Tracce di latte, mandorle e nocciole nel cioccolato

Questo articolo nasce da questa mail che abbiamo ricevuto:

"Sono una mamma di un bambino che soffre di una grave allergia al latte e alle nocciole con gravi conseguenze per la vita. Sono quattro anni che mangia cioccolato extra fondente Novi senza alcun reazione. Ultimamente mi sono accorta che nella confezione c'è scritto "può contenere tracce di latte e nocciole".

Mi chiedo se nel cioccolato extra fondente Novi ci siano allora gli ingredienti suddetti, o venga contaminata dai macchinari che vengono utilizzati anche per il cioccolato al latte. Se ciò fosse vero le chiedo di indicarmi la marca di un cioccolato assolutamente privo di tracce di latte e nocciole che non metta a repentaglio la vita di mio figlio e quella di tanti altri bambini allergici."

 

 

Diversi produttori di cioccolato indicano sulla confezione la dicitura "può contenere tracce di latte e nocciole" non perché effettivamente ne contengano ma perché sono possibili contaminazioni per il motivo che tu hai ipotizzato, dato che i macchinari per la produzione sono gli stessi e quindi il prodotto può contenere tracce di latte e nocciole usate in altri prodotti.

I soggetti allergici a vari alimenti sono in costante aumento e dunque le aziende produttrici di cioccolato sono corse ai ripari indicando in etichetta la possibile presenza di tracce di prodotti estranei, tipicamente si tratta di tracce di latte e nocciole nel cioccolato fondente, che non ne dovrebbe contenere.

 

 

Queste contaminazioni sono semplicemente dovute al fatto che i macchinari o gli stampi delle tavolette sono gli stessi per i diversi tipi di cioccolato.

Pensando che le produzioni artigianali di cioccolato avessero una minor probabilità di contaminazione, abbiamo provato a contattare 4 (sperando di non aver dimenticato nessuno...) tra le più famose ditte italiane produttrici di cioccolato di qualità: Amedei, Domori, Slitti, Streglio, chiedendo se potevano garantire l'assenza di prodotti estranei nel cioccolato fondente.

Ci hanno risposto tutti, anche se alcuni ci hanno fatto attendere un paio di mesi...

Tracce di prodotti estranei nel cioccolato

Amedei ci ha risposto che i macchinari di produzione del cioccolato al latte, di quello fondente e di quello con frutta secca sono gli stessi, ma che vengono ripuliti accuratamente ad ogni cambio di produzione.

Streglio ci ha risposto:

"non siamo in grado, allo stato attuale, di fornire garanzie sulla totale assenza di tracce di nocciole/mandorle o di latte nel cioccolato fondente di nostra produzione."

Slitti ci ha risposto più dettagliatamente:

"il nostro ciclo di produzione viene svolto da due linee ben distinte, una per la lavorazione del cioccolato al latte e l'altra per quello fondente. Tuttavia, parlando di "possibili tracce", potrebbe accadere che, adoperando i medesimi stampi, anche se ripuliti ogni volta, potrebbe rimanere qualche residuo all'inizio della lavorazione che nella quantità poi prodotta, credo sia difficile quantificarlo anche come traccia. Comunque sia, all'esaurimento delle attuali etichettature, abbiamo già inserito, in maniera per noi cautelativa, la dicitura "potrebbe contenere tracce di..." Per quanto riguarda le nocciole ed ogni tipo di frutta a guscio, ossiamo escludere in maniera più assoluta, ogni tipo di traccia."

 

 

Domori ci ha risposto come segue:

"[...] anche se tradizionalmente la produzione si concentra per il 90% su varietà fondenti, nel nostro laboratorio vengono saltuariamente effettuate lavorazioni con contributo di latte o nocciole. Ad ogni diversa lavorazione, i macchinari coinvolti vengono accuratamente ripuliti con la cura più rigorosa attenzione ma, comunque, non si può escudere in senso assoluto che, in alcuni prodotti, possano restare infinitesime tracce di questi ingredienti. La nuova etichettatura che abbiamo già previsto per le nostre produzioni informerà il pubblico di questa ipotesi, nel senso della più elevata trasparenza e correttezza dovute al Cliente."

Possiamo solo aggiungere che una eventuale intolleranza ad un alimento esclude ogni tipo di complicanza quando questo alimento è assunto in tracce, mentre per quanto riguarda allergie gravi consigliamo di chiedere al proprio allergologo se l'assunzione di minime tracce di quella sostanza (latte, nocciole o altro) può causare problemi. Questo per evitare che l'alimentazione di un soggetto allergico non venga impoverita oltremodo per eccessiva precauzione.

Ricordiamo infatti che il concetto di "traccia" è piuttosto vago: non penso che alcune parti su milione di nocciola o arachide possano nuocere a un soggetto allergico. Sarebbe bene che la legge imponesse dei limiti ragionevoli, proprio per evitare inutili allarmismi.

Il cioccolato, da quanto si evince chiaramente dalla email arrivate, è prodotto in condizioni di possibile contaminazione da qualunque azienda, quindi se un soggetto ha sempre assunto il cioccolato di una certa marca senza avere problemi, ha la sicurezza quasi certa di non avere problemi nemmeno in futuro.

 

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