Acqua ossigenata: usi e caratteristiche

Che cos'è l'acqua ossigenata?

L'acqua ossigenata, il cui nome in chimica è perossido di idrogeno, è un composto appartenente alla categoria dei perossidi. Ma che cosa sono i perossidi? Essi sono molecole chimiche che hanno due atomi di ossigeno uniti da un legame covalente, cioè un legame in cui due atomi mettono in comune un elettrone. I perossidi derivano dagli ossidi e hanno un atomo di ossigeno in più rispetto a questi ultimi. In generale, i perossidi sono composti instabili che, quando vengono messi in soluzione, tendono a liberare l'atomo di ossigeno. 

 

 

L'acqua ossigenata non è in genere usata pura, ma sempre in soluzione acquosa, perchè, se usata pura, è un liquido molto corrosivo. Si presenta, inoltre, come incolore e dall'odore molto pungente. 

L'acqua ossigenata è venduta ad un prezzo molto basso, inferiore ai 2 euro, principalmente nelle farmacie e nelle parafarmacie. In commercio, troviamo normalmente solo la versione diluita che ha una temperatura di ebollizione pari a 114 °C, caratteristica che ne diminuisce il rischio di reazioni esplosive. 

 

 

Come si produce l'acqua ossigenata?

L'acqua ossigenata è prodotta a partire da un perossido e un acido, in particolare dal perossido di bario e dall'acido solforico, che vengono fatti reagire insieme in un ambiente controllato. 

Vi sono, però, altri tipi di processi produttivi utilizzati a livello industriale. Uno di essi si basa sull'elettrolisi dell'acido solforico, che porta alla formazione di perossidisolfato, uno ione che verrà ulteriormente idrolizzato, formando come prodotto di reazione acqua ossigenata. Altri composti che possono essere utilizzati come reagenti per la formazione di questo composto, sono il bisolfato di ammonio e l'idrochinone, quest'ultimo in particolare subisce un'auto-ossidazione per la formazione dell'acqua ossigenata. 

Che cosa contiene l'acqua ossigenata in commercio e cosa sono i volumi?

In commercio, l'acqua ossigenata si trova sottoforma di soluzione contente anche acqua. Per questo motivo, al fine di indicare la concentrazione di acqua ossigenata presente in soluzione di usano i "volumi". Essi misurano la quantità di ossigeno, espressa in litri, che può essere liberata da 1 litro di soluzione acquosa di acqua ossigenata. 

Un altro metodo di quantificare la concentrazione di acqua ossigenata presente in soluzione è la percentuale. Essa non esprime lo stesso valore della concentrazione in volumi ed è pertanto necessario fare una conversione tra le due metodiche di misurazione. Un esempio è l'acqua ossigenata a 40 volumi, corrispondente all'11,8% di acqua ossigenata. Allo stesso modo, il 40% di composto, corrisponde a 154 volumi. 

Le due metodiche di misurazione vengono usate in modo diverso a seconda dei destinatari della produzione. In genere, se si produce acqua ossigenata destinata ai laboratori per analisi chimiche, allora si utilizza maggiormente la dicitura in percentuale. Invece, se il destinatario finale è il consumatore per uso domestico, allora è più comune l'uso dei volumi.  

Usi dell'acqua ossigenata

 

 

Gli usi dell'acqua ossigenata sono diversi in differenti ambiti di applicazione, come quello cosmetico, medico e industriale. 

In determinate condizioni, come in presenza di ferro o altri ioni metallici come catalizzatori, si dissocia, producendo calore e liberando ossigeno e acqua. Questi prodotti di reazione risultano ecologici in quanto non inquinano. Per questo motivo, alcuni processi industriali la usano per ridurre l'impatto ambientale. Un esempio è nell'industria della carta, in cui viene usata al posto del cloro come sbiancante ecologico. Per lo stesso motivo, viene usato come sbiancante dei denti in odontoiatria o come decolorante o schiarente nelle tinture per capelli. 

L'acqua ossigenata, per le sue proprietà ossidanti, viene anche usata nello sbiancamento dei tessuti e nel trattamento delle acque di scarico, perchè è in grado di eliminare le impurità presenti in queste ultime. A livello industriale, viene usata anche per la produzione di composti chimici, come il percarbonato di sodio e perossidi e peracidi organici

L'uso più comune dell'acqua ossigenata è quello di antisettico, per il trattamento di ferite, ulcere ed escoriazioni. Per questi scopi, si usa in genere alla concentrazione che va dal 3 al 6%, corrispondente a 20 volumi. Concentrazioni superiori andrebbero diluite. La schiuma che si sviluppa nel trattamento di un'infezione o di una ferita con acqua ossigenata, si ha in seguito all'azione dell'enzima umano catalasi, che la scinde liberando ossigeno. Questo porta alla denaturazione delle proteine esercitando un'azione tossica contro i batteri eventualmente presenti. Inoltre, la schiuma formatasi porta al distacco del tessuto necrotizzato e quindi all'eliminazione meccanica dei patogeni presenti dentro la ferita. Inoltre, l'acqua ossigenata viene usata in ambito medico anche per la sterilizzazione degli strumenti chirurgici e delle sale operatorie. Infatti, l'acqua ossigenata è efficace non solo contro i batteri, ma anche contro virus, lieviti e funghi.

L'uso dell'acqua ossigenata come disinfettante è vantaggioso per il prezzo basso di questo prodotto e per la facile reperibilità sul mercato.  

Un altro uso dell'acqua ossigenata si svolge nel campo della combustione, in particolare come carburante per razzi o siluri o come comburente usato per aiutare la combustione di carburante apposito.

Per la sua biodegradabilità, l'acqua ossigenata può essere usata anche per la pulizia della casa ed in particolare per il bucato. Può essere infatti aggiunta come in piccole quantità al normale detersivo per la disinfezione di alcuni capi, in particolare di quelli contenenti macchie di sangue o indumenti destinati a bambini. Altro utilizzo nell'ambito delle pulizie casalinghe, è la pulizia delle superfici lavabili.

L'acqua ossigenata può essere usata per il pediluvio in piccole quantità, in quanto aiuta nella prevenzione da infezioni di funghi e batteri. Questa funzione risulta utile specie quando si frequentano spesso ambienti a rischio, come palestre o piscine.

Effetti collaterali e controindicazioni

L'acqua ossigenata è tossica a dosi eccessivamente elevate che possono causare anche la morte, in particolare in seguito ad ingestione. 

L'acqua ossigenata non va usata a contatto con gli occhi e con la pelle integra, priva quindi di escoriazioni o ferite. Il suo uso non è, invece, sconsigliato in gravidanza o durante l'allattamento. Infatti, raramente il prodotto va a mescolarsi con il latte materno e non si hanno evidenze che supportino una tossicità per il feto. In caso di dubbi in merito, è sempre necessario chiedere il parere del medico.

Nonostante il suo potere disinfettante, l'acqua ossigenata usata per il bucato può rovinare il colore dei capi di abbigliamento. Pertanto, è sempre bene usarla in piccole quantità e solo su vestiti bianchi. 

In alcuni casi, l'uso dell'acqua ossigenata per disinfettare ferite della pelle può portare a reazioni negative come dolore, irritazione o arrossamenti nella parte trattata. Queste non sono da considerare reazioni allergiche vere e proprie, che sono invece ancora più rare e determinano rash cutanei, pruriti e gonfiori tra gli altri sintomi. In questi casi, è bene consultare immediatamente un medico.

 

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