Cosa ostacola la cura dell'obesità?

Il Modello Educativo Integrato (MEI) ha dimostrato di essere la terapia più efficace nella lotta contro l'obesità. Tuttavia, come abbiamo visto, questo metodo non è semplice e richiede uno staff di professionisti specializzati e un grande impegno da parte del paziente. Esistono diverse barriere o ostacoli che possono determinare il fallimento della terapia: è importante conoscerli per prevenirli con opportuni accorgimenti.

 

 

La Diet Industry

L'industria delle diete, con le sue frodi e ciarlatanerie, è una barriera molto difficile da superare. Essa, infatti, con la potenza dei messaggi pubblicitari, forgia l'opinione pubblica in modo molto più efficace rispetto a qualunque campagna informativa. Questo comporta due problemi: è causa diretta della barriera cognitiva, poichè genera la convinzione che si possa perdere peso in modo semplice e veloce; ed è causa del peggioramento dello stato di salute dei soggetti che ne sono vittima, poichè chi intraprende questi metodi spesso riacquista il peso perduto con gli interessi, e ne esce in uno stato psicologico e fisico peggiore.

La barriera cognitiva

È l'assenza di cognizioni corrette da parte del paziente e delle persone in genere riguardo l'origine e le cause della malattia, nonchè del modo di curarla. Il paziente è convinto di poter perdere peso applicando una restrizione alimentare e contando sulla sua forza di volontà, e spera che la forza arrivi presto e senza alcun aiuto. Dopo vari tentativi falliti, si convince che "non c'è più nulla da fare", giustificandosi pensando di avere chissà quali disfunzioni metaboliche che lo fanno ingrassare pur mangiando poco.

 

 

La barriera del tempo e del denaro

Sostanze cancerogene

Per curare in modo efficace l'obesità, scongiurando ogni pericolo di ricadute, occorre molto tempo, fino a 5 anni. Le risorse da mettere in campo in termini di tempo, denaro e impegno sono sicuramente rilevanti, specie per chi ha difficoltà economiche. Tuttavia questo è l'unico sistema che consente di uscire dal tunnel dell'obesità, quindi bisogna mettersi il cuore in pace e convincersi che non c'è altra via di uscita.

La barriera sociale

L'eccesso di peso non è ancora considerato dall'opinione pubblica come indice di scarsa salute e come fattore di rischio per le patologie del benessere, aterosclerosi, diabete e ipertensione in primo luogo.

 

 

Si parla sempre più spesso di alimentazione sana e sono cominciate le prime campagne di informazione da parte dello stato, ma nessuno ha ancora il coraggio di dire chiaramente che per godere di buona salute bisogna anzitutto essere magri. Finchè il sovrappeso non verrà considerato una situazione pericolosa, non si potrà fare una corretta prevenzione dell'obesità.

La trappola relazionale delle diete

La trappola relazionale è quel meccanismo per il quale si instaura una reciproca ostilità tra medico e paziente, quest'ultimo interrompe la relazione terapeutica con il medico e cade in Eclissi, ovvero scompare, si nasconde, non si presenta più alle visite di controllo. Questo fenomeno è anche chiamato 'drop-out', e nasce dall'idea sbagliata che l'obeso ha nei confronti del suo problema.

Quando un soggetto obeso consulta il professionista è pieno di speranza, ma nutre da una parte un certo disappunto sul tipo di trattamento che verrà consigliato, e dall'altra una sorta di illusione sui possibili effetti miracolistici desiderati.

Nella prima fase, quando il peso diminuisce, esiste il sostegno e il rinforzo della soddisfazione reciproca.

Le difficoltà iniziano quando, nel corso delle visite di controllo, si interrompe la perdita di peso. Il paziente ha un livello di autostima talmente basso che lo spinge ad assumere atteggiamenti di autodifesa nei riguardi di risultati poco soddisfacenti, e quindi tende ad interrompere la relazione terapeutica.

Egli vuole dare al professionista la certezza che ha fatto del suo meglio e teme di perdere e di far perdere tempo al professionista stesso. Il professionista fa molta fatica a mantenere una imperturbabile cortesia e non sa cosa fare. La Relazione Terapeutica, quindi, si trasforma: prima era del tipo vittima-salvatore e poi assume la connotazione del tipo imputato-accusatore: diventa una trappola. Il paziente riduce ancor più il basso livello di autostima perché il professionista ha puntato solo sulla perdita di peso: la Relazione Terapeutica si interrompe e il paziente entra in Eclissi.

 

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