Dieta oloproteica

La dieta oloproteica® o "liposuzione alimentare" è un regime alimentare proposto dal dott. Castaldo e dai suoi collaboratori. Si tratta di una dieta chetogenica, dunque fortemente ipocalorica e composta prevalentemente da proteine.

L'obiettivo della dieta oloproteica è quello di contrastare il catabolismo muscolare che avviene durante il diguino, introducendo la quantità di proteine minima indispensabile per evitare la distruzione del muscolo, limitandosi alla perdita di grasso corporeo. Tale quantità minima di proteine si attesterebbe, come dagli studi del dott. Blackburn (vedi dieta Blackburn), intorno a 1,2 g di proteine per kg di peso corporeo per le donne, e 1,5 g per gli uomini. La dieta è composta poi da una piccola quantità di carboidrati provenienti esclusivamente dalle verdure permesse, e una piccola quantità di grassi sottoforma di olio di condimento.

Secondo i fautori della dieta oloproteica, assumere la quantità di proteine minima indispensabile garantirebbe il massimo dimagrimento e diminuirebbe al minimo la produzione di scorie azotate derivanti dall'utilizzo delle proteine a fini energetici.

Come funziona la dieta oloproteica

Come accennato, la dieta oloproteica consiste nell'assunzione di proteine sottoforma di integratori e alimenti, verdura e poco olio extravergine, per un periodo massimo di 21 giorni. L'obiettivo è quello di instaurare la chetogenesi, una condizione metabolica che favorisce la perdita di grasso corporeo e l'eliminazione del senso di fame. La dieta comprende anche l'utilizzo di integratori per garantire la quantità minima di vitamine e minerali indispensabili all'organismo.

 

 

Durante questo periodo, secondo il dott. Gastaldo, si perderebbe dal 7 al 10% del peso corporeo, il che significa, per esempio, che un soggetto di 80 kg perderebbe da 5 a 8 kg.

La dieta oloproteica viene consigliata agli obesi, alternandola a una dieta ipocalorica che serve per consolidare i risultati raggiunti ed educare il soggetto al mantenimento del peso; oppure a chi presenta problemi di grasso localizzato (culotte de cheval, o grasso sulla pancia per gli uomini). Secondo il dott. Gastaldo, infatti, una dieta chetogenica consentirebbe di modificare l'assetto ormonale, diminuendo la quantità di insulina circolante. L'insulina agirebbe in modo simile agli estrogeni, favorendo l'accumulo di grasso sui fianchi. Una dieta che riduce fortemente l'insulina, quindi, andrebbe ad agire proprio sul grasso localizzato. In realtà questo fatto non è dimostrato da nessuna ricerca scientifica seria. Conoscendo la fisiologia dell'organismo, tuttavia, pensare che si possa con la sola dieta determinare un cambiamento ormonale tanto marcato da modificare la distribuzione del grasso corporeo è un tantino ottimistico, per usare un eufemismo. Ma d'altro canto, la nuova frontiera del marketing delle diete è proprio questa: pensiamo solamente alla dieta genetica, che pretende di modificare l'espressione genica con l'alimentazione! O alla dieta a zona, che pretende di curare malattie gravissime modificando le quantità e la qualità dei grassi assunti.

Dieta oloproteica

Analisi critica della dieta oloproteica

Come non ci stancheremo mai di ripetere, il problema delle diete non è quello di perdere i kg in eccesso, ma quello di mantenere nel tempo i risultati raggiunti. Da questo punto di vista, la dieta oloproteica è agli antipodi, perché una dieta chetogenica si può seguire solo per alcune settimane (in questo caso, tre), pena l'insorgenza di problemi di salute. Da questo si evince che una dieta chetogenica comunque non è il massimo per la salute dell'organismo, anche se in effetti, per breve tempo è tollerabile. La parte importante del piano alimentare è il DOPO, cioè la dieta che si farà per mantenere il peso: solo il 10% di chi dimagrisce con una (qualunque) dieta riesce a mantenere il peso raggiunto. Il dott. Gastaldo giustamente scrive sul sito internet che dopo aver seguito la dieta oloproteica, bisogna impostare una dieta di mantenimento, ma non fornisce particolari dettagli su questa dieta. Tutto il messaggio verte sulla dieta chetogenica iniziale e questo secondo me è sbagliato, perché ripeto: dimagrire qualche kg non è difficile, il problema è mantenere i kg persi.

 

 

Immaginiamo di perdere il 10% del peso corporeo in 21 giorni e poi per "imparare" a gestire questo peso di dover seguire una dieta di mantenimento di due mesi, per abituare l'organismo ad un'alimentazione meno calorica di quella precedente. Con una normale dieta equilibrata si raggiunge tranquillamente il risultato in due o tre mesi, ma senza dover seguire poi una dieta di mantenimento, perché dimagrendo gradualmente l'organismo si abitua strada facendo alla nuova alimentazione. Quindi dov'è il vantaggio di seguire una dieta chetogenica? I fautori di questa dieta pongono l'accento sul fatto che la fame scompare una volta che la chetosi insorge, ma comunque si tratta di rimanere quasi a digiuno (si parla di circa 600 kcal al giorno, che sono davvero poche) per tre settimane! Con tutto quello che comporta dal punto di vista psicologico e sociale. E la fame sarebbe poi da controllare comunque durante la dieta di mantenimento, che dovrebbe essere meno calorica della precedente alimentazione del soggetto, che ha portato al sovrappeso, e quindi comporterebbe il fatto di mangiare meno e imparare a gestire tutto ciò che questo comporta, senso di fame incluso. Nelle diete, come nella vita, non esistono scorciatoie, o per dirla come gli anglosassioni, non esistono "free lunch" (pasti gratis).

Per quanto riguarda l'"effetto liposuzione", stiamo parlando di una cosa assolutamente non dimostrata, se non dalla loro esperienza (di parte, e puramente anedottica). Il grasso localizzato lo si combatte con la dieta e soprattutto con l'attività fisica, armonizzando la figura e costruendo muscolo sotto il grasso, che riduce gli inestetismi garantendo un vero e proprio "effetto lifting".

 

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