Vini spagnoli: le regioni vitivinicole della Spagna

I vini spagnoli non sono molto conosciuti in Italia, ma la Spagna è un paese molto importante dal punto di vista enologico, essendo il paese con la maggiore superficie vitata al mondo (più di 1,17 milioni di ettari), e il terzo per quantità prodotta (dopo Francia e Italia).

 

 

La Spagna possiede un patrimonio ampelografico notevole, con più di 400 varietà di uva, tuttavia l'80% della produzione vinicola del paese è fatta con 20 uve, tra cui il Tempranillo, la Garnacha e il Monastrell (tra i rossi); l'Albarino, il Palomino, l'Airen e il Macabeo (tra i bianchi); e le tre uve Parellada, Xarel·lo e Macabeo utilizzate per produrre lo spumante cava.

In Spagna si produce vino un po' ovunque, le regioni principali sono a Nord Rioja e Ribera del Duero, Toro, famose soprattutto per i rossi a base di uva Tempranillo, e Bierzo a base di uva Mencia; per i bianchi Rias Baixas nella regione nord-ovest della Galizia, nota per i suoi vini a base di uva Albariño; a Sud Jerez, il famoso vino liquoroso (lo Sherry); la Catalogna, dove si producono gli spumanti (Cava) e il Priorat, dove si producono soprattutto rossi.

Mappa dei vini della Spagna.

 

 

Vini spagnoli

Il vino spagnolo moderno "nasce" nel 1950, con la fondazione di grandi cantine cooperative che soddisfacevano il mercato interno, contemporaneamente nasceva un mercato internazionale per i vini sfusi generici. Nel 1960 ci fu una rinascita dello Sherry (Jerez) e anche i vini della Rioja iniziarono ad essere richiesti dal mercato internazionale. Con la fine della dittatura la maggiore libertà di impresa che ne scaturì fece nascere molti nuovi produttori e tra il 1970 e il 1980 ci fu un ammodernamento delle cantine, e un aumento della qualità del vino. Nel 1986 la Spagna entra nell'Unione Europea e usufruisce degli aiuti all'agricoltura, soprattutto nelle regioni della Galizia e de La Mancha. Durante gli anni 90 molti enologi provenienti dall'estero, e soprattutto dalla Francia, portarono la loro influenza nel modo di produrre vino, e i vitigni internazionali (come lo chardonnay e il cabernet sauvignon) si imposero in alcune regioni. Sempre negli anni 90 ci fu una stretta legislativa sulla possibilità di usare l'irrigazione, e nel contempo la produzione di vino si stava spostando sempre più sul vino imbottigliato con Denominazione di Origine. Oggi la Spagna, sebbene sia lontana dall'Italia e soprattutto dalla Francia come fatturato, ha una produzione di vino di qualità di tutto rispetto.

Geografia e clima

La Spagna presenta un clima molto differenziato: a nord il clima è atlantico, con estati non troppo calde, soprattutto vicino alla costa. Questo consente la produzione di vini bianchi con una buona acidità, molto interessanti dal punto di vista qualitativo, come quelli galiziani a base Albariño della DO Rias baixas. Nelle zone interne il clima estivo è torrido, con pochissime precipitazioni, e questo dà luogo a vini molto alcolici e potenti, che vengono spesso prodotti in altura (a 600 metri circa) per sfruttare la differenza di temperatura tra il giorno e la notte, e riuscire così ad ottenere l'acidità necessaria per la produzione di vini di qualità. Le zone vinicole più importanti si sviluppano intorno all'alveo dei fiumi, come l'Ebro (Rioja), il Duero (Ribera del Duero), il Tajo (La Mancha), il Guadalquivir (Jerez). I vini del sud rispecchiano tipicamente le caratteristiche dei vini mediterranei: tanto alcol e tanta concentrazione, a volte difficili da domare.

Vini un po' omologati

 

 

In Spagna la dimensione della cantine è mediamente maggiore che in Italia e, numericamente, ci sono molti meno produttori. Nelle regioni più famose si osservano grandi e spettacolari cantine, che presentano spesso architetture avveniristiche e una tecnologia di produzione molto all'avanguardia. Queste cantine producono centinaia di migliaia di bottiglie ogni anno, spesso milioni. I piccoli produttori esistono, ma sembrano molto più difficili da trovare rispetto all'Italia o alla Francia. Questa almeno è stata la nostra impressione, visitando le principali regioni vitivinicole spagnole.

Dal punto di vista organolettico, questo si ripercuote sullo stile del vino che ci è sembrato essere un po' troppo omologato. Sembra quasi che il vino venga fatto in cantina, piuttosto che in vigna, con un uso del legno spesso poco equilibrato. Ovviamente le eccezioni non mancano, ma sembrano essere meno rispetto a Francia e Italia. Non a caso il movimento del vino naturale in Spagna è molto meno sviluppato, rispetto a Francia e Italia. Se prendiamo le più grandi associazioni di produttori di vini naturali, come Triple A o Vinnatur, vediamo come i produttori spagnoli aderenti sono in numero molto inferiore, rispetto a francesi e italiani. I vini spagnoli, sia chiaro, sono ben fatti: raramente abbiamo trovato vini con palesi difetti, anzi i vini delle grandi aziende sono sempre franchi, corretti, ma altrettanto spesso sono un po' omologati, con un legno un po' invadente, un po' stucchevoli, vini che dopo alcuni assaggi, stancano e soprattutto, sembrano un po' assomigliarsi tutti. Almeno quelli di fascia media, dai 5 ai 20 euro a bottiglia.

Tipologie di vini spagnoli

I rossi spagnoli si possono facilmente catalogare in base all'invecchiamento, perché la legislazione è piuttosto precisa e di nota una certa coerenza nella proposta, anche in denominazioni di origine diverse.

Joven: sono i vini rossi giovani, che non fanno legno, e vengono venduti dopo qualche mese dalla vendemmia. Vanno consumati giovani, sono freschi e fruttati e in teoria dovrebbero essere i più varietali, cioè rispecchiare le caratteristiche dell'uva.

Macerazione carbonica: non viene utilizzata solo per il vino novello, come in Italia e in Francia, ma anche per i vini "tradizionali", che non vanno necessariamente consumati entro l'anno e hanno piacevoli note fruttate tipiche della macerazione carbonica. È una tecnica utilizzata soprattutto nella regione de La Rioja. Non sempre viene riportata in etichetta questa dicitura, bisogna chiedere al produttore o leggere la descrizione del vino in etichetta.

Tinto roble: non si tratta di una denominazione ufficiale, ma spesso viene usata in etichetta. Roble sta per rovere, a indicare che questi sono vini che fanno un passaggio di qualche mese di legno, in genere 4-6, alcuni fino a 8-9, ma comunque meno di 12. Sono vini con più struttura rispetto agli "joven", hanno un costo quasi sempre inferiore ai 10 euro (intorno ai 5-6), alcuni di essi iniziano ad essere rossi interessanti, soprattutto come rapporto qualità prezzo. Sono i vini che si trovano in mescita nei tapas bar a un prezzo che varia da 1,20 a 2 euro al bicchiere.

Crianza: si tratta di una denominazione prevista per legge, e prevede che il vino invecchi tra legno e bottiglia almeno 2 anni, di cui da 6 a 12 mesi in legno (più spesso da 9 a 12 mesi). Sono i vini più venduti, dopo i tinto roble, e sono quelli con il rapporto qualità prezzo migliore. Il costo di una bottiglia va dai 10 ai 20 euro, mediamente, ma quelli che costano più di 15 euro rappresentano un'eccezione.

Reserva: il vino deve essere invecchiato per un totale di 36 mesi tra legno e bottiglia, ma deve rimanere in legno almeno 12 mesi. Sono vini spesso marcati molto dal legno, e il costo va dai 15 euro in su.

Gran reserva: qui l'invecchiamento raggiunge i 5 anni, tra legno e bottiglia, di cui almeno 18 di legno. Tipologia desueta, non viene prodotta da tutte le cantine.

Altre tipologie che si incontrano frequentemente sono i vini da "cepas viejas", cioè da vigne vecchie. Così come i "vieille vigne" francesi. La Spagna è ricca di vigne vecchie, recuperate negli anni della rinascita della produzione del vino, e che oggi danno i vini di maggior pregio di molte aziende.

Per quanto riguarda i bianchi, valgono le stesse certificazioni anche se cambia il tempo di invecchiamento, in ogni caso è molto più raro trovare dei bianchi crianza o reserva.

Il cava

Gli spumanti spagnoli fatti con metodo classico si chiamano "Cava" dal 1970, che non è una vera e propria denominazione di origine. I Cava possono essere fatti se le uve provengono da determinate zone: il 95% viene prodotto in Catalogna, e il restante da svariate regioni in giro per la Spagna: Aragona, Navarra, Castiglia e Leon, Extremadura, Valencia. Sono vini piacevoli, con un corretto rapporto qualità prezzo. Si possono acquistare dei Cava più che dignitosi a prezzi che vanno dai 10 ai 15 euro.

 

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