Vino novello

Il vino novello è un vino rosso giovane e fruttato che viene messo in commercio nel mese di novembre, risultando così uno dei primi vini ad uscire in vendita dopo la vendemmia.
Il disciplinare legislativo italiano prevede che il vino novello sia posto in vendita a partire dal 6 novembre dello stesso anno della vendemmia, anno che deve essere obbligatoriamente riportato in etichetta.

 

 

Il vino novello ha vita breve, non è certo un vino che si mantiene a lungo, ma va preferibilmente bevuto entro la fine dell'anno, è il classico vino che si accompagna alle castagne, altro prodotto autunnale, o che si usa per fare il vin brulè.

L'associazione Movimento per il Turismo del Vino organizza annualmente una giornata di Cantine Aperte che ha come ricorrenza il giorno di San Martino, l'11 novembre, durante la quale è possibile assaggiare il vino novello e il vino nuovo.

Il vino novello e il vino nuovo: scopriamo le differenze

Anche se accade molto spesso, il vino novello non va confuso con il vino nuovo, così chiamato perchè anch'esso esce subito dopo la vendemmia ma prima del novello, è reperibile, infatti, già dal mese di ottobre, di solito da fine ottobre.

Ma il vino nuovo, a differenza del novello, è un vino bianco a tendenza dolce e poco alcolico, poiché la sua fermentazione dura molto poco, quindi il suo gusto rimane dolce e molto fruttato, assomigliando più ad un succo d'uva che ad un vino vero e proprio. Di fatto si tratta di mosto cotto parzialmente fermentato.

 

 

Oggi il vino nuovo viene prodotto per lo più artigianalmente, da piccole cantine o da singoli contadini e non ha un grande mercato di riferimento. In passato, invece, il vino nuovo era più richiesto e più prodotto perchè le cantine avevano bisogno di un vino che potesse essere venduto subito, garantendo incassi immediati, dato che gli altri vini, invece, sarebbero stati commercializzati solo a partire dall'anno successivo, dopo un lungo periodo di sosta in botti di legno o in silos di acciaio. 

Il novello, invece, è un vino a tutti gli effetti ottenuto, però, con un particolare tipo di vinificazione chiamata macerazione carbonica, un procedimento che fu inventato dai viticoltori francesi negli anni Trenta nella zona di Beaujolais, in Borgogna.

La storia del vino novello e della macerazione carbonica

Vino novello

Nel 1934 un'equipe di ricercatori francesi, per andare incontro all'esigenza dei vignaioli di commercializzare un vino fresco e giovane così da ottenere subito dei guadagni senza aspettare l'anno successivo, sperimentò un metodo di vinificazione che diede vita al Beaujolais Nouveau, il vino novello francese.

Questo metodo prevede che prima della vinificazione vera e propria i grappoli d'uva vengano messi interi in vasche sature di anidride carbonica, da cui il nome "macerazione carbonica".

L'uva rimane in queste vasche per circa 5-10 giorni ad una temperatura costante di 30°C, questo procedimento fa sì che l'uva sprigioni delle note molto fruttate e profumate, che i pigmenti vengano estratti facilmente dalla buccia e che l'acido malico venga demolito.

 

 

Inoltre, oltre all'anidride carbonica, si aggiunge anche l'anidride solforosa che ha la capacità di avviare una parziale fermentazione intracellulare, senza l'intervento dei lieviti, così da rendere poi la successiva fermentazione alcolica vera e propria più rapida (solamente di 2-4 giorni).

I vini così ottenuti saranno vini dal colore molto vivace, con riflessi violacei, dai sentori spiccati di frutta e frutti di bosco (fragola, lampone, mora), poco alcolici, freschi e con pochi tannini. Sono vini da bere giovani, preferibilmente entro 6 mesi dalla vendemmia, non adatti all'invecchiamento.

Il segreto del vino novello sta quindi in questa pre-fermentazione, ideale per dare al vino un gusto, un odore e un colore fresco e delicato, rendendolo un vino di facile beva e di facile comprensione, adatto a tutti i palati.

Il sistema della macerazione carbonica preventiva e della successiva rapida fermentazione alcolica è stato poi emulato dagli italiani che hanno iniziato a produrre così il vino novello a partire dagli anni Ottanta.

Per produrre il Beaujolais Nouveau in Francia si usa il vitigno Gamay, in Italia viene prodotto soprattutto con Teroldego, Lacrima di Morro d'Alba e Sangiovese.

 

 

 

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