Erisipela (infezione della pelle)

L'erisipela è una dermoipodermite batterica acuta, ovvero un'infezione della cute che coinvolge il derma e l'ipoderma, gli strati cioè più profondi della pelle.

Come si trasmette?

Il batterio responsabile di questa infezione è quasi sempre lo streptoccocco beta emolitico gruppo A, ma talora possono essere coinvolti anche altri batteri piogeni come lo stafilocco aureo e altri ancora meno comuni.

Si trasmette sostanzialmente tramite le soluzioni di continuo della cute, come ad esempio un graffio, una puntura di insetto, una piccola ferita che permette quindi l'ingresso del batterio.

La cute integra, infatti, protegge i tessuti sottostanti e costituisce un ottimo schermo contro l'invasione dei microbi.

Ci sono tuttavia dei fattori di rischio per questa infezione e sono principalmente:

Principalmente l'erisipela si localizza al volto e agli arti, soprattutto inferiori (anche se può estendersi a tutto il corpo) e colpisce i soggetti anziani, i bambini e i lattanti.

 

 

Sintomi

L'esordio è acuto con la comparsa di una lesione eritematosa, edematosa, calda, dura e molto dolente che evolve per via centrifuga (quindi verso l'esterno) per diventare con un aspetto a placca.

La cute appare tesa, lucente e possono comparire petecchie e bolle a contenuto sieroso o siero-emorragico.

Il paziente avverte dolore alla digitopressione, bruciore locale e spesso anche prurito.

Spesso si accompagna anche una linfangite (infimaammzione dei vasi linfatici della zona colpita) e una linfoadenite distrettuale (infiammazione dei linfonodi).

I sintomi generali che accompagnano l'erisipela sono la febbre elevata spesso con brividi, leucocitosi neutrofila (aumento quindi dei neutrofili), aumento della VES e delle alfa2-globuline agli esami ematochimici.

Terapia

Erisipela

La terapia dell'erisipela si avvale degli antibiotici, ovviamente di quelli attivi sullo streptococco beta emolitico, come l'amoxicillina.

Nonostante ci sia infiammazione e dolore, è sconsigliabile somministrare gli antinfiammatori non steroidei (FANS, come l'ibuprofene, il ketofrofene, ecc...), in quanto sembrano peggiorare il quadro clinico e il suo decorso verso la guarigione.

La terapia con antibiotico va proseguita fino alla fine del ciclo prescritto dal medico, nonostante i sintomi possano migliorare già dopo qualche giorno di cura.

 

 

È molto importante non sospendere la cura con antibiotici dopo la scomparsa dei sintomi in quanto si favorisce la replicazione di batteri resistenti all'antibiotico e quindi si ha una ripresa di malattia che dovrà essere successivamente curata con un altro antibiotico con diverso meccanismo d'azione.

In alcuni casi, l'erisipela può essere causata da funghi: in questo caso si ricorre ovviamente non all'antibiotico ma a un farmaco antifungino.

Gli antibiotici maggiormente usati per la cura dell'erisipela sono sicuramente le penicilline, e nei pazienti allergici o non tolleranti si possono utilizzare altri antibiotici come l'eritromicina o la clindamicina.

Complicanze

Le complicanze principali correlate ad una inadeguata cura dell'erisipela o a una sua non cura sono sotanzialmente gli ascessi, il coinvolgimento infettivo delle ghiandole linfatica localie e la fascite necrotizzante dell'arto o della zona colpita dall'erisipela.

Rare sono le glomerulonefriti, le polmoniti e la setticemia.

L'erisipela, essendo in pratica un'infezione, nei pazienti a rischio può recidivare e questo, a lungo andare, può complicare il quadro clinico e può comparire addirittura l'elefantiasi dell'arto dovuta all'occlusione dei vasi linfatici, a causa del processo infiammatorio recidivante che colpisce appunto i tessuti più profondi della cute.

 

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