Cause ambientali dell'obesità

L'obesità è una delle cosiddette 'malattie del benessere', il suo sviluppo incontrollato inizia quando il tenore di vita medio consente a tutti di disporre di una quantità di cibo sovrabbondante.

 

 

Questo fenomeno avviene in tutte le società che raggiungono il benessere: è successo con i nordamericani, con gli europei, e sta succedendo ora con i paesi dell'est.

Gli indiani Pima, una tribù di pellerossa sopravvissuta agli americani, sono diventati tutti obesi e diabetici una volta confinati in una riserva e 'costretti' a uno stile di vita occidentale.

Le cause ambientali, dovute agli stimoli che ci giungono dall'esterno, agiscono su due fronti in modo sinergico e molto potente: da un lato abbiamo una offerta di cibi ipercalorici costante e martellante, dall'altra la necessità di mangiare sempre meno poiché il consumo calorico quotidiano diminuisce in modo inesorabile.

Gestire l'abbondanza

Per millenni la preoccupazione principale dell'uomo è stata quella di procurarsi il cibo per sopravvivere.

Il nostro organismo si è evoluto per cercare il cibo con grande fatica e a prezzo di grandi pericoli, non per rifiutarlo quando è offerto in grande abbondanza.

A differenza degli altri animali, che non sono in grado di controllare l'assunzione di cibo e di fronte ad una offerta illimitata mangiano fino a morire, l'uomo è in grado di 'dire basta', ma è comunque un atto forzato, che va contro la sua natura.

Mangiare è un piacere della vita e l'industria alimentare è un grande business. L'offerta di cibo è onnipresente ovunque ci troviamo e in ogni istante della giornata. Dove non c'è il cibo ci sono i messaggi pubblicitari in TV, sui giornali, nelle strade.

Davanti a queste continue tentazioni, è difficile resistere: non tutti hanno la forza di farlo e quindi è naturale che la metà della popolazione sia sovrappeso o obesa, è una caratteristica intrinseca delle società industrializzate.

 

 

Ci muoviamo sempre meno

Obesità - Cause ambientali

Un altra caratteristica delle società industrializzate è la progressiva ed inesorabile diminuzione dell'attività fisica.

Con l'abbandono dei lavori faticosi, l'avvento dell'automobile, degli ascensori, dell'automazione nell'industria, ci muoviamo sempre meno. E siamo sempre più pigri: quanti prendono la macchina per evitare una passeggiata di 15 minuti, o prendono l'ascensore per evitare due rampe di scale?

Purtroppo siamo arrivati al punto che la maggior parte di coloro che non svolgono una attività fisica regolare e sufficientemente intensa, ed hanno superato i 35 anni di età (subendo il primo brusco calo del metabolismo), sono costretti ad un regime alimentare molto restrittivo se vogliono mantenere il peso forma.

In questa situazione, pochi sedentari riescono ad evitare sovrappeso ed obesità.

 

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