infatti, il Reiki afferma la possibilità di guarigione attraverso la canalizzazione dell'energia da un soggetto ad un altro, senza intercessione di preghiere a Cristo, così come propone la Chiesa Cattolica, che ritiene il Reiki pericoloso per la salute spirituale dell'individuo. 

In conclusione, gli effetti positivi riscontrati, talvolta da alcune persone nella pratica del Reiki, sono riconducibili ad un effetto meramente placebo

Controindicazioni

Secondo i sostenitori del Reiki, questa tecnica essendo basata su un'energia intelligente non porterebbe a danni nella salute e nel corpo e non avrebbe quindi effetti collaterali. 

In realtà, alcune persone possono essere portate a pensare che il Reiki possa risolvere qualsiasi male e problema, e possono esserne assoggettate e condizionate al punto tale da abbandonare le terapie tradizionali con effetti positivi dimostrati. 

Talvolta, il maestro che pratica il Reiki, può condizionare moltissimo i suoi adepti tanto da creare connessioni simili a quelle di una setta. 

 

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